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Tempio di San Sebastiano a Milano: la chiesa rotonda di via Torino

  • Redazione MilanoFree.it

Il Civico Tempio di San Sebastiano si trova in pieno centro, lungo via Torino 28, a pochi passi dal Duomo e dalla chiesa di Sant'Alessandro. È una delle chiese più singolari di Milano: a pianta circolare, ispirata agli antichi templi romani, e con uno status sospeso tra il civile e il religioso. Nato come ex voto contro la peste, è oggi un piccolo gioiello da riscoprire nel cuore della città.

Esterno del Civico Tempio di San Sebastiano in via Torino a Milano
Il Civico Tempio di San Sebastiano, la chiesa rotonda di via Torino.

La storia: un voto contro la peste

Nell'agosto del 1576 Milano, allora sotto dominazione spagnola, fu colpita da una terribile epidemia di peste, la stessa ricordata come "peste di San Carlo". Il 15 ottobre di quell'anno il governatore di Milano, il marchese di Ayamonte, chiese al vicario di provvisione Giovanni Battista Capra di promuovere un voto pubblico per implorare la fine del contagio: la città promise di erigere, a proprie spese, una chiesa dedicata a San Sebastiano, tradizionalmente invocato come protettore dalla peste.

L'arcivescovo Carlo Borromeo si inserì subito nel progetto, in pieno spirito controriformista, per evitare che sorgesse un tempio cittadino dal carattere troppo "pagano". La prima pietra fu posta nel 1577, sul luogo dove sorgeva l'antica chiesetta di San Tranquillino, e la fabbrica fu portata a termine solo nel 1616.

L'architettura di Pellegrino Tibaldi

Interno a pianta circolare del Tempio di San Sebastiano con la cupola affrescata
L'interno a pianta centrale, con la cupola affrescata.

Il progetto fu affidato a Pellegrino Tibaldi, architetto di fiducia di San Carlo. Dovendo fare i conti con lo spazio ridotto e i fondi modesti, Tibaldi immaginò un edificio a pianta perfettamente circolare, con un colto richiamo agli antichi: il Pantheon di Roma, la vicina Basilica di San Lorenzo e i martyria paleocristiani. Ne risultò uno dei templi più "romani" di Milano.

Dopo la partenza di Tibaldi per la Spagna, il cantiere passò a Giuseppe Meda e poi a Pietro Antonio Barca. Nel Seicento, intorno al 1616-17, Fabio Mangone aggiunse il presbiterio, alterando la circolarità originaria immaginata dall'architetto; in seguito fu completato anche il secondo ordine esterno che riveste la cupola.

Cosa vedere all'interno

L'interno conserva quattro altari laterali, due per lato. Nella prima nicchia di sinistra si trova una copia della pala con il San Sebastiano di Vincenzo Foppa (1490): l'originale, un tempo nella chiesetta di San Tranquillino, è oggi conservato al Castello Sforzesco. Nella seconda nicchia di sinistra spicca La Pietà, opera neoclassica di Benedetto Cacciatori, mentre l'altare maggiore, della seconda metà del Settecento, è ornato da un grande tabernacolo intagliato e dorato.

Alzando lo sguardo, gli affreschi della cupola hanno per tema "Il Mistero della Redenzione": i profeti e le sibille del tamburo sono opera di Agostino Comerio e risalgono al 1833, mentre le figure restanti furono completate nel Novecento sui cartoni del Cacciatori.

Civico o religioso?

Già il nome rivela l'ambiguità: civile o religioso? Il Civico Tempio di San Sebastiano è entrambe le cose. Fin dall'origine fu conteso tra Chiesa e Stato di Milano: l'iniziativa partì dal governo cittadino e l'edificio fu costruito a spese della città, ma Carlo Borromeo ne rivendicò la supervisione religiosa. Ancora oggi è di proprietà e gestione del Comune di Milano, e al suo interno si trovano diversi simboli civici della città. È, di fatto, l'unica chiesa "comunale" di Milano.

Orari, indirizzo e come arrivare

Indirizzo: via Torino 28, Milano. Telefono: 02 874263.

Orari: da lunedì a sabato 8-12 e 15-18.30; domenica 9.30-12 e 14.30-19.30. Sante Messe ogni giorno alle 17.30. Gli orari possono variare: meglio verificare prima della visita.

Come arrivare: tram 2, 3, 14; metro M1 e M3 fermata Duomo, a pochi minuti a piedi.

Domande frequenti

Perché il Tempio di San Sebastiano è "civico"?

Perché fu costruito a spese della città di Milano come voto pubblico contro la peste del 1576, ed è tuttora di proprietà e gestione comunale: un raro caso di chiesa civica.

Chi ha progettato il Tempio di San Sebastiano?

L'architetto Pellegrino Tibaldi, nel 1576, con una pianta circolare ispirata al Pantheon. Il presbiterio seicentesco di Fabio Mangone ne modificò poi la circolarità originaria.

Perché è dedicato a San Sebastiano?

Perché il santo era tradizionalmente invocato come protettore contro la peste: il tempio nacque come ex voto per la fine dell'epidemia del 1576.

Si può visitare?

Sì, è aperto quasi tutti i giorni in via Torino 28. Ogni 20 gennaio vi si celebra una messa in ricordo della fine della peste a Milano.

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