URBANSOLID: chi sono e dove vedere le loro opere a Milano

Chi vive o attraversa Milano ci si è imbattuto almeno una volta: giganteschi orecchi e nasi colorati che spuntano dai muri, mani che compiono operazioni misteriose, supereroi che sbucano dai piloni di un cavalcavia, calchi umani che sembrano voler uscire dalla parete. C'è chi ride, chi si ferma a guardare, chi scatta una foto. E chi si chiede: chi le fa, queste opere?
La firma è quella degli URBANSOLID, il duo che ha portato la terza dimensione nella street art milanese. Ecco chi sono, come lavorano e dove incontrare le loro sculture in città.
Chi sono gli URBANSOLID
Dietro lo pseudonimo URBANSOLID ci sono due artisti, Riccardo Cavalleri e Gabriele Castellani, originari di Busto Arsizio. Si conoscono da sempre: dopo il liceo artistico hanno studiato insieme all'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, per poi unire i loro percorsi e fondare il progetto comune, arrivato alla ribalta dal 2009.
Il nome stesso è una dichiarazione d'intenti: in inglese "urban solid" richiama il rifiuto ingombrante, l'oggetto lasciato in strada. È esattamente ciò che fanno: "abbandonano" le loro opere sui muri della città, restituendo l'arte a chiunque passi, senza biglietto e senza sala espositiva.
Un'arte che esce dal muro
Gli URBANSOLID appartengono alla famiglia della street art, ma con una differenza sostanziale: le loro opere non sono dipinte, sono sculture tridimensionali in gesso, cemento, resina e vetroresina, applicate alle pareti come se ne stessero uscendo. A questo aggiungono l'influenza del Pop di Andy Warhol e una forte carica di ironia.
"Ci distinguiamo perché usciamo dal muro in maniera diretta, l'oggetto ha una dimensione in più", spiegano gli artisti. Ogni installazione unisce la fisicità dell'oggetto a un messaggio sociale: consumismo, denaro, dipendenza dai media, rapporto tra uomo e ambiente. Un tratto importante della loro etica: intervengono soprattutto su muri già degradati o edifici in attesa di recupero, senza danneggiare gli arredi urbani.
Le opere più famose
Alcune installazioni sono diventate un piccolo classico del loro linguaggio:
- Il televisore con il telecomando: un volto che sbuca da uno schermo tenendo in bocca un telecomando, per raccontare quanto la tv abbia preso il controllo sull'esistenza umana.
- L'Adamo: il progenitore riletto in chiave pop, vestito da supereroe o da carcerato, metafora della prigionia esistenziale e della frenesia cittadina.
- I supereroi: Wonder Woman, Spiderman e Hulk a grandezza naturale spuntati dai piloni di un cavalcavia, tra i primi lavori a farli notare in città.
- I quattro Moai giganti: statue in vetroresina alte tre metri ispirate all'Isola di Pasqua, un progetto itinerante che riflette sul rapporto tra uomo e ambiente e sul consumo delle risorse.
Dove vederli a Milano
Le loro installazioni sono per natura effimere e a volte itineranti, quindi ciò che si trova in strada cambia nel tempo. Alcuni luoghi però restano riferimenti utili:
- Colonne di San Lorenzo: non lontano dalla fermata M4 Vetra, un grande orecchio verde appeso al muro è tra le opere più fotografate.
- Via Pontano (NoLo): il tunnel è diventato l'OUT Urban Museum, un percorso a cielo aperto di opere firmato dagli URBANSOLID insieme ad altri artisti. Ne parliamo in dettaglio nella guida ai murales di via Pontano
- I Moai itineranti: nel tempo hanno toccato piazza Cordusio, Brera, l'Università Statale durante la Milano Design Week e il quartiere di CityLife.
- NYX Hotel Milan: due figure dorate del duo fanno da "guardiani" all'ingresso.
Per orientarsi tra gli altri protagonisti dell'arte urbana cittadina è utile anche la nostra guida alla Street art a Milano.
Dalle strade alle gallerie
Partiti da Milano, gli URBANSOLID hanno portato le loro sculture ben oltre i confini nazionali: Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam, Praga e Barcellona. Il successo in strada li ha avvicinati anche al mondo delle gallerie e delle mostre, senza mai abbandonare lo spazio pubblico.
Tra le tappe più recenti figurano l'esposizione "Freedom 2.0" alla residenza d'artista Espinasse 31, la partecipazione al festival di cultura urbana PLUG-MI e diverse iniziative benefiche, come la charity dinner ospitata in una galleria di Brera. Il loro studio si trova oggi a Olgiate Olona, in provincia di Varese, in un'ex falegnameria della Valle Olona recuperata e aperta in alcune occasioni al pubblico.
Domande frequenti
Chi sono gli URBANSOLID?
Sono un duo di artisti italiani, Riccardo Cavalleri e Gabriele Castellani, formatisi all'Accademia di Brera. Sono noti per le loro sculture tridimensionali applicate ai muri delle città, un filone particolare della street art.
Cosa rappresentano le loro opere?
Orecchie, nasi, mani, televisori, calchi umani, Adamo ed Eva e supereroi che sembrano uscire dal muro. Dietro l'ironia c'è quasi sempre un messaggio sociale sul consumismo, il denaro o il rapporto con i media.
Dove si possono vedere gli URBANSOLID a Milano?
Tra i punti di riferimento: l'orecchio verde vicino alle Colonne di San Lorenzo, l'OUT Urban Museum in via Pontano a NoLo e i Moai itineranti apparsi in varie zone della città. Le opere in strada però cambiano nel tempo.
Che materiali usano?
Gesso, cemento, resina e vetroresina: materiali resistenti che permettono di realizzare sculture tridimensionali durature, poi fissate ai muri o alle superfici urbane.
Gli URBANSOLID sono milanesi?
- Ultimo aggiornamento il .