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Street art a Milano: i quartieri, i murales e gli artisti

  • Redazione MilanoFree.it
Murale colorato di street art su un muro di Milano
La street art ha trasformato interi quartieri di Milano in musei a cielo aperto.

A Milano la street art ha cambiato il volto della città: da quartiere a quartiere, muri grigi e anonimi si sono trasformati in musei a cielo aperto, tra graffiti, murales e interventi che oscillano da sempre tra illegalità e celebrazione artistica. Un fenomeno che è cresciuto fino a diventare un richiamo turistico, dove l'arte di strada convive con i grandi nomi e con il mercato. Ecco com'è nata, dove vederla e perché continua a far discutere.

Dal writing alla street art

All'inizio era l'hip hop degli anni Settanta: il bombing e il tagging erano modi esuberanti per invadere la città di nomi e colori e far sentire la propria voce. La competizione era forte e la tecnica si è evoluta in fretta, con nuovi stili come blockletters, bubble style e 3D style, fino a veri e propri dipinti che hanno attirato l'attenzione del mercato dell'arte. L'ultima svolta è stata l'ironia di stampo neodadaista: stencil, adesivi e interventi sui cartelli stradali per cambiare il punto di vista sulla quotidianità, divertire e far riflettere. Così il confine tra arte e imbrattamento è diventato sempre più labile.

navigli milano foto cicalaArte o imbrattamento? Cosa dice la legge

La legge parla chiaro (articolo 639 del Codice penale): per chi deturpa beni immobili, come i muri delle case, o i mezzi di trasporto pubblici e privati, sono previste multe e, nei casi più gravi, anche la reclusione. Ma, al di là delle definizioni accademiche su cosa sia arte e cosa imbrattamento, sembra che l'ultima parola spetti spesso al "popolo". È successo più volte che opere destinate alla cancellazione siano state salvate dall'affetto dei cittadini, che le considerano ormai parte del paesaggio del proprio quartiere.

Lo stesso Comune di Milano ha scelto la via della valorizzazione: con il progetto "Muri Liberi" ha mappato i murales esistenti e messo a disposizione spazi dove gli artisti possono esprimersi nella legalità, mentre molti proprietari fanno dipingere le saracinesche di box e negozi per scoraggiare i tag selvaggi.

Ortica, il quartiere-museo

Il caso più celebre è quello dell'Ortica, piccolo borgo a est della città diventato un autentico museo a cielo aperto. Tutto è nato nel 2015, quando per il 70° anniversario della Liberazione le associazioni di quartiere realizzarono il primo murale sul cavalcavia Buccari. Da lì è nato il progetto Or.Me. (Ortica Memoria), frutto della collaborazione con il collettivo Orticanoodles: oggi circa venti grandi murales raccontano la storia del Novecento — la Resistenza, le donne, i cantautori milanesi (Jannacci, Svampa), la legalità, lo sport, la scienza. Spettacolare il "Duomo dell'Ortica" in via Pitteri: cinque murales dedicati alla cattedrale, con una Madonnina che è tra le più grandi mai dipinte al mondo.

Isola, Lambrate e gli altri quartieri

Il quartiere Isola, un tempo malfamato e oggi rigenerato, è uno dei cuori della scena grazie al progetto EscoAdIsola: il sottopassaggio della stazione di Porta Garibaldi è un tunnel di colori, e tra le vie spiccano opere come l'"Aida Accolla" degli Orticanoodles in via Borsieri.

A Lambrate si trova uno dei murales più importanti: "Anthropoceano" di Iena Cruz (Federico Massa) in via Viotti, realizzato nel 2019 con la speciale pittura antismog Airlite, capace di abbattere gli inquinanti — un esempio di come la street art possa avere anche una funzione ambientale. Da non perdere poi il gigantesco "Efêmero" dei fratelli Os Gemeos all'Hangar Bicocca, tra i più grandi murales della città, e l'opera "Milano Street History" accanto alle Colonne di San Lorenzo, dove undici artisti hanno reinterpretato personaggi storici legati alla città, da Sant'Ambrogio a Leonardo. La street art arriva anche lungo i Navigli (celebre lo "squalo" sul ponte del Naviglio Pavese) e in quartieri emergenti come Bovisa e Dergano.

Gli artisti e il paradosso del mercato

La scena è popolata da nomi diventati celebri. Pao, l'artista famoso per i dissuasori stradali trasformati in pinguini, ha collaborato anche con il Comune per progetti culturali; gli Orticanoodles sono il collettivo dietro molti dei grandi murales cittadini; e poi Iena Cruz, Bros, Zed1, Mr. Blob e tanti altri.

Resta vivo il dibattito tra i "puri" e chi accetta il mercato. L'artista anonimo Blu, ad esempio, nel 2016 cancellò clamorosamente le proprie opere dai muri di Bologna per protesta contro una mostra che le "musealizzava", vedendovi un modo per fare soldi con un'arte nata per essere fruita gratuitamente da tutti. La maggior parte degli artisti, però, apprezza il riconoscimento economico: molti, dopo anni di scorribande tra i muri, hanno iniziato a dipingere su tela e a vendere i propri lavori. C'è anche un paradosso legale curioso: appropriarsi di un'opera nata abusivamente non può tecnicamente essere considerato un furto.

Dove vedere la street art a Milano

Per un itinerario, i quartieri migliori sono l'Ortica (per i murales storico-civili), Isola e la zona di Porta Garibaldi, Lambrate e Rubattino (con il Parco della Lambretta), i Navigli, le Colonne di San Lorenzo e le zone emergenti di Bovisa e Dergano. Una raccomandazione: la street art è per sua natura effimera — i muri cambiano, le opere appaiono e scompaiono. Parte del suo fascino sta proprio in questo, quindi quando vi imbattete in un'opera che vi colpisce, fotografatela: potrebbe non esserci più.

In tempi di muri costruiti per dividere, l'arte e il colore riescono a trasformare il muro stesso in un punto d'incontro e in un mezzo di comunicazione libera e immediata. A voi le bombolette!

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