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Sotto il cielo di Nut. Egitto divino al Museo Archeologico di Milano

Uno degli aspetti più caratteristici e affascinanti del credo degli antichi Egizi, è il credo e la sua manifestazione in diverse forme dell’arte e della spiritualità relativa all’esistenza di tante figure divine.

sotto il cielo di nut mostra egitto egizi museo civico archeologico milanoI loro nomi sono noti  grazie alle fonti testuali giunte a noi, spesso in accompagnamento a immagini che hanno da sempre suscitato in noi molta ammirazione per gli abitanti della valle del Nilo, considerati molto devoti e in possesso di un sapere occulto.

La spiritualità egizia, con il ricorso a figure ibride che fondono forme umane a forme animali, potrebbe considerarsi il riflesso di una cultura primitiva e idolatra, dominata dal timore nei confronti delle forze naturali.

Per comprendere al meglio cosa si cela dietro questa incredibile ricchezza di immagini è provare ad entrare all’interno dell’universo spirituale e concettuale di questa civiltà, e al tempo stesso nella sua visione del cosmo e del ruolo che è riservato all’uomo e agli dèi.

Sotto il cielo di Nut. La mostra

Il percorso espositivo della mostra Sotto il cielo di Nut, propone oltre 150 opere che ci guidano ad entrare nel mondo del divino in Egitto in un percorso tra sculture in bronzo, pietra e faïence, sarcofagi, mummie, rilievi votivi, ed elementi del corredo funerario che accompagnava il defunto nel viaggio verso l’Aldilà. 
I reperti selezionati ed esposti in mostra provengono dalla collezione egizia del Civico Museo Archeologico di Milano e da importanti istituzioni museali italiane tra cui il Museo Egizio di Torino, il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, il Museo Civico Archeologico di Bologna, il Civico Museo di Antichità “J.J.Winckelmann” di Trieste e il Museo di Archeologia dell’Università di Pavia.

Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni.

La prima è Origine degli dèi e del cosmo e affronta il tema dell’origine degli dèi e del mondo. Si credeva in diverse tradizioni che raccontavano il mito della creazione. Aldilà dei vari protagonisti divini e delle diverse modalità, tutte le “origini” sono concepite come un processo che vede la figura di una divinità creatrice dalle connotazioni solari, che dopo essersi generata da una preesistente entità primordiale, dà origine all’intero creato, agli altri dèi, al cosmo e al tempo. L’entità primordiale è sempre il Nun, inteso come caos informe, liquido e oscuro, il quale scompare con la nascita del cosmo, nonostante permanga a circondare il mondo creato, minacciandone la sopravvivenza. La creazione in questo caso è concepita come un processo che si ripete di continuo, fondamento del ciclo quotidiano del sole.

Questi muore ogni sera per rinascere ogni mattina, partorito dalla dea del cielo Nut, dopo aver compiuto un percorso notturno per rigenerarsi all’interno del mondo oscuro. Il mantenimento dell’equilibrio tra forze generatrici e distruttrici, spetta sia agli dei sia agli uomini. Questo equilibrio assume una forma e un volto ed è rappresentato dalla dea Maat. Il faraone, dal suo deve garantire equità e giustizia ed essere un intermediario tra mondo umano e divino. Viene scelto dagli dèi, in quanto figlio del dio-solare creatore, per occupare un ruolo sacro fra gli uomini. La sua divinizzazione sarà compiuta solo con la morte nel momento in cui si unirà agli dèi nell’Aldilà.

La seconda sezione è intitolata Forme degli dèi, incentrata sulla varietà iconografica che identificava gli dèi egizi. Forme antropomorfe insieme a forme animali (teriomorfe) e a forme ibride con corpi umani e teste animali o viceversa-sono tutte possibili modalità figurative che rispondono alla necessità di esplicitare la natura e il potere di un’entità divina. Questa sezione illustra alcune divinità del pantheon egizio, con una selezione di mummie e reperti che raccontano il culto degli animali nell’antico Egitto.

Giungiamo alla terza sezione, Comunicare con gli dèi: la devozione. Gli dèi erano considerati indispensabili nella vita dell’uomo. La protezione divina è necessaria per affrontare ogni fase della vita, la maternità e la nascita erano considerati momenti particolarmente pericolosi ad esempio. La magia, che agisce anche nel momento della creazione permettendone lo svolgimento, è un’entità divina chiamata Heka, senza la quale anche gli dèi sono inermi. Nell’antico Egitto la magia è priva di ogni connotazione negativa ma è parte integrante della pratica religiosa.

L’ultima sezione è intitolata Diventare esseri divini. Agli dèi era chiesta la protezione nella vita quotidiana, ma erano anche affidate le più profonde speranze post-mortem. Nella concezione egizia, la speranza di essere ammessi alla vita eterna tra gli dèi rappresentava la piena realizzazione alla vita terrena. Inoltre non vi era differenza di sostanza fra dèi, uomini, e animali, poiché erano tutti il frutto della stessa creazione divina. In questa ‘logica’ si integra la promozione, post-mortem, a divinità di uomini meritevoli, come ad esempio l’architetto Imhotep. Il mito del dio Osiride, che ha sperimentato la morte per poi rinascere sotto una nuova forma, nell’Aldilà, rappresenta l’esempio su cui si plasmano le aspettative della trasformazione del defunto. A partire dall’inizio del II millennio a.C., qualsiasi defunto oltre al faraone, attraverso l’imbalsamazione e il culto funerario aveva possibilità di aspirare alla propria trasformazione in essere luminoso (akh) ammesso fra il consesso divino. Di conseguenza la sezione conclusiva della mostra è incentrata sul defunto, al suo viaggio ultramondano e agli dèi che ne costellano il cammino.

Il fil rouge dell’esposizione milanese è la natura invisibile e inafferrabile degli dèi, il cui nome e la vera immagine erano sconosciuti all’uomo, ma sarebbero diventati noti ai defunti divenuti spiriti luminosi (akhu) e quindi dèi (netjeru), a cui sarebbe stato concesso di vivere accanto agli dèi in eterno.

All’interno della mostra, grazie all’applicazione 3D interattiva PERVIVAL sarete accompagnati alla scoperta dei rituali funebri dell’antico Egitto, caratterizzati da una diversi oggetti e azioni sacre connessi tra loro.

Per iniziativa del Comune di Milano|Cultura, la mostra, Sotto il cielo di Nut. Egitto divino è strettamente collegata all’esposizione di Palazzo Reale, Viaggio oltre le tenebre. Tutankhamon RealExperience un’esperienza espositiva immersiva che racconta il “viaggio oltre le tenebre” del più famoso dei faraoni e approfondisce la concezione dell’Aldilà degli antichi egizi.

Presentando il biglietto del Civico Museo Archeologico presso le biglietterie di Palazzo Reale, e viceversa, si avrà diritto rispettivamente a uno sconto sul biglietto di accesso alla mostra.

La prenotazione è consigliata ma non obbligatoria. I visitatori potranno accedere alle collezioni, a seconda della fascia oraria, nel rispetto dei limiti della capienza prevista.

Il Civico Museo Archeologico di Milano è aperto nei seguenti giorni e orari:

Sabato - domenica: 11.00 - 18.00. L’ultimo ingresso è alle ore 17.00. L’accesso avverrà da corso Magenta 15 e l’uscita da via Nirone 7.

Biglietti: 5€ intero, 3€ ridotto. La mostra fa parte del percorso museale

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