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Storia di Campari: l’aperitivo milanese nato da un bar e diventato famoso nel mondo

  • Redazione MilanoFree.it

È la storia di un milanese e di un’idea semplice, ma geniale: partire da un bar e trasformare una ricetta in un nome conosciuto ovunque. La nascita di Campari è uno dei racconti più affascinanti dell’imprenditoria milanese, perché intreccia gusto, comunicazione e identità cittadina.

Tutto comincia nella Milano dell’Ottocento, quando Gaspare Campari — liquorista e uomo di bottega — mette a punto una bevanda dal carattere dolce-amaro, pensata per conquistare il pubblico dell’aperitivo. Il successo arriva rapidamente e la produzione si struttura, con una distribuzione che si espande dalla città alla Lombardia e poi oltre.

Le origini: Gaspare Campari e la Milano dell’aperitivo

Gaspare Campari avvia la sua attività tra Novara e Milano, in un’epoca in cui la città cresce e cambia rapidamente. L’intuizione è creare un prodotto riconoscibile, con un profilo di gusto nuovo: amaro e aromatico, ma piacevole e “sociale”, perfetto per il rito dell’aperitivo che a Milano stava diventando sempre più centrale.

Davide Campari e l’espansione industriale

Alla fine dell’Ottocento, dopo la morte di Gaspare, l’azienda passa al figlio Davide, che dà un’impronta più moderna e industriale, rafforzando la struttura societaria e spingendo la marca oltre i confini locali. In quegli anni Campari diventa sempre più un simbolo di Milano e un prodotto esportabile, presente anche nei contesti in cui gli italiani viaggiavano e si spostavano nel mondo.

Il Camparino e l’arte della pubblicità

Nel 1915 viene inaugurato il Camparino, destinato a diventare uno dei luoghi-iconici dell’aperitivo in città. Parallelamente, Campari costruisce uno stile comunicativo all’avanguardia, collaborando con grandi nomi della grafica e dell’illustrazione. È qui che nasce un binomio destinato a durare: Campari e arte, tra Liberty, modernità e sperimentazione visiva.

Camparisoda e Depero: design e Futurismo

Nel 1932 arriva una svolta di prodotto e immagine: Camparisoda, spesso ricordato come uno dei primi aperitivi in bottiglietta monodose, con un contenitore dal design inconfondibile disegnato dal futurista Fortunato Depero. È un esempio perfetto di come l’azienda abbia saputo legare il gusto a un’identità visiva forte, riconoscibile a colpo d’occhio.

Da azienda di famiglia a Gruppo internazionale

Nel dopoguerra la società si consolida e continua a crescere. Dalla seconda metà del Novecento fino agli ultimi decenni, Campari si trasforma progressivamente in un gruppo internazionale, anche grazie ad acquisizioni e all’ampliamento del portafoglio marchi.

Al centro, però, resta sempre la forza di un’idea nata a Milano: un aperitivo che è diventato stile, rituale e pezzo di cultura popolare. E la ricetta — come spesso accade con i grandi marchi — continua a essere uno dei segreti meglio custoditi.

  • Ultimo aggiornamento il .