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L'Anatomia in figure di Leonardo Da Vinci e Guido Da Vigevano

  • Bernadette Hanna

Dal 7 febbraio al 29 marzo, la Veneranda Biblioteca Ambrosiana ospita nella sala Sottofedericiana della Cripta di San Sepolcro una mostra dedicata ai diversi metodi di raffigurazione anatomica nelle tavole di Guido da Vigevano e Leonardo da Vinci.

mostra leonardo da vinci vigevanoAnatomia in figure” è un’esposizione curata da Paola Salvi e promossa dal Comune di Vigevano con il patrocinio di Regione Lombardia e Accademia di Belle Arti di Brera, organizzata da Associazione OverArt e consiste nell’ultimo omaggio che la Biblioteca Ambrosiana ha dedicato a Leonardo per il cinquecentenario dalla sua morte.

La curatrice Paola Salvi, affiancata dall’artista Moreno Vezzoli, si è inoltre occupata della messa in ceroplastica di alcuni dettagli anatomici cari a Guido e a Leonardo, come spalla, torace e colonna vertebrale.

GUIDO DA VIGEVANO E L'ANATHOMIA PER FIGURAS

Medico e progettista, vissuto un secolo e mezzo prima di Leonardo, Guido da Vigevano ha segnato la storia dell’anatomia “rappresentata”.

Il riconoscimento della materia nell’insegnamento universitario fu ufficializzato solo con la pubblicazione, nel 1316, della “Notomia” del medico bolognese Mondino de’ Liuzzi. Guido però pensava che una disciplina tanto intricata sarebbe stata meglio valorizzata se ad affiancarla ci fossero delle raffigurazioni pittoriche: le immagini per lui avevano valore di immediatezza e oggettività, capaci di imprimersi nella memoria di chi le osserva in modo più efficace rispetto alle tediose descrizioni teoriche.

Nonostante alla sua epoca le immagini fossero considerate uno strumento comunicativo inferiore alla nobiltà della parola scritta, Guido ne fece il suo segno distintivo e così, nel 1345, disegnò 18 tavole raccolte nella sua “Anathomia per figuras”, un manoscritto che determinò la rinascita dell’anatomia medievale e che fu di notevole ispirazione sino all’epoca di Leonardo.

LEONARDO DA VINCI E L'ORDINE DEL LIBRO

Se per Guido da Vigevano l’essenzialità del disegno era fondamentale per cogliere più velocemente le nozioni della disciplina anatomica, per Leonardo Da Vinci “il modello deve esser fatto con il bussto di cera”, vale a dire riportato in forma concreta, perché anche lui era convinto della maggiore forza espressiva della raffigurazione rispetto al discorso, orale o scritto che fosse.

Iniziò la sua formazione nella bottegha dell’eclettico Andrea Verrocchio, di cui Vasari ci dice che fosse il primo artista della sua epoca a studiare i corpi nudi (“scorticò molti uomini per vedere la notomia lor sotto”).

Fu quella pratica audace ad avere rivolto l’attenzione di Leonardo ai misteri dell’anatomia, e nel tempo il suo interesse riguardò soprattutto i meccanismi meno conosciuti del corpo: il suo desiderio infatti era di capire quali fossero i muscoli coinvolti nell’azione o nel riposo in seguito a tutti i movimenti possibili degli arti superiori e inferiori, assieme alle funzionalità di ciascun organo.

Del resto, nel suo “Ordine del libro”, lasciò loro molto più spazio che allo studio dei nervi, delle ossa e e delle vene.

Paola Salvi ha detto a tal proposito che “l’indagine raffinatissima che egli conduce di questa parte anatomica è motivata in senso artistico dalla volontà di rappresentare le infinite possibilità di movimento del corpo umano, e dallo studio della trasmissione del ‘sentimento’, termine che egli utilizza per indicare sia l’impulso motorio sia l’impulso sensitivo condotto attraverso i nervi”.

Più degli altri, la spalla occupa molto spazio nelle tavole di questo trattato, perché nella spalla Leonardo concepiva l’articolazione più libera di tutto il corpo, tanto da farne il suo punto focale nei dipinti che ne hanno decretato il genio e la fama in tutto il mondo.

QUANDO
7 febbraio – 29 marzo 2020

DOVE
Mostra inclusa nel percorso di visita della Cripta di San Sepolcro (Sala Sottofedericiana)
Ingresso da Piazza San Sepolcro

Orari:
Martedì – venerdì, dalle 12.00 alle 18.00
Sabato, domenica e festivi dalle 10.00 alle 18.00
Lunedì chiuso

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