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Refugees: Immigrazione una tragedia senza fine

 tandem fefugees

Si parlerà di immigrazione con una forte attenzione sui rifugiati: è questa la tematica che RadioArciNoerus affronterà martedì alle ore 21:15 sul canale youtube: https://www.youtube.com/watch?v=46DP5IByPiw&ab_channel=RadioARCINoerus nella trasmissione Tandem dal titolo Refugees.

Ospiti della serata saranno Don Giusto Della Valle, parroco della chiesa di Rebbio - frazione della periferia di Como - che da anni offre assistenza a tanti migranti stranieri e italiani in difficoltà e Luljeta Chobanaj, coordinatore per la diaspora presso il consolato di Albania a Milano, protagonista  sulla propria pelle del grande esodo del 7 Marzo 1991, quando - a causa della guerra civile - circa 25 mila cittadini albanesi lasciarono la propria terra per raggiungere Brindisi, con l’intento di trovare nelle coste pugliesi il primo  riparo sicuro per la propria vita da un conflitto che in quel momento  si era irradiato in tutto il paese.

Un tema importante quello riguardante i rifugiati, considerando le tantissime vittime di ogni anno soprattutto nel Mar Mediterraneo. Nel 2021, infatti, l’organizzazione internazionale delle migrazioni ha registrato1,146 morti rispetto ai 513 dello scorso anno. Sciagure nella piena indifferenza di molti stati europei, sempre più propensi alla costruzione di grandi muri presso i propri confini e alla chiusura dei propri porti con lo scopo di ostacolare milioni di persone in cerca di un luogo sicuro per la propria vita.

Un dramma che ha spinto anche Papa Francesco a supplicare le tante autorità, spesso immobili nel cercare vere e proprie soluzioni davanti a tragedie così gravi.

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera contro le mafie, ha sempre sottolineato che l'immigrazione non è un reato. Essere contro tanti rifugiati, che cercano di vivere e sfuggire alla morte, significa essere contro la vita delle persone e tutto questo rappresenta un serio crimine di civiltà. Quest’anno, infatti, il 3 Ottobre, sono passati giusto otto anni, dalla tragedia durante la quale morirono in mare 368 migranti di nazionalità eritrea  ed etiope, diretti su un’imbarcazione di fortuna.

Una sciagura che scosse tutto il mondo, tanto da spingere molti leader europei a cercare una soluzione. Nonostante ciò, ancor oggi davanti a delle tragedi simili tutto questo ci fa capire che da quel giorno poco o quasi nulla è stato fatto.

I cambiamenti climatici, le carestie, l’inquinamento, le guerre sono tra le cause principali che spingono milioni di persone a raggiungere luoghi sempre più sicuri per la propria vita.

Tanti sono i migranti che ancora oggi vengono respinti nei luoghi di provenienza, tra cui i lager libici, luoghi in cui dopo essere maltrattati, picchiati ed abusati, sono costretti a fuggire, imbarcandosi di nuovo su mezzi di fortuna, mettendo di nuovo a repentaglio la propria vita.

Anche alcune regioni degli Stati Uniti,  come il Missouri e il Texas, perseverano nel proprio obiettivo di realizzare grandi muri, con lo scopo di contrastare il flusso migratorio proveniente dal Sud America, impedendo cosi a numerosi profughi di raggiungere il nuovo continente, facendo soffrire loro il caldo e la fame, e tante volte provocando anche la morte

La comunità internazionale deve assolutamente farsi carico della situazione disumana dei rifugiati, considerando la vita umana un diritto di ogni individuo.

Una soluzione significativa potrebbe essere quella di porre fine al ritorno dei migranti nei propri paesi, creando posti sicuri attraverso corridoi umanitari, rendendo sempre più facile il transito in altri paesi; si tratta quindi di implementare valide strategie che la Caritas Italiana ha già messo in atto attraverso i diversi progetti.

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