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Starbucks arriva a Milano

starbucks milanoSe prima erano voci di corridoio, adesso cominciano ad arrivare le prime conferme.

Entro Natale dovrebbe arrivare la firma sull'accordo tra la catena di caffè più famosa al mondo e l'imprenditore bergamasco Antonio Percussi.

Nel paese dove il caffè non è una bevanda ma quasi una forma d'arte meditativa, per anni si è cercato di trovare un compromesso vincente che permettesse di vendere agli italiani un caffè a  3/4 volte il prezzo a cui sono abituati.

La soluzione viene fornita non solo dalla qualità del caffè ma anche da ciò che separa Starbucks da un bar normale : l'arredamento fatto di comode poltrone e divanetti, a metà strada tra un salotto e un caffè letterario, un  ambiente distensivo con wi-fi e musica in sottofondo, dove potersi rilassare anche per un'ora o due.

Molti italiani  si sono da sempre dichiarati contrari all'invasione della caffeina americana, offesi quasi che invece di un caffè macchiato la gente cominciasse a richiedere istericamente frappuccini al caramello salato.

Ma permettetemi di spezzare qualche lancia in favore di Starbuks.

E' vero che siamo la patria del caffè, ma allo stesso modo lo siamo della pizza e della moda.

Forse per questo in Italia non possono esistere le pizze surgelate? O le catene di vestiti come H&M (svedese) e Zara ( spagnola) che durante i saldi sono regolarmente presi d'assalto e  ti costringono a fare più coda in cassa che ai tornelli dell'expo?

Personalmente credo nel libero mercato e credo che ci siano battaglie ben più importanti per l'orgoglio di questo paese che qualche smoothie di troppo.

Quello che ho sempre  adorato di Starbucks e di luoghi simili è che puoi starci dentro anche 2/3 ore a leggere un libro, lavorare al computer, video chiamare con skype, senza che  il barista  ti guardi storto perché hai ordinato solo (!!) un caffè e senza avere quella vaga sensazione di imbarazzante solitudine che si prova seduti ad un tavolino del bar. 

Dopodiché, sappiamo tutti benissimo come andrà a finire la storia.

Dopo il primo Starbucks ne apriranno un altro e poi un altro ancora, per cercare di contenere la massa eccitatissima di teenagers e strani individui con il risvolto sui pantaloni che tireranno fuori il cellulare ancora prima di aver ordinato perché troppo ansiosi di caricare su instagram le foto del loro super double Chocolaty Chip Creme Frappuccino e sentirsi dei very cool per qualche minuto.

L'unica cosa per cui mi dispero è la quantità di foto che cominceranno ad inondare a cascata le bacheche di Facebook : le mitiche tazze prese da ogni possibile inquadratura mentre il protagonista del selfie di turno cercherà di avere un aria sognante ma vagamente enigmatica mentre cammina per la via del suo quartiere sentendosi figo come se percorresse la 5th Avenue a New York.

Dammi retta, non sei così originale come credi.#ripensaci

Le mode, si sa, vanno e vengono ma una tazzina di caffè italiano rimarrà sempre qualcosa di impossibile da sostituire.

Perché ogni volta che vai all'estero, la prima cosa che fai, quando ritorni, è dirigerti ad un bar, non importa quale, entrare e chiedere semplicemente un caffè, liscio, macchiato caldo, per favore.

Chiudi gli occhi mentre lo sorseggi e basta questo, semplicemente, per sentirti a casa.

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