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Certosa di Garegnano (Milano): storia, affreschi, orari e come visitarla

  • Redazione MilanoFree.it
Certosa di Garegnano a Milano: la facciata manierista in via Garegnano
La facciata a tre ordini della Certosa di Garegnano, uno dei monumenti rinascimentali più preziosi di Milano.

La Certosa di Garegnano — detta anche Certosa di Milano — è uno dei monumenti religiosi più antichi e raffinati della città, sorto nel 1349 per volere di Giovanni Visconti arcivescovo e signore di Milano. Nascosta tra il cavalcavia del Ghisallo e il cimitero maggiore, spesso sfugge ai circuiti turistici, ma custodisce un ciclo di affreschi di valore europeo. La visita è libera e gratuita.

Storia: dai Visconti a oggi

Il 19 settembre 1349 Giovanni Visconti, che riuniva in sé i titoli di arcivescovo e signore di Milano, donò un appezzamento di terreno nel borgo di Garegnano — allora aperta campagna, a circa quattro chilometri a ovest delle mura cittadine — per fondarvi un monastero dell'Ordine Certosino, il più eremitico degli ordini religiosi cattolici, nato in Francia su iniziativa di San Brunone di Colonia.

L'atto di fondazione spiega le motivazioni del fondatore con parole dirette: essendo egli divenuto signore temporale, non riusciva più a dedicare il tempo necessario alla preghiera, e voleva che i monaci pregassero "al suo posto". A tale scopo dotò la Certosa di ampie proprietà terriere — campi, vigne e boschi nella Pieve di Trenno — e la esentò da ogni tassa.

I lavori furono completati in gran parte entro il 1352; la chiesa fu consacrata ufficialmente nel 1367, quando Bernabò e Galeazzo II Visconti, nipoti del fondatore, ne assistettero alla cerimonia. Per tutto il Quattrocento il complesso ricevette donazioni e privilegi prima dai Visconti, poi dagli Sforza, che ampliarono la biblioteca con volumi rari e istituirono un laboratorio per il restauro dei manoscritti.

Alla fine del Cinquecento fu Carlo Borromeo a ordinare un totale rifacimento del complesso, che assunse le forme tardo-rinascimentali e barocche tuttora visibili. Il cantiere fu affidato a Vincenzo Seregni — il cui primo disegno data al 1570 — e si prolungò fino al 1608, anno in cui la facciata fu completata.

Nel 1782 Giuseppe II d'Austria soppresse gli ordini contemplativi: i monaci furono allontanati, parte del complesso venne usata come deposito di polvere da sparo durante l'occupazione napoleonica, e il chiostro grande fu demolito. La biblioteca e l'archivio andarono distrutti. Solo grazie all'intervento di don Filippo Premoli la chiesa e alcune parti del monastero si salvarono dal degrado, affidate alla cura parrocchiale. Dal 1923 Garegnano è quartiere di Milano, e la Certosa è parrocchia attiva.

La facciata e il cortile

Si entra attraverso un portone monumentale che dà accesso al Cortile delle Elemosine, spazio rinascimentale dove un tempo si trovavano la foresteria e la portineria. Oltre un secondo portale si apre il Cortile d'Onore, ridisegnato da Seregni nel 1574, con il vestibolo ellittico a tre esedre che introduce alla chiesa.

La facciata si articola su tre ordini sovrapposti, scanditi da lesene corinzie binate che inquadrano nicchie con statue e finestre. La statuaria è in marmo di Candoglia (lo stesso del Duomo) e segue un programma iconografico preciso: al primo ordine i fondatori Visconti e i santi dell'Ordine (San Brunone, Sant'Ugo); al secondo Sant'Ambrogio e San Carlo Borromeo; in cima, la Vergine Assunta con angeli.

Il portale centrale è sormontato da un timpano ricurvo spezzato e da una Sacra Famiglia scolpita in rilievo. Alle estremità, volute collegano i corpi ai pinnacoli terminanti in obelischi, in un gioco decorativo che richiama il Santuario di Saronno. Il tiburio ottagonale con crateri fiammeggianti e il campanile con cupolino e logge a balaustre marmoree completano il profilo esterno del complesso.

L'interno e gli affreschi

La chiesa è a navata unica con volta a botte, due cappelle per lato e presbiterio absidato. L'intero spazio è avvolto da uno dei cicli pittorici del Seicento lombardo più importanti d'Italia, opera di tre maestri in sequenza cronologica.

Simone Peterzano (1578)

Simone Peterzano — noto soprattutto come maestro del giovane Caravaggio — decorò il presbiterio e l'abside con scene della vita di Cristo: il Presepe, l'Adorazione dei Magi, la Resurrezione, l'Ascensione. Ai lati delle finestre del presbiterio dipinse evangelisti e sibille; nei pennacchi del tiburio, profeti; nella calotta, angeli con i simboli della Passione.

Daniele Crespi (1629)

Il capolavoro assoluto è il monumentale ciclo con le storie di San Brunone firmato da Daniele Crespi, che ricopre l'intera navata e le arcate. Crespi, formatosi all'Accademia Ambrosiana e scomparso prematuramente durante la peste del 1630, lavorò con toni freddi — grigi e violetti — per armonizzarsi alla struttura del Seregni e trasmettere un senso di raccoglimento meditativo. Nell'affresco dell'incontro tra il santo e il conte Ruggero di Calabria si ritiene che il pittore abbia inserito il proprio autoritratto (il suonatore di corno).

Biagio Bellotti (1750 e 1771)

Il pittore bustocco Biagio Bellotti intervenne nel Settecento: nel 1750 affrescò la Sala Capitolare (dove recenti restauri hanno portato alla luce anche un affresco di San Michele Arcangelo attribuito a Bernardo Zenale, inizio XVI sec.); nel 1771 decorò la prima cappella destra, dedicata alla Madonna, con i Misteri del Rosario in un linguaggio fortemente ispirato a Giambattista Tiepolo.

Altri ambienti notevoli

  • Sagrestia: affresco quattrocentesco con santa Caterina, san Benedetto e san Brunone.
  • Refettorio (oggi cappella delle suore francescane): vasto affresco del 1614 con la Crocifissione di Bartolomeo Roverio detto il Genovesino, in cui figura Giovanni Visconti che offre la Certosa.
  • Chiostro piccolo di fine Cinquecento: secondo la tradizione, vi trascorse gli ultimi anni il nobile milanese Galeotto Brivio.

Visitatori illustri nel corso dei secoli

Già nei suoi primi anni di vita la Certosa attrasse personaggi di rilievo europeo.

  • Francesco Petrarca — nell'estate del 1357 visitò il fratello Gherardo, che si era fatto monaco certosino, accompagnato da San Bernardino da Siena. Restò colpito dall'atmosfera di pace e meditazione del luogo.
  • San Bernardino da Siena e Filippo IV di Spagna figurano tra gli altri ospiti illustri dei secoli successivi.
  • Lord Byron visitò la Certosa nell'Ottocento e la celebrò in una lettera, colpito in particolare dalla ricchezza dei cicli ad affresco e dalla bellezza degli interni.
  • San Carlo Borromeo, che la ristrutturò, la frequentò come luogo di ritiro spirituale.

Orari, ingresso e visite guidate

Apertura

  • Lunedì–Sabato: 8:00–17:30
  • Domenica: 12:30–17:30
  • Estate (28 giugno – 31 agosto): tutti i giorni 8:00–18:30
  • Ingresso: libero e gratuito

Orari Sante Messe (rito ambrosiano, periodo invernale)

  • Lun, Mar, Gio, Ven: 18:00 | Mer: 10:00
  • Sab: 18:00 (festiva) | Dom: 10:00 · 11:30 · 18:00

Gli orari delle messe possono variare nel periodo estivo. Verifica su certosadimilano.com.

Visite guidate

La parrocchia organizza visite guidate mensili gratuite per singoli, con iscrizione obbligatoria online su certosadimilano.com (offerta libera alla parrocchia). Il Touring Club Italiano offre anch'esso visite gratuite con i propri volontari.

Per gruppi: email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. con data, orario e numero di partecipanti. Offerta richiesta: 70 € a gruppo + 30 € per la guida parrocchiale (opzionale).

Contatti

  • Tel: 02 38006301
  • Email visite: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • Sito: certosadimilano.com
  • Indirizzo: Via Garegnano 28, 20156 Milano

Come arrivare

  • Tram 14: fermata dopo il ponte delle autostrade (viale Certosa / via Gradisca) — fermata più comoda
  • Bus 40
  • In auto: cavalcavia del Ghisallo, incroci autostrade dei Laghi e Torino–Venezia. Parcheggio in zona disponibile.

FAQ

La visita è gratuita?

Sì, l'ingresso alla Certosa è libero e gratuito. La parrocchia accetta offerte libere per i lavori di restauro in corso. Le visite guidate parrocchiali mensili sono anch'esse gratuite con iscrizione obbligatoria.

Bisogna prenotare?

Per la visita libera durante gli orari di apertura non serve prenotazione. Per le visite guidate mensili (singoli) è obbligatoria l'iscrizione su certosadimilano.com. Per i gruppi è necessario scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Qual è il collegamento con Caravaggio?

Simone Peterzano, che affrescò il presbiterio della Certosa nel 1578, è noto per essere stato il maestro di Caravaggio. Il ciclo pittorico della Certosa è quindi parte del percorso formativo dell'artista che rivoluzionò la pittura europea.

Cosa rimane del monastero originale?

Dopo la soppressione napoleonica e la demolizione del chiostro grande, restano: la chiesa, il chiostro piccolo, il refettorio (oggi cappella delle suore francescane), la Sala Capitolare e la portineria. L'archivio e la biblioteca andarono perduti.

Quanto dista dal centro di Milano?

La Certosa si trova a circa 6-7 km dal Duomo, raggiungibile con il tram 14 in circa 30 minuti dal centro. Si trova nel quartiere Garegnano, nord-ovest di Milano, nei pressi del grande cavalcavia autostradale.

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