Alfonso Leoni, genio ribelle

Fino al 19 gennaio, il MIC di Faenza ospita una mostra dedicata a un indiscusso innovatore, celebrare i 40 anni della sua scomparsa.

alfonso leoni genio ribelle mostra arte scultura mic faenzaSi tratta di Alfonso Leoni, del quale è raccolto per la prima volta tutto il suo lavoro per analizzare e mostrare al pubblico la sua produzione che spazia dalla ceramica all’utilizzo di diversi linguaggi quali pittura, grafica, design e scultura.

Alfonso Leoni. L’artista

Nonostante l’artista viva in provincia, e dopo aver studiato arte e ceramica all’Istituto d’Arte Ballardini per poi diventare docente di Arti Plastiche, la sua ricerca è controcorrente e proiettata al nuovo. L’intento è quello di voler a scardinare l’idea della ceramica da quelli che sono i meri aspetti tecnici e funzionali al fine di elevarla a materia scultorea.

Leoni vive in un periodo storico, ovvero quello a cavallo tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 caratterizzato da lotte e contestazioni che nel mondo dell’arte vede la nascita delle neoavanguardie con movimenti come la pop art, il nuovo realismo, il minimalismo, gli happening e le performance. È quindi figlio del suo tempo, si aggiorna sull’arte a lui contemporanea e guarda ad artisti come Lucio Fontana, a Leoncillo e allo stesso tempo all’arte giapponese. Ne comprende che gestualità, azione e imperfezione sono tematiche intrinseche al suo mezzo e materiale prediletto: l’argilla.

Si possono ricordare le azioni di protesta e le performance presentati alle due edizioni del Premio Faenza del 1974 e 1976, occasione in cui, nella prima espone le proprie opere coperte da un lenzuolo, un gesto critico contro la competenza della giuria e, nella seconda, distribuisce ai visitatori argilla cruda mentre distrugge con un martello sue vecchie opere, per poi darvi nuova vita e impastarle in una grande sfera. E, infine, le sue “macchine celibi” del 1972-73, una serie di carrarmati eseguiti a colaggio, chiaro segno di contestazione contro la guerra.

La sua produzione, inoltre, vede l’esplorazione dell’utilizzo di altre materie come la carta, la pittura e il metallo talvolta applicate al design e a soluzioni precorritrici dei tempi futuri. Si possono ricordare in questo caso, le “Vetrine archeologiche” che sono una sorta di ready made che vogliono confondere la diacronia della storia in un’operazione che vede la pratica del riutilizzo del materiale di scarto come le parti di lamiera utilizzate per realizzare sculture, cancellare pagine di patinate riviste di moda o riciclare fogli di carta.

Il suo lavoro prosegue nel campo del design applicato all’industria. Infatti, avvia la collaborazione prima con le Maioliche Faentine, poi con le tedesche Villeroy & Boch e Rosenthal.

Come ci spiega la curatrice Claudia Casali “Leoni è stato in grado di porre al centro della riflessione la ceramica, come provocazione, come canto fuori dal coro, metafora di cambiamento intellettuale innanzitutto. Egli è ripartito dalla ceramica riconsiderandola dal punto di vista concettuale quale materiale dell’arte contemporanea. Aveva compreso che la ceramica era materia tanto antica quanto attuale”.

In occasione della mostra, è stata pubblicata un’ampia monografia di 360 pagine, con oltre 400 immagini, per ripercorrere la sua intensa carriera artistica. Il volume è edito da Silvana editoriale.

Alfonso Leoni (1941-1980). Genio Ribelle
Dal 1 ottobre 2020 al 19 gennaio 2021

Mic Faenza

viale Baccarini 19, Faenza (RA)
Apertura: mar-ven 9-14, sab, dom e festivi 9-18. Chiuso i lunedì non festivi, 25 dicembre, 1 gennaio.
Ingresso: 10 euro intero, 7 euro ridotto.
Visite guidate: ogni domenica, ore 10.30

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