Storie del Grattacielo: una mostra per il Pirellone di Milano

pirellone milanoRappresenta la Lombardia, e mai come ora l’idea di quello che questa regione grande e popolosa ha rappresentato.

la mostra 

Fino al 30 novembre presso il ventiseiesimo piano del Grattacielo Pirelli di Milano si potrà visitare la mostra Storie del Grattacielo. I sessanta anni del Pirellone tra cultura industriale e attività istituzionali di Regione Lombardia, curata dalla Fondazione Pirelli e promossa dalla Giunta e dal Consiglio regionale, grazie anche al contributo di Pirelli e FNM Group.

La mostra è una celebrazione della modernità della tecnologia e dell’industria lombarde, dell’istituzione della Regione, e dell’avanguardia urbanistica del capoluogo lombardo.

Il percorso espositivo parte con un plastico del Grattacielo proveniente dai Gio Ponti Archives posizionato davanti a una grande parete che accoglie il pubblico allo sbarco dagli ascensori al piano della memoria, il 26esimo, con uno schizzo dello stesso Ponti che riassume la sua idea di Milano, della quale il Pirellone è il cuore indiscusso, realizzato durante un’intervista a Ponti sull’edificio di piazza Duca d’Aosta, nella quale l’architetto raccontò la Milano del futuro.

Cinque stazioni scandiscono il percorso espositivo attraverso gli eventi più significativi della grande storia nazionale e internazionale, dal 1956 ai giorni nostri, dal primo stabilimento della Pirelli, azienda pioniera in Italia nella lavorazione della gomma elastica, costruito nel 1872 sull’area dove verrà poi edificato il Grattacielo.

la storia 

Al termine del secondo conflitto mondiale, i presidenti dell’azienda Alberto e Piero Pirelli decisero  di insediare il nuovo centro direzionale del Gruppo su quest’area, come raccontano la celebre serie dell’olandese Arno Hammacher del 1959 e le fotografie di Paolo Monti, sull’evoluzione del progetto architettonico, affidato agli studi Ponti-Fornaroli-Rosselli e Valtolina-Dell’Orto e agli ingegneri Pier Luigi Nervi e Arturo Danusso.

Inaugurato il 4 aprile del 1960, il Grattacielo divenne il simbolo del miracolo economico, dell’industria e dei consumi e anche la Rivista Pirelli dedicò all’evento copertine fotografiche di autori come Jean Michel Folon ed Ezio Bonini e diversi articoli di approfondimento con le firme dello stesso Gio Ponti e, tra gli altri, Carlo De Carli, oltre a Le piccole storie del grattacielo dedicate da Dino Buzzati al Pirellone.

Nel 1968 il fotoreporter Uliano Lucas immortalò un immigrato davanti al Grattacielo, simbolo di tutte le contraddizioni di un Paese che si affacciava alla modernità.
Il secondo elemento è sulla vita nell’edificio, con grandi fotografi come De Paoli, Aldo Ballo, Calcagni, Dino Sala e agenzie come Publifoto.

In quegli anni collaborano con Pirelli i più celebri grafici e designer, che definiscono uno stile innovativo attraverso campagne pubblicitarie, come Lora Lamm, Riccardo Manzi, Alessandro Mendini, Bruno Munari, Bob Noorda, Pino Tovaglia, Alessandro Vignelli, parte del fermento culturale e artistico nella Milano di quegli anni.

Inoltre il Centro Culturale Pirelli, che aveva la sua sede in quegli anni nel Grattacielo, organizzò eventi di portata internazionale, come il concerto di John Cage o le rassegne letterarie coinvolgendo scrittori come Milan Kundera e Umberto Eco.

Il Grattacielo fu il cuore dei reportage fotografici di maestri come Ugo Mulas, che reinterpretò  la moda di quegli anni, e fu parte del nuovo cinema italiano di autori come Luchino Visconti, Michelangelo Antonioni, Carlo Lizzani.

Il 1970 vide la nascita delle regioni, così la Pirelli decise, alla fine del decennio, di trasferire il proprio quartier generale nell’area Bicocca e lrosa camuna, simbolo del territorio lombardo, divenne il logo ufficiale della Regione, che si insediò nel Grattacielo Pirelli il 2 giugno 1980.
Nel 2002 un velivolo da turismo impattò contro il ventiseiesimo piano del palazzo, provocando la morte di tre persone e sessanta feriti, la struttura resiste, ma l’incidente vide ampie operazioni di restauro che interessarono il layout degli uffici regionali, la riqualificazione dell’auditorium al piano interrato, il recupero del Belvedere all’ultimo piano e l’adeguamento alle norme di sicurezza e risparmio energetico.

La mostra sarà visitabile su prenotazione, da effettuare  contattando l’Ufficio Relazioni con il Pubblico del Consiglio regionale al numero telefonico 02-67482777 o via mail scrivendo a urp@consiglio.regione.lombardia.it, mentre le visite, dalla durata di mezzora, saranno possibili lunedì e mercoledì dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 16.30

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