fbpx
  • NEWS
  • Cooperativa lo Stradello: promuovere l'inserimento sociale ed occupazionale dei più deboli. Intervista al vicepresidente Igor Ghisio

Cooperativa lo Stradello: promuovere l'inserimento sociale ed occupazionale dei più deboli. Intervista al vicepresidente Igor Ghisio

igor ghisioUna cooperativa con due obiettivi ben precisi: Promuovere una vita migliore e l’integrazione sociale per chi è veramente in difficoltà.

E’ questa la missione dello Stradello, cooperativa sociale di Reggio Emilia, nata agli inizi del 1980, che ancora oggi, con grande impegno e dedizione, cerca di aiutare chi veramente vive ogni  giorno una situazione di grave fragilità.

Molti i servizi che questa cooperativa svolge, tra cui i servizi socio Riabilitativi Diurni e residenziali, servizi destinati a tutte quelle persone che hanno una grave disabilità fisica, intellettiva o plurima con un diverso grado di non autosufficienza o relazionale.

Molto importanti anche i servizi per l’inserimento lavorativo, di cui fanno parte i servizi di ecologia –ambientale e quello di accompagnamento al passaggio generazionale.

Per capire meglio come questa cooperativa , svolgesse  tutto questo, abbiamo voluto intervistare il vice presidente  Igor Ghisio.

Igor , una cooperativa, che abbraccia il sociale a 360 gradi, con lo scopo di aiutare i più fragili , esempio di vera umanità.

Come nasce e chi sono le persone in difficoltà che ne fanno parte?

La storia della nostra Cooperativa inizia durante gli anni 80, quando le prime forme di Cooperazione Sociale, basate sul volontariato e sulla solidarietà tra persone, presero vita sul territorio nazionale. Lo Stradello nasce per forte volere della collettività e delle amministrazioni locali, per dare risposta alle persone in situazione di fragilità che non trovavano nel territorio ambiti di socializzazione ed occupazionali in grado di accoglierle. Nel 1982, grazie ad un finanziamento della Comunità Europe si avviò un progetto triennale, denominato proprio Lo Stradello che coinvolse alcune persone disabili in un’esperienza di cura ed allevamento di alcuni animali. Fu un’esperienza importante, perché permise, forse per la prima volta, non solo di coinvolgere nel lavoro queste persone, ma di portarle fuori “casa” e riconoscere in esse un adultità ed “un saper fare” inaspettato per quegli anni. Fu talmente importante che al termine del finanziamento i cittadini del territorio di Scandiano si mobilitarono per raccogliere i fondi per acquistare il podere in cui sono situati la sede legale ed  alcuni servizi della Cooperativa.

Da allora sono passati 37 anni… 37 anni durante i quali al Cooperativa ha ampliato e variato la tipologia di servizi offerti alla collettività mantenendo un’attenzione costante ai rapporti con il territorio, con i Servizi Sociali, Ausl e amministrazioni locali per continuare a “raccogliere” i bisogni della nostra comunità e confezionare risposte il più possibili rispondenti.

Le persone che orbitano attorno alla nostra Cooperativa sono molte e rappresentano il cuore della nostra organizzazione. Ad iniziare dagli ospiti dei nostri Centri per la disabilità, i lavoratori svantaggiati che operano nei nostri servizi, i Soci Lavoratori, i Soci volontari (risorse di cui non potremmo fare a meno, sia per il supporto al lavoro quotidiano, ma anche e  per il valore della relazione e della socialità che portano in quel che svolgiamo), i Soci Sovventori, i lavoratori, i famigliari, gli interlocutori esterni insomma un “eco-sistema” di relazioni complesso ma anche ricco di umanità e sensibilità. Nel 2020, nonostante le gravi difficoltà derivanti dalla Pandemia, abbiamo contato più di 500 persone che mantengono una relazione costante con la nostra realtà.

cooperativa lo stradello 1

Tantissime le aree di cui la cooperativa si occupa, tra cui anche i servizi socio-sanitari.

A chi sono rivolti questi e da chi vengono svolti?

Oggi la cooperativa opera principalmente su due ambiti di intervento: quello dei servizi socio sanitari rivolte a persone disabili adulte e quello dei servizi di inserimento lavorativo. Rispetto al primo settore gestiamo centri diurni e centri residenziali ed appartamenti protetti per persone disabili. Tra questi la maggior parte sono gestiti in regime di “accreditamento” con la regione Emilia Romagna (operiamo quindi per conto del pubblico rispondendo a requisiti specifici che garantiscono la medesima qualità delle prestazioni), altri, come gli appartamenti protetti, sono gestiti tramite convenzione. Il lavoro socio educativo e riabilitativo viene svolto da personale specializzato: educatori Professionali, Operatori Socio Sanitari, infermieri, fisioterapisti, psicologi e tecnici specifici e, come detto, volontari. Parallelamente altro personale contribuisce alla loro gestione con funzioni che, se pur non a fronte dell’utenza, sono indispensabili per il buon funzionamento del servizio: le cuoche, gli addetti alle pulizie e alle manutenzioni, i tecnici e gli impiegati della sede amministrativa. Mi piace sempre paragonare la nostra organizzazione ad un organismo composto da molte parti con funzionalità diverse, ma tutte interdipendenti dalle altre.

Tornando alla riflessione che riguarda la raccolta dei bisogni territoriali, tendiamo a mantenere viva l’innovazione dei nostri servizi. Ad esempio, abbiamo realizzato (sempre in collaborazione con la committenza pubblica) una delle prime esperienza di accoglienza residenziale di persone disabili anziane (un tema nuovo per la nostra società dato dal fatto che l’innovazione farmacologica e la migliore qualità di vita di queste persone ha fortunatamente generato un importante innalzamento della loro età media, creando una situazione di bisogno nuova e per cui non esistono ancora forme strutturare di risposta). Parlando di innovazione stiamo avviando un importante progetto denominato “accompagnamento al passaggio generazionale, durante e dopo di noi”. Un progetto che mette al centro dell’attenzione la persona disabile e la sua famiglia che, per anzianità o situazioni specifiche, iniziano ad interrogarsi sul futuro del loro progetto di vita o, hanno esigenze tali da dover modificare la loro gestione famigliare. Un servizio che non dispone risposte standardizzate o preconfezionate, ma che in base alle caratteristiche, i bisogni, le risorse ed i desideri delle persone costruisce, con loro, un percorso di presa in carico personalizzato le cui caratteristiche sono “garantite” anche per il futuro.

Un argomento che in Italia, l’inserimento lavorativo, anche su questo aspetto la cooperativa è molto impegnata.

Quali sono i servizi che offre e su quali criteri una persona viene reclutata?

L’altro ambito di intervento della cooperativa è invece il settore dell’inserimento lavorativo che coordina servizi volti al benessere collettivo attraverso personale specializzato che funge anche da “lavoratore guida” per le persone in situazione di fragilità: nel 2020 il 45 % del personale impiegato in questo settore era rappresentato da persone svantaggiate.

Il valore di questi servizi è insito nella capacità di attribuire un ruolo sociale a persone che, per motivi molteplici, sono state escluse, anche temporaneamente, da mondo del lavoro. Non parliamo quindi solo ed esclusivamente di un aspetto “economico” (oggi più che mai molto importante), ma anche della possibilità di accompagnare la persona affinché possa riscoprire il senso di fiducia in se stesso, l’autostima e riconquistare quell’energia e quell’atteggiamento che consenta loro di sentirsi inseriti, CON DIGNITA’, nel tessuto sociale che li circonda.

I servizi operativi sul territorio che appartengo a questo settore sono: la manutenzione del verde pubblico e privato, la gestione di alcuni Centri di raccolta rifiuti, il servizio di ritiro ingombranti e di raccolta differenziata della carta, il servizio di spazzamento meccanizzato e manuale degli spazi comunali.. abbiamo una lavanderia interna che opera anche per alcuni servizi gestiti da altri enti, il servizio interno di pulizia e di ristorazione.

 Inoltre a cavallo dei due settori gestiamo un servizio “socio occupazionale” che accoglie persone che, pur avendo buone capacità lavorative, non sono pronte ad entrare nel modo della produzione. Il nostro compito è quello di accompagnarle affinché, attraverso la sperimentazione e l’affiancamento, interiorizzino le regole “sociali” e le fasi produttive che contraddistinguono il lavorare insieme all’interno di un’organizzazione.

Come per i servizi del settore socio riabilitativo le persone svantaggiate vengono introdotte nella nostra organizzazione in strettissima collaborazione con i Servizi Sociali territoriali e, a seconda della situazione, con il servizio disabili adulti, con il Servizio di Salute mentale e quello per le tossicodipendenze.

La pandemia è stato un evento drammatico anche dal punto di vista lavorativo, lavoratori che hanno perso il proprio impiego e tanti che rischiano di perderlo.

Come state affrontando questa situazione?

ll 2020 sarà ricordato per sempre come l’anno del Coronavirus. Ancora oggi, e purtroppo chissà per quanto altro tempo, l’impatto che ha avuto sulla vita di ognuno di noi ci obbliga a ripensare al nostro modo di organizzare la quotidianità, il nostro modo di osservare il mondo e soprattutto di interagire con esso. Anche all’interno della nostra Cooperativa, questi fattori hanno rivoluzionato il modo di dare significato a quel che facciamo. lo strumento principale del nostro lavoro è rappresentato da noi stessi in relazioni con l’altro, dove la relazione è il mezzo con cui prendersi carico, prenderci cura e sollecitare il cambiamento. Una relazione fatta di vicinanza fisica, cognitiva, emotiva ed empatia. Con la pandemia questo concetto ha dovuto misurarsi con le restrizioni a tutela della salute e ci ha costretto a lavorare in un ambiente in cui la «vicinanza» si è trasformata ad un tratto in «distanziamento» ed in alcune situazioni addirittura mediata da un computer o un tablet come mezzo di connessione.

Sia dal punto di vista organizzativo, e soprattutto dal punto di vista emozionale e psicologico, le PERSONE che costituiscono la nostra Cooperativa hanno reagito da subito condividendo ogni strumento a loro disposizione. Tutti hanno espresso una forza ed una una volontà che, accanto alla professionalità, hanno contrastato efficacemente le grandi paure e preoccupazioni. Con questa gravosa esperienza abbiamo potuto riscoprire il senso e la «potenza» della collaborazione, del contare gli uni sugli altri e del condividere le risorse per il bene collettivo. Questo, per me, significa «cooperazione» e rappresenta il valore più importante affinché un’organizzazione, fatta di persone come la nostra, possa continuare ad operare in un percorso che, mai come nei prossimi anni, non sarà di certo privo di incertezze ed ostacoli.

Siamo stati bravi ma anche fortunati, a distanza di quasi due anni dall’arrivo della pandemia tutti i nostri ospiti e tutti i nostri lavoratori sono in condizione di buona salute: questo significa che le procedure di contenimento, i gradi sacrifici e la professionalità dei nostri lavoratori hanno funzionato.

Inoltre, nonostante gli inziali periodi di lock down il tasso di occupazione interna non è dimuto, anzi.. in alcuni periodi dell’anno si è intensificato con l’assunzione temporanea di operatori socio sanitari a supporto delle attività interne in situazione emergenziale.

Lei svolge un ruolo molto impegnativo e di grande responsabilità.

In una cooperativa è fondamentale il lavoro di squadra.

Che cosa l’ha  spinto a far parte di questa cooperativa e chi sono coloro che collaborano con  lei?

Il mio percorso in cooperativa è iniziato 22 anni fa nella veste di Educatore Professionale presso un servizio residenziale.  Mi ritengo molto fortunato perché in questo lungo periodo la Cooperativa, ovvero le persone con cui collaboro e a cui faccio riferimento, mi hanno permesso di assolvere a svariati ruoli, anche di responsabilità, che hanno man mano alimentato una visione sempre più completa della nostra realtà.  Non riesco ad identificare quale motivazione iniziale mi ha spinto ad entrare nello “Stradello” ma sicuramente ho ben presente quali siano le sensazioni, i legami, gli affetti che quotidianamente alimentato il desiderio di restare. Può apparire retorico, ma il gioco di squadra, le relazioni con i colleghi, con gli ospiti, volontari, il continuo desiderio di apprende e la possibilità (non scontata) di poterlo fare… rappresentano i valori che ogni giorno rinnovano la motivazione.

Attualmente mi occupo di comunicazione, gestione soci, eventi, manutenzione e patrimonio (in passato di formazione, ricerca e sviluppo, commerciale, acquisti ed ho coordinato un servizio diurno) ed inoltre da quattro anni a questa parte sono stato investito del ruolo di vice presidente. Per questo mi risulta difficile individuare le persone con cui collaboro. Sono davvero ampi gli ambiti che m coinvolgo che quello che mi sento di affermare è che, senza la collaborazione su tutti i livelli, non potremmo operare.

Una cooperativa come questa, è un vero esempio di grande impegno sociale sia per Reggio Emilia che per l’intero territorio nazionale.

Quali potrebbero essere i vostri progetti e cosa vi piacerebbe dire in questo momento alle varie istituzioni?

La nostra, come molte altre, è una realtà che dal mio punto di vista contribuisce in modo importante ad alimentare il benessere della collettività. Negli ultimi anni, in ambito nazionale si è diffusa una concezione della cooperazione fortemente intaccata da alcune situazioni fraudolente prive di valori. che ha impattato sull’immagine di organizzazioni come la nostra che lavorano con onestà, trasparenza e con obiettivi sociali ben definiti.  Conquistare e mantenere vivo il senso di fiducia negli altri non è impresa semplice. Per fortuna il nostro territorio continua a mostrarsi attento al nostro operato e la committenza ha sempre mantenuto vivo lo spirito di collaborazione.

A livello più generale, considerando la scarsa disponibilità di risorse pubbliche, dovremmo operare con grande attenzione affinchè la gestione dei servizi riesca a conservare quella marginalità tale da poter intraprendere percorsi di miglioramento e aumento della qualità e allo stesso tempo mantenere alto il livello di occupazione dei nostri soci e lavoratori.

Cosa ci piacerebbe dire alle istituzioni? Per fortuna il dialogo con le istituzioni è attivo, anche grazie alle associazioni di rappresentanza alle quali aderiamo. Molto spesso partecipiamo a tavoli di discussione che affrontano tematiche e criticità generali con l’obiettivo di tutelare maggiormente il nostro operato ed i nostri lavoratori. Alcuni temi di riflessione recenti riguardano le modalità di aggiudicazione dei servizi che, con le attuali normative, rischiano di privilegiare competitor provenienti da altri territori, a volte for profit, che non perseguono mission sociali come la nostra.

Un altro tema importante riguarda l’inquadramento dei professionisti impiegati nella cooperazione sociale. Ancora i dipendenti privati o pubblici che non aderiscono al CCNL delle cooperative sociali, a parità di ruolo, percepiscono retribuzioni più elevate.

Sono solo due esempi di argomentazioni che vengono costantemente trattate con la committenza e purtroppo devono essere messe in relazione alle risorse economiche di cui dispongono i territori. Diciamo che negli ultimi anni la sostenibilità dei servii è sempre più risicata e se oggi possiamo investire su nuove progettazioni e sull’innovazione è perché in passato la marginalità era tale da poter accantonare risorse per il futuro.

il mondo della cooperazione sociale, che ricordo è tipico del nostro paese, sarà sempre più sottoposto a trovare un equilibrio tra disponibilità economiche e qualità dei servizi,  ma sono sicuro che, a differenza dell’ambito for profit, grazie ai valori della solidarietà ed alla potenza delle relazioni  sarà in grado di trovare le opportune soluzioni e mantenere vivo il suo operato

Copyright © 2006 - 2021 MilanoFree.it, testata registrata Trib. Milano n. 367 del 19/11/2014  IT11086080964