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Giuseppe Santoro: un grande maestro dell’arte nel taglio e nel cucito

giuseppe santoro

Giuseppe Santoro, nato e cresciuto a Pratola Serra, in provincia di Avellino, nonostante i suoi settantadue anni , non ha mai abbandonato l’arte del tagliare e cucire, realizzando abiti di volta in volta sempre più belli.

Un vero maestro dell’arte nel taglio e nel cucito, classe 48, fervente cattolico, sposato felicemente con la moglie Immacolata, due bravissimi figli, all’età di vent’anni dopo una lunga gavetta per imparare il mestiere, decise di aprire una bottega nel paesello di Pratola Serra in via corso Garibaldi, strada principale del paese in cui è nato , dove ad ancora oggi riesce a soddisfare le esigenze di tanti clienti.

Un mestiere, quello di Giuseppe, che con il tempo sta scomparendo , causa di una grave crisi dell’artigianato e di una produzione dei capi d’abbigliamento sempre più industriale.

Carissimo Giuseppe. Come nasce la passione per questo mestiere?

LA PASSIONE PER IL TAGLIO E CUCITO

Avevo dieci anni, sono cresciuto in un’epoca dove c’era poco benessere e si iniziava a lavorare sin da piccoli, le famiglie erano numerose e bisognose, ragion per la quale i nostri genitori preferivano che imparassimo subito un mestiere .

La mia famiglia apparteneva a una generazione di sarti, mio padre Antonio e mio cugino Gioso insieme a Giovanni Marano, una bravissima persona del paese, mi hanno tramandato quest’arte, un mestiere che mi ha permesso di vivere e tirar su la mia famiglia in modo onesto e dignitoso.

Ricordo bene, frequentavo la quinta elementare, ero un piccolo bambino quando ho incominciato a fare le pulizie e a riscaldare i ferri da stiro a carbone, per poi indossare il primo ditale al dito medio per cucire , qualche anno dopo ho iniziato ad utilizzare le macchine ,  una passione nata piano piano .

Dopo un po’ di tempo sono andato all’accademia di cucito, quella del grande maestro Gennaro Marena, lì ho conseguito il diploma di sartoria, una grande soddisfazione.

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L’APERTURA DELLA SARTORIA

Poi a 20 anni l’apertura della sua sartoria?

Si avevo vent’anni, ero tornato da Abano Terme, dove ho fatto il militare eho continuatoa cucire.

Era il 1970, decisi di ritornare in paese e aprire lamia sartoria, però, nel frattempo non sono stato mai fermo, ho sempre girato altre sartorie, perché questo mestiere è un mestiere dove c’è sempre da imparare.

UN’ ARTE CHE STA SACOMPARENDO

Oggi l’arte del taglio e cucito sta scomparendo, perché?

A malincuore devo dire che non vi sono giovani che hanno voglia d’imparare.

Questo mestiere richiede sacrificio, pazienza, costanza e amore. Però una cosa , posso assicurare che sono tante le soddisfazioni.

Mancano anche le scuole che sappiano insegnare la pratica   ai ragazzi, c’è bisogno di collaborazione tra scuole professionali e artigiani, non solo la teoria ma c’è bisogno di tantissima pratica.

GLI ABITI PIU BELLI

Quali sono i vestiti più belli che ha realizzato?

Tutti i vestiti hanno il loro fascino, ma quelli che ho realizzato  per gli uomini che dovevano sposarsi hanno un gusto diverso.

Vedere tanti salire sull’altare con il mio vestito, mi riempiva di gioia , una sensazione profonda che non riesco a descrivere.

il mio territorio

L’AMORE PER IL PROPRIO TERRITORIO

Se fosse andato via, anche a Milano, città della moda, oppure all’estero avrebbe guadagnato di più?

Senza alcun dubbio, ma grazie a Dio non mi manca nulla.

Quando ero giovane era in programma di partire per gli Stati Uniti, era già tutto pronto, dovevo solo acquistare il biglietto pero all’ ultimo rinunciai.

Per quale motivo?

La verità è che amo tantissimo il mio paese, Pratola Serra e l’Irpinia.

Il nostro territorio è stupendo, anche la gente, purtroppo siamo poco conosciuti, mi auguro che un domani le persone vengano a visitare questi territori e perché no a conoscere i nostri bravi artigiani.

L’Italia in generale è un paese stupendo.

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