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La guerra può essere giustificabile?

Inizio subito col dire che la guerra è sempre un atto disumano poiché viene fatta prevalere la violenza, la forza, sull’Amore, la Ragione, la Giustizia  e il buon senso, quindi causa di sofferenze, soprattutto tra i più indifesi e la povera gente, e pertanto è da condannare. Tuttavia una domanda, sollecitata da ciò che sta succedendo tra la Russia e l’Ucraina, si pone, ovvero: “la guerra può essere giustificabile”?guerra

Preciso col sottolineare che il bellicismo guerrafondaio è da rifiutare a priori, così come un pacifismo illogico e forzato, poiché offuscano la ragione e non portano a soluzioni favorevoli all’umanità intera.

Allora vi sono, se vi sono, dei requisiti che giustificano moralmente una guerra?

A mio avviso esistono, e sono:

  1. Una proporzionata e legittima difesa, poiché è più che legittimo  far rispettare il proprio diritto alla vita. Chi difende la propria vita non si rende colpevole di una uccisione dell’altro il cui scopo è solo quello di ucciderti. La legittima difesa è un diritto, che diviene dovere per chi è responsabile della vita della propria famiglia, del bene comune, della vita altrui o della comunità civile. Altro discorso se la persona è singola, infatti, potrebbe benissimo, per sua scelta personale, lasciarsi uccidere pur di non uccidere, ma questa scelta viene meno se è minacciata la vita di coloro di cui lui è responsabile. Ad  esempio in caso di una guerra d’invasione, difendersi è più che legittimo e doveroso.
  2. È altresì doveroso, prima di arrivare ad un atto offensivo di guerra e di difesa, tentare tutte le possibilità, non militari, ma diplomatiche, per scongiurare l’uso delle armi, cercando ogni soluzione possibile.
  3. Se il proprio intervento armato per difendersi si presenta inefficace e, purtroppo, il nemico avrà sicura vittoria che fare? Arrendersi per evitare un incrudelirsi delle ostilità  o battersi comunque costi quel che costi? Penso che la situazione vada esaminata attentamente poiché: se arrendendosi si ha la garanzia di aver salva la vita e di non essere perseguitati con violenze, deportazioni o altre minacce, probabilmente la resa è l’azione più saggia; se invece l’azione scellerata dell’invasore è quello comunque di sterminare e schiavizzare la popolazione, la difesa ad oltranza  non è completamente da biasimare.
  4. Un’altra domanda che ci si può porre è questa: la vita militare è un valore o una disgrazia? Se il militare diviene un servitore della sicurezza e della libertà dei popoli, adempiendo con rettitudine, onestà e giustizia il proprio dovere concorrendo così al bene comune della nazione e al mantenimento della Pace, allora scegliere la carriera militare non è in se un male. (non così per alcuni  mercenari poiché il loro scopo è arricchirsi uccidendo).

Esiste un’Etica della guerra?

Certamente  si, ecco alcuni esempi:

1)   Non colpire, con intenzione, i civili. Evitare qualsiasi tipo di violenza, soprattutto con i più deboli e indifesi. (Anziani e Bambini).

2)   Rispettare i militari prigionieri, senza sottoporli a torture e sevizie.

3)   Rispettare e non ostacolare i corridoi umanitari.

4)   Non colpire ospedali, asili, scuole, case di riposo, carceri.

5)   Rispettare, ove vi sono, gli armistizi concordati.

Prima di concludere questo breve articolo voglio sottolineare il grave stato di immoralità e di, a mio avviso, perseguibilità per atti di contro l’umanità, di coloro che non solo fabbricano armi, ma soprattutto di coloro che progettano e fabbricano armi sofisticate e unicamente finalizzate a uccidere vite innocenti, come ordigni mimetizzati che possono attirare l’attenzione dei bambini ma che in realtà sono armi micidiali; oppure l’uso  di armi chimiche e/o batteriologiche. 

Non posso che terminare dicendo non un NO alla guerra, ma un SI alla Pace.

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