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La Scienza, nuova religione?

Vale innanzi tutto precisare che cosa si debba intendere con il termine Scienza. Dal dizionario leggo: ”Con Scienza si intende un sistema di conoscenze ottenute attraverso un’attività di ricerca prevalentemente organizzata con procedimenti metodici e rigorosi, coniugando la sperimentazione con ragionamenti logici condotti a partire da un insieme di assiomi – che devono però essere dimostrati – tipici delle scienze formali o astratti. Il metodo sperimentale è tipico della scienza moderna – introdotto da Galileo Galilei – e prevede di controllare continuamente che le osservazioni sperimentali siano coerenti con le ipotesi e i ragionamenti svolti”.scienza pixL’aspetto introdotto dal Galilei è, ovviamente, il più corretto, anche perché la scienza non è un sistema perfetto ma, essendo umano, soggetto ad errori pur commessi in buona fede. Cito per intenderci un esempio che vale per tutti.

Il professore di anatomia e chirurgia Luigi Galvani, tramite un suo esperimento sui muscoli delle zampe di una rana morta che, toccati con due metalli diversi, si contraevano, dedusse che esisteva un fluido animale che egli chiamò “elettricità animale”.  Alessandro Volta, ripetendo l’esperimento dimostrò che la teoria di Galvani era errata in quanto il moto dell’animale era dovuto al tipo di metalli usati nell’esperimento.

Questo cosa dimostra? Che la scienza non è esente da errori, e quindi non è infallibile.

Quanto anticipato mi porta al motivo del titolo dell’articolo, ovvero di contestare coloro che affermano perentoriamente “bisogna credere nella scienza”, mettendo l’accento sul termine “bisogna” come se fosse un dogma di fede. Le passate, e non ancora del tutto finite, esperienze con il Covid 19, hanno evidenziato questo richiamo a porre le proprie certezze nella capacità delle scienza di risolvere ogni cosa. Tuttavia il fatto stesso che la scienza, o meglio, gli scienziati a volte sbagliano nelle loro presunte certezze, dimostra che la stessa non è in grado di risolvere al meglio e definitivamente il problema, quindi io, prudentemente, ripongo nella scienza una limitata  fiducia e continuo a riporre la mia fede in quel Dio trascendente insegnato dalla religione cristiana.

Si rischia di dare credito incondizionato allo “scientismo” che pretende di sostituirsi a Dio stesso e persino, a volte, alla stessa ragionevolezza.

Abbandonare la Ragione vuol dire concedersi al caos intellettivo e al qualunquismo, dove ogni proposta che porta l’etichetta di scienza è bevuta ad occhi chiusi, o meglio, a Ragione spenta.

Dobbiamo sicuramente porre fiducia nella scienza, il cui ambito d’indagine è quello fisico, ossia del già creato, ma non credere, in quanto credere significa avere la certezza assoluta che la cosa che appare o mi racconti sia esattamente così; e il fatto che la scienza commetta errori, esclude questa certezza assoluta. Se pensiamo ai recenti vaccini sul coronavirus, dobbiamo ammettere che la certezza assoluta sul loro funzionamento non è completamente accertata e quindi esiste una lacuna che non rende certo onore alla scienza stessa, anche se abbiamo assistito a dibattiti e pareri di esperti e meno competenti con pareri diametralmente opposti, creando così nell’opinione pubblica solo confusione. Non sarebbe più ragionevole offrire una seria comunicazione scientifica che dica: “questo funziona, questo funziona solo in parte, questo non funziona”?

Attenzione allora a non fare della scienza la nuova religione in cui concedere con leggerezza la nostra fiducia assoluta, perché si rischia di prendere delle madornali cantonate che a volte si pagano molto care. Non dimentichiamo inoltre che vi sono interessi economici enormi, e che gente con pochi scrupoli non esita a usare la scienza per i propri disonesti fini. La Scienza, quella vera, la si apprende  da uomini come Pasteur, Spallanzani, Mendel, tanto per citarne qualcuno che hanno fatto davvero l’interesse dell’umanità e della scienza, quella onesta però!

C’è dunque il rischio che la scienza divenga la nuova religione del futuro? Non è escluso, in fondo l’umanità, nei segni e nella simbologia ha sempre tentato di volere essere Dio; pensiamo ad esempio alla Torre di Babele, oppure alla presunzione di Icaro, o al dottor Frankenstein, o a coloro che vogliono manipolare il codice della vita per creare l’uomo nuovo,  non sono forse tentativi finalizzati in tal senso?

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