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  • La Shoah e quei bambini cresciuti troppo in fretta

La Shoah e quei bambini cresciuti troppo in fretta

  • Eleonora Boccuni

Nello sguardo dei sopravvissuti si legge il dolore e la sofferenza di quel che hanno vissuto sulla loro pelle e noi posteri dovremo essere memori di quel tragico e crudele passato, affinché mai più si ripeti!

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Udire le parole di un sopravvissuto ad Auschwitz o a un qualsiasi campo di concentramento, fa riflettere molto; osservare lo sguardo dei superstiti fa rabbrividire, perché i loro occhi ti fanno ripercorrere l’abominio a cui hanno assistito per diversi anni, gli orrori di una prigionia che non ha dato pace a nessuno e che ha tolto loro, non solo gli affetti, la vita, il nome, ma un diritto inviolabile: il diritto alla vita e alla libertà! La tristezza scende in fondo il cuore come una lacrima che nasce spontanea e scende sul viso solcandone ogni tratto somatico, allo stesso modo, la sofferenza si imprigiona del tuo cuore che condivide parte di quell'orrore che ha tolto ogni speranza e ogni viva emozione.

Osserva chi parla perché c’è molto da apprendere, mira i suoi occhi languidi di commovente passione mista al desiderio di tramandare affinché mai più si ripeta quel che, per futile volontà umana, venne decretato dal principio dell’avvento d’una politica innaturale. Scava nella profondità dell’essere fino a toccare l’anima, sfiorandola con la dolcezza e la delicatezza d’un petalo, perché il loro ricordo è sempre vivo e deve essere preservato, tutelato, tramandato e custodito dai posteri del mondo che verrà. Memore e conscio dell’errore umano, rammenta quel che sono le differenze tra un bambino a cui non gli viene strappata la libertà di esser tale con uno a cui la vita gli ha permesso di esserlo fino in fondo.

Ma, sii fermo nel constatare quel che, ora, possiamo osservare, ascoltare e vedere, perché quel che viene condiviso è un pezzo di cuore che non potrà mai essere sepolto tra le ceneri di coloro che hanno vissuto il crepuscolo più buio della loro vita. E sono proprio i superstiti di oggi, i bambini che hanno vissuto l’immane dolore, coloro che sono cresciuti troppo in fretta e non hanno potuto assaporare la spensieratezza e la felicità di un’infanzia e un’adolescenza priva di queste brutture, perché nel campo non hai scelta, puoi solo crescere in fretta. E se meditare diviene l’imperativo futuro, ricordare diventa un obbligo, al fine che tutto ciò non rimanga celato, soprattutto per le vittime innocenti che per un’inezia sono stati annientati, senza conoscerne il motivo. Uomini, donne e bambini, d’ogni genere e d’ogni età, quando la salvezza dal genocidio era rappresentata da una dipartita veloce e quando la sopravvivenza era il dolore di vedere dinanzi ai tuoi occhi il genocidio che si consumava per mano di coloro che credevano di rappresentare la razza perfetta.

Ma qual è e cos'è la razza perfetta? E’ un’idea melensa creata per giustificare quegli atti disumani compiuti nel corso di quegli anni! E, dunque, rammentate gente, non solo nel ricordo della Giornata della Memoria, non solo, quindi, ogni 27 gennaio, ma ogni giorno della vostra vita, poiché un tale olocausto, un tale genocidio, una tale mattanza non sia più una nuova idea da concretizzare, non sia più un pretesto politico e non sia più una giustificazione!

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