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Ospedale Sacco di Milano: bellissimi murales in onore di infermieri e vittime del coronavirus

Milano, i maxi murales di Quarto Oggiaro realizzati da Cheone
Quei nuovi, grandi murales che accolgono chi entra nel quartiere Quarto Oggiaro di Milano sembrano gigantesche fotografie per il realismo che li caratterizza, sono immagini di donne, uomini e bambini che rappresentano tutte le persone coinvolte - a vario titolo - nella pandemia: c'è il personale sanitario dell'Ospedale Sacco stanco per le tante ore in corsia, ci sono le vittime con sguardi dolenti e ci sono gli occhi di un bambino che ti guarda dritto, come a domandarti: "Perché?"

Quarto Oggiaro

Protagonista della bella iniziativa è Quarto Oggiaro, un quartiere della periferia di Milano, situato a nord-ovest della città e facente parte del municipio 8, zona che per fatti di cronaca viene spesso associata a degrado e emarginazione ma di cui non si devono dimenticare gli sforzi per la rinascita sostenuti dalle persone e dalle associazioni le quali - per esempio nel periodo del lockdown - sono state molto attive nell'ambito della solidarietà.

Caiffa Cosimo: in arte Cheone

L'opera a tema covid di Quarto Oggiaro si trova in via Palizzi dove prima c'era la scritta 'Welcome to Quarto' e è firmata da Caiffa Cosimo, in arte Cheone, giovane street artist italiano - classe 1979 - capace di realizzare immagini sorprendenti mediante la tecnica del "fotorealismo". 
I suoi soggetti sembrano interagire in tre dimensioni con lo spazio circostanze, il colore invade le strade giocando con le nostre percezioni.

I murales

I personaggi dei suoi murales indossano la mascherina sopra la quale spiccano occhi che incantano. Raffigurano infermieri, medici e chi è stato travolto dal coronavirus. Per dar vita all'iniziativa hanno collaborato Municipio 8 e Spazio Baluardo gestito dall'Associazione Unisono la cui sede di trova nel Parco di Villa Sheibler. 
Come si legge su Tgcom24, la presidente dell'APS Unisono - Spazio Baluardo Elettra Paradiso ha spiegato l'origine del progetto: "Abbiamo deciso di celebrare in questo modo gli operatori sanitari (in particolar modo quelli dell'ospedale Sacco) per l'impegno in prima linea, ma anche gli abitanti di Quarto Oggiaro, che durante l'emergenza hanno dimostrato senso di appartenenza, soprattutto i più giovani. Ed è un omaggio alle persone che, a causa del coronavirus, hanno perso parenti e amici. Attraverso la street art costruiamo una narrazione degli eventi che ci appartengono".
(Milano, 22 luglio 2020)
 
 
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