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Salviamo la lingua italiana: la lingua più bella del mondo

frecce tricolori pixUn appello, questo, non poi tanto pellegrino, considerato l'attuale mania di usare vocaboli stranieri, soprattutto inglesi. Invito a leggere il libro di Claudio Marazzini, presidente dell'Accademia della Crusca, "L' italiano è meraviglioso. Come e perché dobbiamo salvare la nostra lingua".

Thomas Mann fa dire al protagonista di un suo romanzo che l'italiano è la lingua più bella del mondo, infatti, è stata sempre considerata nel corso dei secoli come la lingua della poesia, del bel canto, della musica, delle arti e delle scienze, dell'eleganza e della cucina, e ditemi voi se è poco!

Eppure si insiste ad usare termini inglesi anche dove non sono affatto necessari, perché? Per qual motivo si assume quest'atteggiamento, quasi come se ci si dovesse vergognare della nostra magnifica lingua?

Le responsabilità maggiori le hanno coloro che sono, per motivi di lavoro quali giornalisti, insegnanti, politici, preposti a usare la parola e che tralasciano volutamente i termini italiani. Un avvenimento in tal senso è quello che accadde nel 2012 dove l'allora rettore dell'Università milanese del Politecnico fece approvare una norma in base alla quale si aboliva completamente l'italiano nei corsi avanzati dell'Università e nei corsi di dottorato. Per fortuna moltissimi professori fecero ricorso e la Corte Costituzionale emise questa sentenza: "mai e poi mai una lingua straniera può rimpiazzare e mettere da parte la nostra lingua italiana, una lingua il cui riconoscimento è implicito anche nell'articolo 9 della Costituzione". L'articolo 9 infatti recita: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. E nel patrimonio non c'è anche la nostra lingua?

Io mi chiedo perché mai c'è in atto un "movimento" colpevolista e autolesionista che stenta a riconoscere i valori, tra cui la lingua italiana, del nostro popolo italico, eppure molti sono gli stranieri che studiano l'italiano, e lo studiano perché la trovano una lingua bella, ricca, armoniosa; la lingua di Dante, Petrarca, Macchiavelli, Boccaccio, Foscolo, Leopardi, Manzoni, Pirandello eccetera eccetera, possibile che a noi non dica più nulla? Dobbiamo esserne fieri, altro che inglesismi inutili! Duemila anni di storia non si possono né si devono cancellare come se nulla fosse. Difendiamo questa nostra bella e grande identità!

La globalizzazione pretende l'appiattimento, cancellando la memoria storica che fa l'identità di un popolo; è quello che desideriamo? Abbiamo, noi italiani, una "memoria" da difendere, oggi direi da rivalutare, smettendola di colpevolizzarci come se fossimo stati i fautori del male del mondo, quindi smettiamola di sotto-stimarci e difendiamo con orgoglio, riconoscendo ovviamente con onestà i nostri veri errori, non quelli che ci vogliono addossare per opportunismo ideologico, la nostra cultura, probabilmente la più ricca del mondo, e la nostra lingua, perché è vero il detto che quando un popolo perde la sua memoria storica è destinato a spegnersi.

Quindi un invito: ritorniamo con convinzione e amore verso la nostra magnifica lingua italiana.

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