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Una svolta verde per la città di Milano: la candidatura di Giovanni Padalino

Milano  è  considerata una delle città più verdi d’Europa nella Green Cities Index in quanto nel corso degli ultimi anni ha messo in campo investimenti sull’efficienza del trasporto pubblico  e avviato il progetto Forestami, con il quale il verde urbano  è stato  triplicato nell’arco di tre anni.

Attualmente nella città di sono 253 nuove aree destinate alla forestazione urbana e 76577 alberi piantati.

L’attenzione per il verde deve  essere il perno di un progetto politico basto su programmi e progetti strutturali, che abbiamo visione nel corso del tempo.

Nell’ambito di questa volta verde oggi ne parliamo con Giovanni Padalino, candidato ai municipi 8 e 9 per la lista Europa Verde.

giovanni paladino foto

Come nasce la tua candidatura su Milano? 

Ho deciso di aderire ad Europa Verde l’anno scorso, iscrivendomi alla sezione di Avellino.

Dopo una brevissima esperienza in una lista civica, avevo voglia di un partito di qualità nuovo che rispecchiasse i miei ideali politici e di vita.

Ho voluto candidarmi al consiglio municipale 8 e 9 di Milano, perché è importante che ci sia un impegno verso una politica priva di confini, intelligente, unita e collaborativa aperta ai bisogni dei cittadini.

Milano è una città che offre opportunità, il centro sinistra unito e collaborativo può fare tanto, incominciando  proprio da qui.

Ho trovato un gruppo che mi ha accolto, mi ha fatto  sentire a casa, una  squadra che può fare solo del bene alla città , non è importante essere eletti , è fondamentale rimanere  coinvolti nei progetti, perché il vero risultato di un’ elezione è il raggiungimento degli obiettivi considerando i cittadini sempre al centro.

La città nel corso del tempo ha fatto importanti progetti sul verde, realizzando  parchi e  opere, che l’hanno portata ad essere una delle città più verdi di Europa. Ma non basta. 

Cosa manca a Milano, quale è la proposta dei verdi? 

Il nostro programma è un programma molto importante  che si basa su tre punti importanti: l'ambiente, il clima, la solidarietà sociale e i diritti.

La crisi climatica è ormai sotto gli occhi di tutti, lo dimostrano le alte temperature che si sono verificate in Italia e all’estero cosi come le forti inondazioni  nel nord Europa.

Vogliamo creare una mobilità  sostenibile che rispetti l’uomo e l’ambiente attraverso un  potenziamento del trasporto pubblico allargato alla Città Metropolitana, in grado di soddisfare i bisogni delle categorie  fragili, ridisegnando  la rete di trasporti metropolitani, per consentire spostamenti tra i comuni senza che sia necessario attraversare la città di Milano, tramite la realizzazione della “Circle-Line” esterna con trasporto pubblico misto (metropolitana, ferrovia e tram) e il prolungamento delle linee metropolitane, elettrificando  il 100% del trasporto pubblico della città di Milano entro il 2025.

Da punto di vista  urbanistico  vogliamo favorire un utilizzo consapevole dello spazio e del suolo, che eviti lo spreco, valorizzando  il ruolo del garante del verde e del suolo,  censendo  tutto quanto è stato edificato sia legalmente sia abusivamente sul territorio metropolitano, attraverso l’operato del garante del suolo, al fine di avere un dato reale di quanto sia effettivamente il carico edilizio sul territorio.

Con la pandemia da Covid 19 si sono accentuate le disuguaglianze:  i migranti hanno bisogno di accoglienza e diritti, i giovani chiedono un sistema scolastico efficiente e garanzie per il loro futuro nel mondo del lavoro.

Il nostro proposito è rendere Milano una città che pensa ai bambini e ai ragazzi, aumentando il numero dei parchi pubblici attrezzati per bambini e  promuovendo  l’aumento di posti per nidi e materne, oggi insufficienti.  Sarà fondamentale favorire la nascita degli asili nido aziendali, bisognerà sostenere attivamente la famiglia rinnovando il bonus baby-sitting con limiti di reddito (ISEE da definire) per chi fa telelavoro o smartworking, istituendo un servizio di assistenza comunale per le mamme con un programma di welfare dedicato.

Sara data attenzione nell’ affermare i diritti e proteggere la diversità di genere. Tutto perché bisogna raggiungere una reale parità di genere che si realizzi attraverso la parità salariale e la genitorialità condivisa tra uomini e donne. Il contrasto alla violenza di genere deve essere perseguito attraverso la formazione in ogni ordine e grado scolastico e il sostegno a ogni tipologia di nucleo famigliare, prevenendo e contrastando la discriminazione e la violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull'orientamento sessuale, sull'identità di genere e sulla disabilità.

Nei confronti della comunità Rom-Sinti, nella maggioranza dei casi cittadini italiani o comunitari, il comune si impegnerà per affrontare i problemi della casa e dell’accompagnamento al lavoro, e per il superamento dei campi ghetto, attraverso ad es. esperienze di autocostruzione. Dovrà essere garantita la frequenza dei bambini a scuola e contrastate le forme di sfruttamento dei minori e le attività illegali.

Rimane prioritario anche promuovere l’inclusione dei migranti.

Istituiremo i gruppi di formazione per i “nuovi arrivati” (migranti): potenziamento della formazione linguistica, della cartellonistica e istruzioni plurilingue per gli adempimenti della vita ordinaria, dalla raccolta dei rifiuti all’educazione stradale.

Tuteleremo i bambini e le famiglie di migranti, attraverso adeguate azioni di sostegno e di politiche che possano facilitare il ricongiungimento familiare: in seguito all’azione statale e regionale con aiuti a “ad hoc” del Comune di Milano, per esempio sussidi per asili nido o materne per lavoratrici provenienti da paesi dell’Est UE. Altra priorità è il benessere, la salute e la tutela delle persone.

Vogliamo realizzare le Case di Comunità come medicina diffusa sul territorio, valorizzando la fondamentale relazione medico-paziente e raccordandosi ai futuri distretti; riportando  in primo piano la funzione del Sindaco, in accordo con la Regione, sulla riorganizzazione del sistema sanitario della Regione stessa e in collegamento con Farmacie, Unità di Assistenza Sociale e tutti i presidi rivolti alla salute intesa come “uno stato di benessere fisico e psichico”,   il servizi ampliando o di assistenza e collegamento con i centri antiviolenza prestato dalle farmacie, nel rispetto delle normative ministeriali, a tutte le categorie di commercianti e uffici aperti al pubblico.

Istituiremo un assessorato alla sanità, che preveda un proprio budget e proprie competenze, che partecipi alle decisioni di giunta, che non collida con l’assessorato alle politiche sociali ma che con questo si rapporti, confronti e collabori nella pratica quotidiana.

Quali sono gli aspetti più critici di Milano da risolvere? 

Attualmente mancano delle piste ciclabili e bisogna integrare le periferie nei sistemi di mobilità e di sharing.

Va ridotto l’inquinamento dell'aria, per questo vogliamo insistere sempre di più su una politica ecologica e ambientale.

Un serio problema è il costo dell’abitare, Milano è una città che offre però cara come affitti.

Infatti vogliamo rafforzare e aumentare l’offerta abitativa metropolitana, garantendone la rotazione, in una logica di servizio all’abitare che permetta l’accesso alla casa a tutti coloro che ne hanno bisogno, riducendo progressivamente le aliquote IMU per tutte le abitazioni affittate, anche non a canone concordato.

Vogliamo cercare di   accordare con la proprietà degli edifici attualmente adibiti a uffici e non più utilizzati per la riconversione in abitazioni con l’obiettivo di aumentare l’offerta calmierata di affitto al fine di attrarre giovani a ritrasferirsi in città.

Sono stati fatti diversi interventi sulla qualità nell’aria nel corso degli ultimi decenni, ma non risolutivi, come le targhe alterne, il blocco dei mezzi inquinanti, il cambio delle caldaie.  Quale potrebbe essere la svolta?

Abbiamo bisogno di un piano vincolante per la decarbonizzazione.

La scorsa amministrazione ha fatto un passo avanti con la proposta del piano Aria Clima, bloccato in extremis dalle destre.

La proposta dei verdi è di utilizzare questa battuta d’arresto per migliorare il piano indicando gli impegni di abbattimento delle emissioni già presi in considerazione dall’amministrazione corrente.

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