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Vittorio Sgarbi: Salvare vite umane e le opere d’arte

  • Eleonora Boccuni

Il patrimonio artistico narra la storia e il passato, non è ammissibile la distruzione e la perdita di un pezzo di cotanta importanza.

Tutelare il patrimonio artistico e mettere in salvo quante più vite possibili. Sono questi i due principali moniti del critico Vittorio Sgarbi che, in un suo recente post pubblicato sui social, ha evidenziato l’importanza dell’arte per tutto il mondo.

Prendendo simbolicamente in esame il Cristo di Leopoli, Sgarbi decide di dare risalto a uno dei settori che, spesso e volentieri, non è al centro delle notizie principali.statua cristo leopoli

Eppure, l’arte è pathos, è sensazione, è soggettività, è comunicazione, è bellezza, è linguaggio universale. L’arte è quel settore che riesce a esprimersi in una miriade di sfaccettature mostrando la magnificenza priva di volgarità. L’arte trascende ogni cosa e, metaforicamente, potrebbe apparire come quel filo conduttore che avvicina l’umanità alla perfezione celestiale (un po’ come l’affresco di Michelangelo Buonarroti, “La Creazione di Adamo”, facente parte della decorazione della volta della Cappella Sistina, nei Musei Vaticani a Roma).

L’arte è libertà, ma è anche espressione di un linguaggio che permette di comprendere anche ciò che non riusciremmo a tradurre.

Cosa c’è di più bello nel vedere un’opera d’arte creata da un artista (soprattutto del passato), conoscerne il reale significato, le tecniche, lo stile e scoprire quale sia stata la fonte d’ispirazione nel medesimo momento in cui l’opera stessa veniva (ardentemente voluta) concepita dallo stesso artista? Ovviamente, teniamo a ribadire il fatto che quando parliamo di “opera d’arte” facciamo riferimento ai vari campi in cui è possibile manifestare artisticamente una creazione, una produzione e/o composizione.

La guerra, l’arte e la vita secondo Vittorio Sgarbi

Il critico e storico dell’arte, Vittorio Sgarbi, si è pronunciato in merito alla guerra di invasione che ha reso protagonista la Russia in Ucraina. Visti i recenti sviluppi che fanno presagire e pensare che ci possa essere ancora tanta distruzione, Sgarbi ha deciso di intervenire proferendo il suo punto di vista sulla guerra, sulle vite umane e le opere d’arte. 

Questo è quanto ha scritto il critico d’arte e fondatore del movimento “Rinascimento”: “La guerra di per sé è insensata e in questo caso è anche pericolosa per il patrimonio artistico."

Il Cristo di Leopoli messo al riparo è una delle immagini più iconiche del momento drammatico. La volontà di bombardare la Basilica di Santa Sofia a Kiev è sempre dietro l’angolo. 

Il patrimonio artistico è un patrimonio dell’umanità; e quindi non può essere distrutto senza che la perdita valga anche per la Russia. Dal momento che alcuni artisti sono russi.

A Odessa, per esempio - spiega - c’è una "Cattura di Cristo": un’opera di grande importanza, probabilmente di Caravaggio. Sono andato a vederla tanti anni fa, ora è stata restaurata. Alcuni ritengono che sia autografa dello stesso Caravaggio. 

Poi c’è un pittore ucraino molto significativo, Oleksandr Murashko, che ha fatto dei quadri bellissimi conservati a Leopoli e a Kiev - conclude asserendo - Salviamo le vite umane e con esse le opere d'arte che ne testimoniano l'identità e la storia”.

Un pensiero ammirevole che potrebbe fungere da insegnamento e dal quale potremmo trarre tutti spunto, anche per quanto sta accadendo in Italia, in quanto, l’arte (di qualsiasi nazionalità) ha sempre qualcosa da narrare. Da questo “racconto” (spesso diverso a seconda degli occhi di chi osserva) si può solo apprendere. È, dunque, sbagliatissimo eliminare ciò che appartiene a questo immenso patrimonio ricco di valore!

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