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"Banksy è chi Banksy fa!", Matteo Vanzan ci svela la grande mostra presto a Desenzano

La foto nella sua maglietta ha una scritta molto chiara: “Mai paura, supporta la Cultura!”. È questo il motto che ha creato per la sua agenzia, la MV Eventi, che ha lo scopo di portare la cultura nelle vie della nostra bella Italia, attraverso grandi e imperdibili eventi culturali.

Lui è Matteo Vanzan.haring mostra

Dottore in Scienze della Comunicazione alla European School of Economics e in Beni Culturali presso l’Università degli studi di Verona, e attualmente Direttore delle esposizioni museali del Comune di Chioggia.

Da gennaio 2020 è presentatore televisivo per Arteinvestimenti, trasmessa su Sky e digitale terrestre, e da aprile 2021 collabora con la rivista ARTE IN con articoli dedicati all’Arte contemporanea e alla Musica. Ha organizzato e curato circa 92 esposizioni personali e collettive di artisti nazionali ed internazionali tra cui le antologiche di Andy Warhol, Giorgio de Chirico, Arman, Max Ernst, Renato Guttuso, Keith Haring, Roy Lichtenstein, Mario Schifano.

Decido di intervistarlo appena scopro che sta organizzando la più importante mostra sul fenomeno Banksy e la Street Art, che si terrà, dal 9 aprile al 17 luglio, presso il castello di Desenzano del Garda. Con la sua innata gentilezza decide di svelarci qualche segreto su questo evento e sul suo incredibile e appassionante mestiere .

 1) Da quanto tempo fai il curatore d’arte e come è nata la tua passione ?

 Ho iniziato questa avventura nel 2001 nella galleria d'arte di famiglia, subito dopo la mia prima laurea. Dopo otto anni di esperienza sul campo, contatto e rapporto con i collezionisti, partecipazione a circa 90 fiere dell'arte e studio, ho deciso di iniziare a proporre esposizioni alle pubbliche amministrazioni, iniziando con l'antologica di Mario Schifano al Museo le Carceri di Asiago (Vi), a cui sono seguite mostre alla Basilica Palladiana di Vicenza, al Centro Altinate di Padova e presso altri Musei del Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Lombardia e Campania, per un centinaio di esposizioni. L'amore per l'arte l'ho vissuto da sempre con mio padre pittore, ma il colpo di fulmine l'ho avuto nel 2000 ad Arte Padova di fronte ad un Campo del pane di Mario Schifano. Davanti a quelle pennellate, a quella forza espressiva e a quella dinamica quasi corporea della pittura ho provato un'emozione talmente intensa da farmi decidere cosa avrei fatto da grande!

2) Cosa fai come curatore quando pensi ad una nuova mostra ? Parti dal tema o dall’artista?

​Solitamente strutturo le mie esposizioni attorno ad un concept specifico, a meno che non riceva delle richieste legate a monografiche, come avvenuto nel caso della mostra su Salvador Dalì, che aprirò a Chioggia (Ve) in primavera. Non sono mai stato un curatore che ama delegare e preferisco seguire passo passo ogni singolo aspetto del mio lavoro confrontandomi con i professionisti con cui collaboro. Dal concept ricamo l'articolazione del percorso espositivo attraverso le sale, scelgo gli eventuali altri curatori, contatto gli artisti che più possono inserirsi nel contesto della mostra e, subito dopo, inizio il lavoro sul catalogo. Una volta stabilita l'impaginazione generale si tratta poi del momento più avvincente: allestire la mostra!

3) Nel caso della mostra di Bansky che si terrà, dal 9 aprile al 17 luglio, presso il castello di Desenzano del Garda, com’è nata l’idea della mostra su un’artista così misterioso, sfuggevole e rivoluzionario che ha cambiato il modo di vivere l’arte ?

​La mostra che, assieme a Michele Ciolino (l'altro curatore), presenteremo al Castello di Desenzano del Garda, non sarà una mostra di Banksy, ma sul fenomeno Banksy. Oltre alle opere dell'artista di Bristol, infatti, il percorso espositivo comprenderà anche le opere di alcuni dei principali protagonisti della Street Art internazionale come Keith Haring, Obey, Ron English, Invader e molti altri ancora. Le opere di Banksy diventano pretesto per chiedersi cosa sia oggi la Street Art, come sia cambiata e se davvero è cambiata dalla sua nascita e prima diffusione mediatica, avvenuta con la controcultura degli anni Settanta. Sembra, oggi, che il tempo del mondo metropolitano, tanto caro a Taki 183, sia finito, ma non quello del sistema underground e dei circuiti alternativi. Come la pittura a buon fresco, anche i lavori su muro assumono un significato allegorico che va contestualizzato nella società contemporanea e in questo appuntamento cercheremo di fare un nuovo punto della situazione.bansky

4) Il luogo sarà lo straordinario castello che domina la città di Desenzano, quindi la mostra avrà in sé anche un forte messaggio sociale da trasmettere?

​In Italia viviamo l'urgenza di destinare spazi nuovi alle esposizioni artistiche per ricreare un circuito culturale che sembra essersi perso da diversi anni. Questa sede espositiva magica ed affascinante ne è un perfetto esempio: un'amministrazione lungimirante ha saputo, da ormai diversi anni, guardare oltre la sacralità storica del luogo, permettendo ai linguaggi contemporanei di esprimersi ed essere vissuti dal turismo culturale e non. La mostra sulla Street Art internazionale sarà un nuovo capitolo del percorso culturale intrapreso dall'Amministrazione di Desenzano del Garda e, considerata la sua stessa natura legata alle tematiche sociali, non mancherà di lanciare un messaggio chiaro: che l'Arte e la Cultura vanno supportate con ogni mezzo e in ogni luogo, sia esso la metropolitana, il muro di una città o un Castello di questa importanza.

5) Il titolo della mostra sarà “Banksy è chi Banksy fa!” cosa devono aspettarsi i visitatori? Forse scoprire il lato di se stessi che più si avvicina alla forte personalità che emerge dalle sue opere?

​Il titolo è una provocazione per tutti coloro che ritengono Banksy unicamente un artista Street che, proprio grazie alla sua invisibilità, può apparire e svanire lasciando tracce dietro di sé, ma che di fatto possono essere state realizzate da chiunque. Ci si dimentica troppo spesso di tutte le azioni performative che rendono straordinario il suo percorso artistico: il British Museum, Dismaland, il muro di Gerusalemme, solo per citarne alcuni. Piuttosto di chiedersi chi sia Banksy, sarebbe più opportuno chiedersi cosa sia Banksy. Racconteremo questo mondo sotterraneo non solo attraverso le opere d'arte, ma anche con video, testi critici, pubblicazioni, vinili e molto altro ancora. Credo che la Street Art riesca a coniugare l'urgenza espressiva insita in questi protagonisti con la sensibilità di un pubblico mai indifferente alle tematiche sociali che, solitamente, sono trattate in questi lavori. Il visitatore si ritroverà di fronte al mondo del mistero, della notte e di un circuito alternativo più vivo che mai. Un mondo fatto di colori acrilici e musica underground intrigante e sexy che incendia la scena artistica indipendente dagli anni Settanta in poi.mostra bansky

6) Come sarà articolata la mostra?

​Essendo le sale del Castello molto articolate, abbiamo sviluppato un percorso composto da lavori su tela, legno, carta, scultura, serigrafie firmate, poster e memorabilia selezionati dopo oltre due anni di ricerca. Ma non vorrei svelare troppo...

7) Cosa ti aspetti da questo evento?

​Tutti gli eventi promossi dalla mia agenzia, la MV Eventi, rispondono al motto “Mai paura, supporta la Cultura!”, che ho creato quando ero direttore artistico di Palazzo Pisani di Lonigo (VI). L'obiettivo è di avvicinare sempre di più il pubblico all'emozione che un'opera d'arte può generare. Emozionarci di fronte ad un quadro significa comprenderlo, entrare in sintonia con gli intenti dell'artista, qualunque essi siano, e alla fine perdersi all'interno delle evoluzioni cromatiche insite nella pittura. La Street Art è un messaggio forte, socialmente molto polemico e finalizzato ad un'attenta analisi delle contraddizioni della società contemporanea: siamo sicuri che, attraverso questi artisti, le riflessioni visive ci porteranno ad una maggiore consapevolezza di noi stessi.

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