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L'incredibile storia dell'isola delle Rose, il film

  • Federica Sallustro

isola delle rose netflixTra le uscite cinematografiche più attese su Netflix la storia dell'Isola delle Rose ha davvero dell'incredibile.

L'Isola delle Rose

Agli albori del '68 il giovane ingegnere bolognese Giorgio Rosa, dedica il suo entusiasmo in un'impresa alquanto stramba e nel contempo straordinaria: costruire una vera e propria isola dal nulla, nel bel mezzo del mare Adriatico non distante dalla battuta Riviera Romagnola. Fonda cosi uno stato indipendente, una micro-nazione sospesa su di una piattaforma in acciaio e cemento, fuori dalla giurisdizione italiana e quindi da ogni sua regola perché al largo di acque internazionali.

Il forte senso di ribellione palpabile nell'aria di quei tempi, diventa complice perfetto e funge da enorme cassa di risonanza alla Repubblica Esperantista dell'Isola delle Rose, rendendola fantastica attrazione per i curiosi da ogni dove, attirati a suon di musica e libertà, anche soltanto per il fugace tempo di un drink.

L'origine del film

La pellicola è nata dall'idea del regista Sidney Sibilla, fortemente attratto dalla singolarità della storia stessa scovata per caso su Wikipedia, tanto da desiderare con tutte le sue forze di celebrarla a suo modo, ricordando il forte scalpore che suscitò. Fa in tempo ad incontrare per l'occasione l'eclettico Ing. Rosa, poco prima della sua scomparsa nel 2017, all'età di 92 anni.

Il medesimo creatore della saga di "Smetto quando voglio" vuole mettere in scena ancora una volta, forse in maniera un po' meno scanzonata ma comunque meravigliosamente leggera, accattivante e scorrevole, i sogni in grande di un genio ribelle.

LA TRAMA DEL FILM (contiene SPOILER)

Il cast vanta grandissimi interpreti, primo su tutti Elio Germano, che nelle vesti del protagonista e in un perfetto accento bolognese, domina subito dalla prima scena. 

Dalla Corte di Strasburgo, dove giunge a bordo della sua fantomatica invenzione a quattro ruote non omologata,  per richiedere il riconoscimento ufficiale del suo stato, è tutto un flashback.

Sulla scia di questa forte allergia all'omologazione, si butta a capofitto nella sua folle impresa, arrivando con orgoglio a concretizzarla, tirando su pezzo dopo pezzo una piattaforma di 400 metri quadrati con l'aiuto del prezioso amico Maurizio Orlando (Leonardo Lidi).

Da lì a poco il caso, un fantastico crescendo di simpatica sregolatezza, mai esagerata, con le fattezze di una grossa discoteca a cielo aperto, in mezzo al mare.

Per 55 giorni dalla riviera romagnola a oltre confine non si parlerà d'altro. C'è addirittura chi ne chiede la cittadinanza.
Nel frattempo, ospiti fissi come l'apolide tedesco Neumann (Tom Wlaschiha), la barista, futura ragazza madre Franca (Violetta Zironi) e Pietro (Alberto Astorri), primo abitante ufficiale naufragato, si adoperano per far funzionare il tutto alla perfezione.

La sintonia è perfetta: si stampano monete, francobolli e passaporti, si ufficializza persino una lingua, l'esperanto.

Sullo sfondo la storia d'amore travagliata tra Giorgio Rosa e l'ex ragazza Gabriella (Matilda De Angelis), al quale frappone sentimenti controversi, senza quasi mai riuscire a prenderlo sul serio.

È forse questo il motore che spinge il ragazzo a volersi distinguere, uscendo in maniera così esagerate dagli schemi?

Nel mentre e di contro per qualche strana ragione, le forze politiche italiane dell'epoca, sorrette dalla scanzonata interpretazione di due mostri sacri come Fabrizio Bentivoglio e l'irriconoscibile Luca Zingaretti, rispettivamente nei panni di nei panni del Ministro della Difesa Franco Restivo e del Presidente del Consiglio Giovanni Leone, i quali con ogni mezzo tenteranno di affossare quel simbolo di libertà alquanto scomodo, secondo i dettami ordinari di allora.

Dopo l'epilogo ormai noto, Rimini fa sentire la sua voce attraverso alcuni manifesti affissi per la città: 

"Nel momento della distruzione di Isola delle Rose, gli Operatori Economici della Costa Romagnola si associano allo sdegno dei marittimi, degli albergatori e dei lavoratori tutti della Riviera Adriatica condannando l'atto di quanti, incapaci di valide soluzioni dei problemi di fondo, hanno cercato di distrarre l'attenzione del Popolo Italiano con la rovina di una solida utile ed indovinata opera turistica. Gli abitanti della Costa Romagnola."

La scomparsa dell'Isola delle Rose lascia un velo malinconico di amarezza ed empatia nei confronti del protagonista e mai come in questo terribile momento storico dettato da rigorose regole e restrizioni, desideriamo  sciogliere le catene al più presto per tornare alla semplicità di una vita incredibilmente ordinaria.

Ed è proprio alle ultime battute del film che il ritorno all'ordinario negli occhi di Rosa, assume un sapore completamente diverso, quasi straordinario. 

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