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Il genderless fashion e il trionfo della moda unisex

  • Alessia La Rosa

moda genderfluid

Oltre ad essere una tendenza, la moda gender free o gender fluid o il genderless fashion è prima di tutto un movimento, che abbatte gli stereotipi di genere e invoca la libertà di espressione. Ma andiamo con ordine, cos’è il genderless fashion? Per i pochi che fino ad ora hanno vissuto su Marte, il genderless fashion è il totale abbandono della netta distinzione tra maschile e femminile, è l’utilizzo di capi d’abbigliamento, accessori e colori senza alcuna differenza di genere. Tutto questo può essere riassunto in una semplicissima espressione, è infatti il trionfo dell’unisex. Niente più rosa per le femminucce e blu per i maschietti, la moda gender fluid non fa distinzioni, l’unica regola è sentirsi se stessi.

Il gender free nella sartoria di lusso

E’ Giorgio Armani sin dall’inizio della sua colossale carriera a intercettare nella sua visione stilistica quello che sarà il futuro della moda e cioè l’assenza totale della distinzione tra capi e tessuti necessariamente o per uomini o per donne. La classe e l’eleganza delle sue linee hanno permesso di abbattere tutte quante le barriere di genere, valorizzando il fascino dell’androginìa. Disegnando smoking e abiti dal taglio maschile per le donne e utilizzando tessuti comfort per gli uomini, tutto questo, a partire dal 1975, anno della sua prima collezione.

Oggi stilisti come il visionario Alessandro Michele, direttore creativo della maison Gucci e il futuristico Nicolas Ghesquière, creative director di Louis Vuitton, improntano tutto il loro lavoro sulla scomposizione del tradizionale dualismo di genere, disegnando collezioni con abiti e accessori che prescindono dall’essere solo e unicamente per uomini o per donne. Tutto questo pare piacere molto a questo bellissimo mondo, desideroso di vivere la moda come espressione della propria essenza e della propria personalità, esigenze che vanno ben oltre una semplice distinzione tra femminile e maschile. 

Non solo alta moda

Anche Zara, il colosso dell’abbigliamento spagnolo, con il lancio della linea “Ungendered” ha la stessa missione: essere se stessi ed essere se stessi “comodamente”. Ecco un tripudio di shorts larghi e uniformi, felpe e t-shirt per lui, per lei, che importa, per tutti. La linea è stata pensata infatti per essere indossata senza rivedersi necessariamente in una identità binaria di genere. I colori sono neutri, le stampe quasi inesistenti, i tagli morbidi e poco aderenti. Ovviamente ad una fetta di pubblico la collezione non è piaciuta, considerata troppo poco femminile più tendente al mascolino, beh, a noi il messaggio lanciato da Zara piace: essere se stessi è una bella cosa e potere indossare liberamente qualsiasi capo senza la paura che il colore possa essere “da femmine” e il tessuto “da maschi” è un bellissimo passo avanti.

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Icone gender fluid

Sempre siano lodati Harry Styles, Timothée Chalamet e Jaden Smith. Icone genderless fashion, sono il volto di una nuova virilità. Orecchìni e ruches, tutine, gonne, fasce, sono costanti nei loro outfit da red carpet. Il risultato? Wow. Ricordiamo ancora con una lacrimuccia sul viso, lo splendido Harry Styles al Met Gala 2019 in Gucci: tutina nera con top trasparente ornato da volant e pizzo e un orecchino con perla. Il suo look firmato e coordinato a quello di Alessandro Michele, era uno tra i più attesi e come potete vedere, ancora a distanza di un anno se ne parla e se ne parla bene.

Ma andiamo avanti, il volto cinematografico del momento Timothée Chalamet ci ha fatto innamorare del suo Elio in “Call me by your name” nel 2017. Chalamet è però, anche il re dello smoking rosa e i suoi look non sono mai, come posso dire, banali. Paillettes e stampe floreali dominano il suo armadio super glamour, arrivando addirittura ad essere definito l’uomo più influente della moda maschile. Jaden Smith, cantante, attore, figlio degli Smith più famosi degli USA, è stato scelto da Louis Vuitton come testimonial di una campagna pubblicitaria in cui indossava una gonna fino al ginocchio e un chiodo in pelle nera per cui qualcuno forse ucciderebbe.

Ma non ci sono solo icone genderless fashion oltreoceano, un italianissimo Achille Lauro ci ha piacevolmente stupito in fatto di moda durante le sue performance canore al festival di Sanremo 2020. Se non sapete di cosa sto parlando dovete rimediare al più presto, ma ne dubito. Lauro ha infatti fatto la storia con i suoi look super fluid, caratterizzati dall’utilizzo di gonne, fermagli, parrucche, mantelli, tacchi, perline e lustrini, vincendo il festival in materia di look. D’altronde essere se stessi è sempre una mossa vincente, sapete perché? Perché va di moda.

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