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La regina degli scacchi di netflix, è anche regina di stile

la regina di scacchiPhoto credit: Courtesy / Netflix

Anche gli scacchi hanno la loro queen, non solo in pedana, ma anche di stile

Se non avete ancora visto «La regina degli scacchi» su Netflix dovete rimediare.

In onda su Netflix la miniserie La Regina degli scacchi, tratta dal romanzo omonimo di Walter Travis del 1983, è da svariati giorni sulla bocca di tutte le fashioniste. Le splendide mise retrò della protagonista vi manderanno in estasi. E vi faranno venire voglia di indossare, anche oggi, quei capi evergreen.
brooklyn museum

Gli outfit vanno in mostra

Ambientato tra gli anni '50 e '60, i look indossati da Beth sono dei piccoli gioiellini di sartoria, tanto che il Brooklyn Museum di New York ha deciso di dedicare loro una mostra. Attenzione, non è un'esposizione qualunque, ma una mostra virtuale e visitabile gratuitamente a questo link: www.thequeenandthecrown.com.

la regina degli scacchi 2Photo credit: Courtesy / Netflix

Anya Taylor-Joy nei panni di Beth

Anya Taylor-Joy è magnetica nei panni di Beth: il suo personaggio è ipnotico grazie agli occhi da cerbiatto, i capelli rossi e un look d'impostazione retrò. 

La giovane Beth ha un caschetto con frangetta corta, mentre la sua divisa quotidiana è composta da un maglioncino ceruleo e dalle scarpe stringate portate con i calzini corti. Il guardaroba è  rigoroso, per niente vezzoso e colorato.

la regina di scacchi 3Photo credit: Courtesy / Netflix

Il Glamour della regina di scacchi

Dal taglio severo delle prime puntate ambientate all’orfanotrofio, gradualmente gli outfit fanno un significativo upgrade. Abiti dal Dna à la page e magnificamente Fifties e Sixties, omaggi alle icone del periodo da Jean Seberg a Edie Sedgwick, allo stile Mod dell’epoca e ai grandi couturier che hanno reso favolosi quei decenni, da André Courrèges a Pierre Cardin, si avvicendano sullo schermo;
Vestiti a trapezio, colletti Peter Pan, cappottini che piacerebbero a Jackie Kennedy, bluse leggiadre, gonne in seta, tubini bon ton, senza contare le mise tartan, i capisapalla a quadri e l’uso chic del black & white, tutti rimandi alla scacchiera.

L’ispirazione per i costumi

La costume designer ha spiegato che ogni mise è in un certo qual modo influenzata dai luoghi in cui si svolgono le competizioni. «Quando Beth è a Parigi, ad esempio, acquista un abito nero e beige ispirato ai celebri modelli di Pierre Cardin degli anni ‘60. Quando invece si reca a Mosca per il torneo finale, tra i suoi key pieces c’è un cappotto a scacchi. Un pezzo molto più sofisticato rispetto a quelli precedenti, scelto per evocare la sua ritrovata fiducia in sé stessa».

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