Giacomo Quarenghi: un illustre personaggio lombardo

giacomo quarenghiIl personaggio di cui vi voglio parlare in quest'articolo è sicuramente ai più sconosciuto, a meno che non sia un architetto o uno studioso d'arte. Eppure è stato un uomo che ha tenuto alto l'estro e la genialità italiana, in questo caso in terra russa, il cui nome è Giacomo Antonio Domenico Quarenghi.

Il Quarenghi nasce nel 1744 a Capiatone, frazione di Rota, in Valle Imagna in terra bergamasca. Il padre, notaio, lo avrebbe voluto avvocato o sacerdote, tanto che lo inviò a studiare nel Collegio Mariano di Bergamo, con formazione umanistico-letteraria, con studi di latino e greco.

Invece Giacomo preferì seguire la propria inclinazione per l'arte, ovvero la pittura, che aveva appreso dal nonno Francesco che aveva riempito dei suoi dipinti molte chiese della valle bergamasca. Fu così che Giacomo frequentò alcune botteghe di pittori locali, poi decise di trasferirsi a Roma dove fu preso a bottega dal pittore ritrattista tedesco Anton Raphael Mengs.

Un giorno al Quarenghi gli capitò tra le mani una copia dei “Quattro libri dell'architettura” dell'Andrea Palladio; fu una folgorazione, infatti, si diede a studiare i tanti Monumenti presenti in Roma, tanto da abbandonare il pennello per dedicarsi anima e corpo all'architettura. Si diede a frequentare personaggi come Giovan Battista Piranesi, e viaggiando in diverse città italiane per conoscere i grandi monumenti che hanno fatto la storia: quelli del Palladio, del Bramante, di Giulio Romano, tanto per citarne alcuni.

Oltre ai monumenti conobbe anche l'amore nella bergamasca Maria Fortunata Mazzoleni, che sposò e da cui ebbe ben quattordici figli. Arrivò l'anno 1779 e, in terra russa, la zarina Caterina II di Russia, che considerava l'Italia un punto di riferimento artistico, appena divenuta imperatrice mandò in pensione l'architetto italiano Bartolomeo Rastrelli che aveva costruito per lo zar Pietro il grande la sua imponente reggia, e inviò in Italia il barone Johan Friedrich Reiffenstein per cercare architetti adatti a un suo progetto.

Questi, giunto in Italia si diede al compito per cui era stato inviato e alla fine trovò due architetti che potevano essere all'altezza dei compiti che l'imperatrice aveva in mente di realizzare, uno era il Quarenghi e l'altro tale Giacomo Trombara di Parma che con il barone raggiunsero la terra di Russia e furono ricevuti dalla zarina. Si misero subito al lavoro nello stendere progetti e idee, e quelle del Quarenghi ebbero il favore dell'imperatrice.

Ecco un elenco degli edifici costruiti dal Quarenghi a San Pietroburgo in Russia:

  • Il Collegio degli Affari Esteri.
  • Il Palazzo Bezborodko
  • La Banca di Stato
  • L'Accademia delle Scienze
  • Il teatro dell'Ermitage
  • L'Istituto Caterina
  • L'Istituto Smolny per le fanciulle nobili
  • Il Maneggio della Guardia a Cavallo
  • Le botteghe presso Palazzo Anickov
  • L'Arco di Trionfo di Narva

Anche a Mosca il Quarenghi lasciò la sua impronta, e precisamente:

  • Il Palazzo Ostankino
  • Il rifacimento del Palazzo di Caterina II

Un architetto italiano che ha portato fama non solo a se stesso, ma all'arte e al genio italiano. Morì nel marzo del 1817 in terra russa e le sue spoglie riposano nel cimitero del Monastero di Nevskij.

Non si può non ricordare altri artisti italiani che hanno operato in Russia, quali ad esempio di pittori triestini Felice e Natale Schiavoni; il già citato Francesco Bartolomeo Rastrelli, architetto alla corte di Pietro il Grande; Silvio Dagnini cui lo zar Nicola II commissionò un l'edificio di una centrale elettrica e altre opere, facendo della Russia una grande potenza industriale.

Insomma, ancora una volta i figli d'Italia si sono fatti onore, e questo, ancora oggi 2020 deve essere di incitamento e di orgoglio per riportare il nostro Paese al posto che giustamente gli spetta nel campo dell'Arte e non solo.

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