Paolo Conte: istrione della canzone d'élite italiana

paolo contePaolo Conte, almeno per me, un genio e un istrione della canzone d'élite italiana. Nasce ad Asti nel 1937 da una famiglia agiata e appassionata di musica, dove Paolo, ancora in giovane età, apprende i primi rudimenti del pianoforte, inoltre la passione per la musica americana dei genitori lo porta ad apprezzare il jazz sin dall'infanzia.

Paolo si diploma al Liceo Classico Vittorio Alfieri di Asti laureandosi in giurisprudenza all'Università degli studi di Parma e iniziando la sua carriera lavorativa presso lo studio notarile del padre. Tuttavia coltiva la sua passione per la musica e così impara a suonare il trombone e poi il vibrafono, entrando in diversi complessi cittadini quali ad esempio: la Jazz Band e la The Lazy River Band Society.

Apre, presso l'Associazione Alpini della cittadina, l'Unione Studenti Medi Astigiani come circolo musicale, ed esibendosi tutti i sabato pomeriggio dalle 16 alle 19,30. Alcuni locali lo vedono protagonista con la sua "Barrelhouse Jazz Band" così come in alcuni festival cittadini. Conte partecipa alla quarta edizione del "Quiz Internazionale di Jazz" a Oslo, in Norvegia, classificandosi terzo.

L'inizio degli anni Sessanta lo vedono protagonista nel fondare un nuovo gruppo, il "Paul Conte Quartet", con alla batteria il fratello Giorgio. Inizia a scrivere le sue prime canzoni, ad esempio "Ed ora te ne vai", cantata dalla cantante e conduttrice televisiva Giovanna – Vanna – Brosio, e "L'ultimo giorno" cantata da Carla Boni. Adriano Celentano ottiene un certo successo con la canzone "Chi era lui", ma la canzone che più è entrata nel cuore degli italiani è "Azzurro", poi ripresa dalla stesso Conte nel suo primo album live "Concerti". Collabora col maestro compositore Michele Virano portando altre canzoni al successo.

Offre a Enzo Jannacci la canzone "Messico e nuvole" che porterà al successo con la sua estrosità interpretativa. Conte pare prendere la decisione di abbandonare la musica per dedicarsi alla professione di avvocato, tuttavia il produttore discografico Italo Greco lo convince a presentare lui stesso le sue canzoni, infatti, per la RCA italiana esce il suo primo 33 giri dal titolo "Paolo Conte". Questo determina la sua definitiva svolta come cantautore. L'album non ottiene il successo sperato, tuttavia è impossibile dimenticare "la fisarmonica di Stradella", "Una giornata al mare", "Onda su onda" donata a Bruno Lauzi.

Per chi segue Paolo Conte non può non conoscere la sua leggenda musicale dedicata "all'uomo del Mocambo", che identifica quest'ultimo in un proprietario di un bar immaginario descrivendone la storia e l'ambiente, identificato, ad esempio, nelle canzoni "Gli impermeabili", "La ricostruzione del Mocambo" e "La nostalgia del Mocambo". Canzoni che non si possono dimenticare sono "Genova per noi", "La Topolino amaranto", "Pittori della domenica". Nel 1977 partecipa alla trasmissione televisiva di Lucio Dalla, il futuro dell'automobile e altre storie. Il Club Tenco, cui Conte aderisce diviene il suo trampolino di lancio, esibendosi al teatro Ariston di Sanremo.

Nel 1979 esce "Un gelato al limon", che contiene anche la famosa canzone "Bartali", ottenendo un buon successo di pubblico. Paolo Conte diventa un autore internazionale, la sua musica e il suo modo di cantare presentano un fascino particolare cui è difficile resistere, tanto che nell'aprile del 2003 riceve dall'Università degli Studi di Macerata la Laurea Honoris Causa in Lettere Moderne. Non solo però la musica, infatti, Paolo Conte è anche pittore, dipinge per il 40° Palio di Asti, ricevendo nel maggio del 2007 dall'Accademia di Belle Arti di Catanzaro la Laurea Honoris Causa in pittura.

Moltissimi sono i premi e i riconoscimenti ottenuti dall'artista, partendo dal Premio Tenco alla carriera del 1983 arrivando al 2017 con il riconoscimento di Professore ad Honorem in Linguaggi musicali della contemporaneità. Ecco alcune onorificenze conseguite: Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana – Chevalier dans l'Ordre des Arts et Lettres, a Parigi – Medaglia d'oro ai benemeriti della Cultura e dell'Arte.

Molto ancora ci sarebbe da scrivere, ma qui mi fermo, invitandovi però ad ascoltare la sua musica e le sue canzoni.

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