Verdi: Un ballo in maschera, La forza del destino e Don Carlos

viva verdi Continuiamo la retrospettiva di Verdi con il trittico di opere che, dal 1859 al 1867,  vedono il compositore avvicinarsi al gusto tipicamente francese della Grand  Opera, con balletti e scene di massa. 
 
 La prima è Un ballo in maschera, opera in tre atti, su libretto di Antonio Somma   ispirato al libretto di Eugene Scrive per il dramma Gustave III, ou le Bal Masquè di   Auber. La  prima rappresentazione avvenne il 17 febbraio 1859 al Teatro Apollo di  Roma.
 
I protagonisti sono: Riccardo, il conte di Warwick - Renato, il suo segretario - Amelia, moglie di Renato - Oscar, un paggio - Silvano, un marinaio - la zingara Ulrica. 
 
Trama:
 
Nella Boston coloniale Riccardo, governatore della cittadina. è da sempre innamorato di Amelia, la sposa di Renato, il suo segretario nonchè il suo miglior amico. Durante presso la nota indivina Ulrica, Riccardo apprende che la sua morte è imminente, ma non gli da peso. Quella stessa notte il giovane incontra in un campo Amelia, che gli rivela di amarlo, ma anche che non vuole tradire il marito, Causalmente Renato scopre tutto e, disperato, accetta di uccidere Riccardo per conto di un gruppo di cospiratori deciso a rovesciare il regime inglese. Durante un ballo mascherato Renato pugniala mortalmente Riccardo che prima di morire gli rivela che Amelia non lo ha mai tradito e perdona i congiurati. 
 
Dalla scena Seconda, atto Primo:
 
RICCARDO:
 
La rivedrà nell'estasi
raggiante di pallore...
E qui sonar d'amore
la sua parola udrà, sonar d'amore.
O dolce notte, scendere
tu puoi gemmata a festa: ah!
Ma la mia stella è questa,
che il ciel non ha!
 
La seconda è La forza del destino, opera in quattro atti, su libretto di Francesco Maria Piave, dal dramma Don Alvaro o la Fuerza del Sino del duca di Rivas. La prima rappresentazione avvenne il 10 novembre 1862 al Teatro Imperiale di San Pietroburgo.
 
I protagonisti sono: Donna Leonora di Vargas - la zingara Preziosilla - Don Alvaro - Don Carlo, il fratello di Leonora - Il padre guardiano - Fra Melitone - Il marchese di Calatrava, padre di Leonora.
 
Trama:
 
Alla fine del Seicento in Spagna Leonora, figlia di un marchese, decide di fuggire con Alvaro, discendente di una nobile famiglia azteca, ma durante la fuga rimane ucciso per errore il padre della ragazza. A causa della tragedia Carlo, fratello di Leonora, dà la caccia ai due amanti che, ben presto, prendono strade diverse. Mentre Leonora entra in un convento Alvaro si arruola nell'esercito dove fa amicizia con Carlo che però, dopo aver scoperto la sua vera identità lo sfida a duello. Sconvolto da tutto questo, Alvaro prende i voti monastici, ma Carlo lo ritrova e lo sfida a un nuovo duello, dove ha la peggio. Nel tentativo di salvare l'amico e rivale, Alvaro riabbraccia finalmente Leonora che però viene uccisa sotto i suoi occhi da Carlo, che muore subito dopo. 
 
Dalla scena Seconda, atto Primo:
LEONORA:
 
Me pellegrina ed orfana
lungi dal natio nido
un fato inesorabile
trascina a stranio lido...
Colmo di triste immagini,
da' suoi rimorsi affranto
è il cor di questa misera
dannato a eterno pianto...
Ti lascio, ahimè, con lacrime,
dolce mia terra!... addio.
Ahimè, non avrà termine
sì gran dolore!... Addio.
 
La terza è Don Carlos, opera in cinque atti, su libretto di J. Mery e C. Du Locle, dall'omonimo dramma di Schiller. La prima rappresentazione avvenne l'11 marzo 1867 all'Opera di Parigi.
 
I protagonisti sono: Elisabetta di Valois, regina di Spagna - La principessa di Eboli - Don Carlos, erede al trono di Spagna - Rodrigo,il marchese di Posa - Filippo II, il re di Spagna - Il Grande Inquisitore - Un frate.
 
Trama: 
 
Alla fine del Cinquecento in Spagna Don Carlos, l'infelice erede al trono, è segretamente innamorato della matrigna Elisabetta, figlia del re di Francia. Ma la principessa di Eboli, dama di compagnia della regina, scopre tutto e denuncia i due all'Inquisizione. Il re Filippo, per salvare il figlio e erede, chiede aiuto all'Inquisitore che però gli chiede in cambio di incastrare il marchese di Posa, da sempre caro amico di Carlos. L'accordo riesce e il marchese viene ucciso mentre Carlos riesce a fuggire dalla prigione del palazzo reale. Tuttavia Filippo decide di uccidere i due amanti, ma un monaco misterioso salva la vita di Carlos, che scompare per sempre dal mondo. 
 
Dall'atto Quinto, scena Prima:
ELISABETTA:
 
Tu che la vanità conoscesti del mondo
E godi nell'avel il riposo profondo,
Se ancor si piange in cielo, 
piangi sul mio dolor,
E porta il pianto mio al trono del Signor.
Si! Carlo qui verrà! 
che parta e scordi ormai,
A Posa di vegliar sui giorni suoi giurai,
Ei segua il suo destin, 
la gloria il traccerà,
Per me, la mia giornata a sera è giunta già!
Francia, nobil suol, 
si caro ai miei verd'anni!
Fontainebleau! 
ver voi schiude il pensier i vanni.
Eterno giuro d'amor 
là Dio da me ascoltò,
E quest'eternità un giorno sol durò.
Tra voi, vaghi giardin 
di questa terra ibéra,
Se Carlo ancor dovrà fermare i passi a sera
Che le zolle, i ruscelli, i fonti, 
i boschi, i fior,
Con le lor armonie cantino il nostro amor. 
Addio, bei sogni d'or, illusion perduta! 
Il nodo si spezzò, la luce è fatta muta! 
Addio, verd'anni ancor! 
cedendo al duol crudel, 
Il core ha un sol desir: la pace dell'avel!
Tu che le vanità conoscesti del mondo 
E godi nell'avel d'un riposo profondo, 
Se ancor si piange in cielo, 
piangi sul mio dolor, 
E il tuo col pianto mio reca a' piè del 
Signor.
 

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