Castello di San Lorenzo de' Picenardi: storia, visite e come arrivare da Milano

A circa 90 chilometri da Milano, nel cuore della pianura cremonese fra campi e corsi d'acqua, si trova il Castello di San Lorenzo de' Picenardi: uno dei complessi nobiliari meno noti ma più scenografici della Lombardia. Origini documentate a partire dal XV secolo, facciata teatrale ottocentesca, sei torri merlate che si stagliano sul paesaggio piatto — il classico posto che sembra di stare in un altro tempo, perfetto per una gita fuori porta da Milano che non sia la solita.
Si trova nella frazione di San Lorenzo de' Picenardi, a poca distanza dal capoluogo comunale di Torre de' Picenardi. Qui, a pochi minuti d'auto, si può visitare anche Villa Sommi Picenardi, altra residenza nobiliare con uno dei primi giardini all'inglese realizzati in Italia: le due visite combinate sono la formula classica per chi decide di dedicare una mezza giornata al borgo cremonese.
La storia: dai Visconti alle famiglie Lorenzoni e Nicoli
Le prime notizie documentate del castello risalgono al 19 aprile 1428, quando in un accordo tra il duca di Milano, Firenze e Venezia, San Lorenzo de' Picenardi con altre terre cremonesi viene consegnata ai veneziani. È probabile però che l'impianto originario sia più antico: le mura esterne, mai rimaneggiate nel tempo, sono di origine altomedievale.
Il castello appartenne inizialmente a Ludovico da Cremona, armigero di Filippo Maria Visconti, e dopo la sua morte passò ad Andreotto del Mayno, parente di Francesco Sforza. Alla fine del Quattrocento era di Stefano Picenardi, figlio del podestà di Mantova e fratello della Beata Elisabetta Picenardi: alla sua morte nel 1516 la proprietà venne divisa tra i figli Leonardo, Alessandro, Annibale e Cleto.
Nel 1534 il conte Alessandro Gonzaga acquistò il castello, ma dopo una lunga battaglia legale con la famiglia Crema, nel 1546 il complesso fu venduto al nobile Giovanni Carlo Affaitati con il permesso dell'imperatore Carlo V. A partire dal 1731, per circa due secoli, il castello fu residenza dei Conti Crotti Calciati — fu sotto la loro proprietà che, a partire dagli anni Venti dell'Ottocento, la residenza venne completamente rimaneggiata da Luigi Voghera, diventando uno dei più importanti esempi di revival castellato del territorio cremonese.
Nel 1939 il castello passò alla nobildonna cremonese Angiola Soregaroli Cappelli Agarossi, i cui discendenti lo mantennero fino al 1999, quando fu acquisito dalle famiglie Lorenzoni e Nicoli, attuali proprietari. Sotto l'attuale gestione il castello ha ricevuto interventi di restauro conservativo ed è oggi utilizzato come dimora storica, location per matrimoni ed eventi, e aperto a visite guidate su prenotazione.
Architettura e ambienti
Un punto importante da chiarire: la facciata scenografica che oggi vediamo non è medievale. L'impianto quattrocentesco è stato profondamente rielaborato da Luigi Voghera — lo stesso architetto che progettò il giardino all'inglese di Villa Sommi Picenardi — nella prima metà dell'Ottocento, in piena stagione del revival castellato. Le sei torri merlate e la grande facciata teatrale sono opera ottocentesca; solo le mura esterne sono genuinamente altomedievali.
Attraversata l'antica cerchia muraria si accede a una corte interna dominata da una torre merlata centrale con lo stemma del casato, che sovrasta l'ingresso principale. Un ponte in ferro e legno dà accesso al portone centrale — dove un tempo entravano carri, cavalli e carrozze verso l'ampio cortile.
Gli ambienti visitabili includono:
- Sale di rappresentanza in stile neoclassico, frutto della ristrutturazione ottocentesca
- Una grande sala da ballo
- Salottini arredati e appartamenti privati
- La cappella privata della dimora
- Le cantine sotterranee
- I cortili e giardini, con un'elegante vasca ottocentesca dalla forma conica con frontale in muratura e bordi laterali
- Oltre ai locali di servizio tipici di un complesso agricolo autosufficiente: stalle, scuderie, forno, macello, pollai
Come visitare il castello oggi
Il Castello di San Lorenzo de' Picenardi è di proprietà privata. Le visite sono organizzate su prenotazione, secondo modalità che sono cambiate rispetto al passato: oggi non ci sono più aperture individuali con orari fissi — il percorso tipico passa da gruppi, scuole e comitive organizzate.
Informazioni pratiche (aggiornate al 2026):
- Indirizzo: Via Verdi 25, frazione San Lorenzo Picenardi, 26038 Torre de' Picenardi (CR)
- Contatto principale: Dott.ssa Flavia Lorenzoni — 335 6931143 / 329 8130260
- Telefono: 0375 395012
- Email:
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Modalità: visite guidate su prenotazione per gruppi, scuole e comitive (verificare disponibilità in funzione di eventuali eventi privati come matrimoni o banchetti)
- Abbinamento con Villa Sommi Picenardi: sì, durata della visita combinata circa 2 ore. La Villa Sommi Picenardi è gestita dalla Pro Loco di Torre de' Picenardi ed è aperta domenica pomeriggio e festivi da aprile a ottobre
Chi viaggia da solo o in coppia e non ha un gruppo organizzato può verificare le aperture straordinarie programmate da circuiti come Villago (turismo esperienziale) o dalla stessa Pro Loco locale, che periodicamente organizza passeggiate guidate tematiche tra il capoluogo Torre de' Picenardi e le frazioni, con visita inclusa al castello.
Come arrivare da Milano
Il castello si trova a circa 1 ora e 30 minuti da Milano in auto. Percorso consigliato:
- In auto: A1 Milano-Bologna, poi A21/E70 (autostrada dei Vini) direzione Brescia-Piacenza, uscita Cremona. Da Cremona proseguire sulla SP10 in direzione Torre de' Picenardi (circa 20 km da Cremona). Distanza totale circa 93 km.
- In treno + auto: treno Milano-Cremona (Trenord, regionale, circa 1h 25min dalla Stazione Centrale o Porta Garibaldi), poi auto o taxi per gli ultimi 20 km. Non c'è servizio bus diretto comodo.
Cosa vedere nei dintorni
Se la mezza giornata non vi sembra abbastanza, nella zona ci sono diverse mete che valgono una combinazione:
- Villa Sommi Picenardi (Torre de' Picenardi) — la residenza dei Marchesi Picenardi costruita fra XVI e XVIII secolo, oggi della famiglia Cassani. Il suo giardino all'inglese, del 1826 su progetto di Voghera, è uno dei primi esempi del genere in Italia e conserva viali, statue, il tempio di Priapo e quello dorico dedicato a Castore e Polluce.
- Cremona — il capoluogo a 20 km, con la Cattedrale, il Torrazzo (il campanile in muratura più alto d'Europa), il Museo del Violino e la tradizione liutaria.
- Soncino — uno dei borghi più belli d'Italia con la Rocca Sforzesca, a circa mezz'ora dal castello.
- Pieve San Maurizio (frazione di Torre de' Picenardi) — piccola chiesa la cui fondazione risale all'XI secolo, meta di itinerari ciclabili organizzati dalla Pro Loco.
Domande frequenti
Si può visitare il castello senza prenotazione?
No. Il castello è di proprietà privata e le visite sono organizzate esclusivamente su prenotazione per gruppi, scuole e comitive. Chi viaggia da solo o in coppia può aggregarsi a visite programmate dalla Pro Loco o da circuiti di turismo esperienziale, oppure contattare direttamente la proprietà (335 6931143) per verificare la disponibilità in giornate specifiche.
Quanto costa la visita?
Il costo varia in base alla modalità (gruppo organizzato, visita guidata combinata con Villa Sommi Picenardi, passeggiata Pro Loco). Gli itinerari Pro Loco hanno costi indicativi di 10-15 euro a persona. Per visite dedicate o eventi privati è necessario contattare direttamente la proprietà per un preventivo personalizzato.
Il castello è medievale o ottocentesco?
Entrambe le cose. L'impianto originario è documentato dal XV secolo e le mura esterne sono altomedievali. Però la facciata teatrale con le sei torri merlate, le sale di rappresentanza neoclassiche, la grande sala da ballo e la vasca decorativa nel parco sono tutti interventi dell'Ottocento, opera dell'architetto Luigi Voghera: il castello è uno dei principali esempi lombardi del revival castellato, stagione romantica che rielaborava il Medioevo in chiave scenografica.
Si può celebrare un matrimonio al castello?
Sì, il castello è un'affermata location per matrimoni civili e religiosi, oltre che per ricevimenti, eventi culturali e convegni. Gli spazi si prestano anche a set fotografici e pubblicitari. Per informazioni e preventivi fare riferimento ai contatti della Dott.ssa Flavia Lorenzoni.
Vale la pena andarci in giornata da Milano?
Sì, a patto di organizzare bene il viaggio. L'andata dura circa 1 ora e 30 minuti di auto e conviene combinare la visita del Castello con quella di Villa Sommi Picenardi (le due sono a pochi minuti una dall'altra) ed eventualmente con una sosta a Cremona o Soncino. In questo modo si riempie bene una giornata intera. Andare solo per il castello, considerando i tempi di viaggio, rischia di non valerne la pena.
Il castello è accessibile a persone con disabilità?
Essendo un complesso storico con cortili in ciottolato, scale e dislivelli interni, l'accessibilità completa non è garantita. Per esigenze specifiche conviene contattare preventivamente la proprietà per verificare quali ambienti siano raggiungibili e organizzare eventualmente un percorso adattato.
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