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Mantova, la città dei Gonzaga: cosa vedere e storia

  • Redazione MilanoFree.it
Veduta di Mantova specchiata sui laghi del Mincio
Mantova, città dei Gonzaga, specchiata sui laghi del Mincio.

A meno di due ore da Milano, Mantova è uno scrigno prezioso di storia e d'arte, legato indissolubilmente al nome della famiglia Gonzaga. Circondata dai tre laghi formati dal Mincio, Mantua rientra tra le città Patrimonio Mondiale dell'UNESCO — e, dopo averla visitata, è facile capire perché.

Storia e origini

Secondo la leggenda, Mantova deve il nome a Manto, figlia dell'indovino greco Tiresia, che, fuggita dalla Grecia dopo la caduta di Tebe, si fermò sulle rive del Mincio; il figlio Ocno vi fondò una città in onore della madre. Le prime notizie storiche risalgono agli Etruschi, che vi insediarono una colonia, poi sotto i Galli e infine i Romani: qui, nel 70 a.C., nacque il poeta Virgilio, il cittadino più illustre.

Dopo essere stata feudo dei Canossa, nel 1145 Mantova divenne libero comune, fino a quando, nel 1273, Pinamonte Bonacolsi ne assunse il potere dando vita a una delle prime signorie italiane. Il massimo splendore arrivò però con i Gonzaga (dal 1328), grandissimi mecenati: alla loro corte lavorarono il pittore Andrea Mantegna, autore della celebre Camera degli Sposi, e l'architetto Giulio Romano. Estintasi la dinastia nel 1707-1708, la città passò agli Austriaci, poi a Napoleone (1797) e, dopo il Quadrilatero, fu annessa al Regno d'Italia nel 1866 con la terza guerra d'indipendenza.

Piazza Sordello e il Palazzo Ducale

Il cuore politico storico è piazza Sordello, su cui si affaccia il Palazzo Ducale: non un singolo edificio ma un'immensa reggia di oltre 500 stanze, corti e giardini, una delle più vaste d'Europa. Al suo interno, nel Castello di San Giorgio (1395-1406), si trova il gioiello assoluto: la Camera degli Sposi affrescata dal Mantegna, capolavoro della pittura rinascimentale. Sulla piazza si affaccia anche il Duomo (dedicato a San Pietro), che fonde stili diversi — dalla facciata barocca all'interno rinnovato da Giulio Romano.

Scorcio del centro storico di Mantova con i monumenti gonzagheschi
Uno scorcio del centro storico di Mantova.

Piazza delle Erbe, Sant'Andrea e la Rotonda

Poco distante, la scenografica piazza delle Erbe raccoglie alcuni dei monumenti più amati. Domina la Basilica di Sant'Andrea, la chiesa più grande di Mantova e capolavoro di Leon Battista Alberti: progettata nel 1472 con la maestosa facciata a forma di arco trionfale, fu completata nei secoli successivi con l'aggiunta della cupola di Filippo Juvarra. Custodisce la reliquia del Preziosissimo Sangue di Cristo e la tomba di Andrea Mantegna.

Accanto sorge la Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica della città: un edificio a pianta circolare di epoca romanica (XI secolo), legato alla tradizione di Matilde di Canossa, riscoperto solo nel 1906 dopo secoli di trasformazioni. Da vedere anche il Palazzo della Ragione, la Torre dell'Orologio e, lì vicino, la casa detta "del Rigoletto", legata al celebre melodramma di Verdi.

Il Palazzo Te

Fuori dal centro storico si trova l'altro grande capolavoro mantovano: il Palazzo Te, residenza di svago edificata intorno al 1525 su progetto di Giulio Romano per Federico II Gonzaga. Quattro corpi attorno a un cortile centrale e a un ampio giardino chiuso da un'esedra custodiscono ambienti straordinari: la Sala dei Cavalli e soprattutto la celeberrima Sala dei Giganti, dove l'affresco avvolge interamente la stanza raffigurando la caduta dei Titani, in un effetto immersivo che lascia senza fiato.

Musei e curiosità

Merita una visita il Museo Archeologico Nazionale, che racconta Mantova dalla Preistoria ai Longobardi e custodisce i celebri "Amanti di Valdaro", una coppia di scheletri neolitici abbracciati. Gli appassionati di motori non perderanno il Museo Tazio Nuvolari, dedicato al leggendario "mantovano volante", tra i più grandi piloti di tutti i tempi. E per chi ha tempo, da Mantova si raggiunge facilmente Sabbioneta, l'altra "città ideale" dei Gonzaga, anch'essa Patrimonio UNESCO.

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