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Museo Diocesano di Milano: tra Collezionismo e Storia ambrosiana

  • Redazione MilanoFree.it

Il Museo Diocesano Carlo Maria Martini si trova nel complesso di Sant’Eustorgio, uno dei luoghi più significativi di Milano sia dal punto di vista storico e monumentale che da quello simbolico per la storia del cristianesimo, punto di partenza delle processioni di insediamento del nuovo arcivescovo. Il museo nasce per promuovere l’amore per l’arte e impedire la dispersione del ricco patrimonio artistico della diocesi, valorizzando al tempo stesso l’area. Sorge nel secondo chiostro dell’antico convento domenicano, gravemente danneggiato durante la seconda guerra mondiale.

Nella zona ci sono tante cose da vedere: dalle Colonne di San Lorenzo, nei pressi dell’omonima Basilica di San Lorenzo Maggiore, fino al Parco delle Basiliche sul retro della chiesa. Ma vediamo in dettaglio cosa vedere nel museo.

Storia e allestimento

Il chiostro del Museo Diocesano di Milano nel complesso di Sant'Eustorgio

Inaugurato dal cardinale Carlo Maria Martini nel novembre 2001, il museo è stato a lui intitolato nel 2017. Il progetto di allestimento prende in considerazione la struttura ospitante, osservando parametri di accoglienza, sicurezza e corretta comunicazione, oltre a quello dell’esposizione flessibile. Concetto fondamentale, se si pensa che uno dei motivi per cui vale la pena tornare è la continua presenza di mostre temporanee di arte antica e contemporanea, tale da rendere sempre nuovo e vivo il museo storico.

La maggior parte delle opere esposte proviene da donazioni e lasciti, oltre che da alcune chiese della diocesi. La collezione permanente comprende ormai quasi mille opere che coprono l’arco di tempo dal II al XXI secolo: dipinti, sculture, oggetti di oreficeria a tema sacro, corredi liturgici e reperti archeologici. Testimoniano la ricchezza della produzione artistica ambrosiana e l’intensa attività collezionistica in ambito privato ed ecclesiastico.

Il piano terra: dai cortili di Sant’Ambrogio a Lucio Fontana

Al piano terra, nei cosiddetti cortili di Sant’Ambrogio, troviamo un nucleo di opere connesse alla storia e provenienti dalla Basilica del Santo, dal IV al VII secolo. Ad accoglierci il grande clipeo con il busto di Sant’Ambrogio benedicente, capolavoro di epoca ottoniana. Sempre costeggiando il chiostro, vediamo opere dalla diocesi dal XIV al XVI secolo, tra le quali un affresco staccato di Bernardo Luini con la Madonna che allatta il Bambino, interessante anche per le parti che hanno perso l’intonaco e che rivelano il disegno sottostante. Proseguendo ci si trova nella sala dell’Arciconfraternita del SS. Sacramento, con opere sul tema dell’Eucaristia del XVIII secolo.

Sala espositiva del Museo Diocesano con dipinti di arte sacra

Una sala a parte contiene la Via Crucis e altri rilievi in gesso smaltato di Lucio Fontana, raro esempio di delicatezza e forza plastica della sua produzione giovanile. Di seguito la sala a crociera, che presenta alcuni dipinti della fine del XVII secolo e sculture contemporanee di grande pregio della collezione di Walter Fontana: un nome tra tutti Giacomo Manzù, con un bassorilievo con Santo Stefano.

Il primo piano: i fondi oro della Collezione Crespi

La visita prosegue al primo piano con la collezione di sculture lignee Marcenaro e la meravigliosa Collezione Crespi: preziosissimi dipinti su tavola a fondo oro dei secoli XIV e XV, una delle raccolte più significative della diocesi ambrosiana. Tra questi citiamo la Santa Cecilia di Bernardo Daddi, del 1348.

Girando l’angolo ci sono tre corridoi paralleli. Il primo ospita le collezioni di disegni Sozzani e Monti; il secondo opere della Diocesi dal XVI al XX secolo; il terzo opere più antiche, fino al XVI secolo, e la collezione Pozzombelli. In fondo, una stanza ospita la collezione Visconti. Tra i protagonisti di queste aree il Tintoretto con “Cristo e l’adultera”, il Cerano con “La caduta di San Paolo” e Francesco Hayez con una Crocifissione.

L’ipogeo e l’arredo liturgico

Dipinti su tavola a fondo oro della Collezione Crespi al Museo Diocesano

Non bisogna dimenticare di scendere nell’ipogeo per ammirare un rilevante numero di opere di arredo liturgico. Si passa dall’oreficeria con pissidi, ostensori e reliquiari preziosi, a oggetti in avorio e altorilievi. Di fine manifattura segnaliamo uno stendardo processionale del XVIII secolo, ricamato e dipinto in velluto e raso di seta. Qui è conservato anche il Tesoro di San Nazaro.

Un museo vivo

Il museo promuove in maniera moderna il suo stesso sostentamento. Sono sempre ben accette donazioni e lasciti, ed esiste inoltre un’associazione di volontari che opera istituzionalmente all’interno: accoglie e assiste le scuole e i visitatori per ogni progetto o iniziativa proposta. Spesso sono ospitate associazioni culturali che presentano cicli di conferenze o altre attività. Il museo offre poi i suoi spazi più suggestivi — la Sala dell’Arciconfraternita, la Sala Crociera e il Chiostro — in affitto per eventi privati o aziendali.

Orari, biglietti e come arrivare

Il museo fa parte del complesso dei Chiostri di Sant’Eustorgio, insieme al Museo della Basilica.

  • Indirizzo: Corso di Porta Ticinese 95, Milano. La biglietteria ha ingresso unico da Piazza Sant’Eustorgio 3.
  • Orari: da martedì a domenica, 10.00-18.00. La biglietteria chiude alle 17.30.
  • Chiusure: lunedì, oltre a 1° gennaio, 1° maggio, 25 e 26 dicembre.
  • Biglietti: intero 9 €, ridotto e gruppi 7 €, scuole e oratori 4 €. Ingresso gratuito fino a 6 anni.

Attenzione a un dettaglio stagionale: nel periodo estivo la collezione permanente può restare chiusa, con apertura serale riservata alle sole mostre fotografiche. In caso di mostre temporanee orari e prezzi possono variare: conviene verificare sul sito ufficiale prima della visita.

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