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San Giorgio Morgeto: un viaggio nella storia e cultura medievale

San Giorgio MorgetoSan Giorgio Morgeto, fu abitato fin dall’antichità, dal popolo dei Morgeti, le cosiddette gente italiche, che occuparono gran parte della Calabria ionica e tirrenica.  Citato   nelle opere dell’antico filosofo e matematico bizantino Proclo per  i numerosi i resti  delle fortificazioni bizantine del IX-X secolo.

Molti i monumenti di interesse culturale, tra cui il convento bizantino di San Domenico, la chiesa matrice dell’Assunta, la fontana grande, situata nella piazza centrale del paese, l’importante fortificazione Altanum eil castello Medievale, simbolo della città.

Nel centro storico, sorge anche una  biblioteca, utilizzata per vari convegni, intitolata al famoso teologo e filosofo Tommaso Campanella, che proprio nel convento di San Giorgio decise di pronunciare i propri voti.

Due gli eventi più importanti, la festa patronale di San Giorgio Martire, celebrata il 23 di Aprile, e numerose manifestazioni estive organizzate da varie associazioni presenti nel territorio. Tra tutte, quella di maggiore rilevanza è la festa medievale, una suggestiva rappresentazione scenica  nel centro storico del paese, nel mese di Agosto.

All’arte e alla cultura, non manca la tradizione culinaria, lo stoccafisso, piatto tipico della zona, servito con contorni genuini e prelibati che questa bellissima terra offre e il tradizionale Zimbatò, l’antico pasto contadino realizzato con vari tipi di ortaggi.

Il professore Francesco Greco,  insegnate e storico del posto, è uno dei promotori delle iniziative culturali della cittadina.

Professore, un paese piccolo con una grandecultura.  Molti   sono i monumenti storici, a quale epoca risalgono?

La storia di San Giorgio Morgeto si perde nei meandri della storia antica perché il nome stesso del paese vuole ricordare una leggenda, o l’antichissima storia di Morgete, figlio di re Italo (da cui prende nome la nostra nazione) re degli Enotri stanziatosi in Calabria attorno al XI secolo a. C.. Il castello che sovrasta il borgo viene attribuito a Morgete, ma le notizie certe più lontane le abbiamo dopo l’anno 1000 d. C. nel qual e certamente il castello era già eretto e c’era un castellano.

Nel 1400 l’ordine dei domenicani si espande in Calabria costruendo il primo convento a Catanzaro, dopo circa 40 anni il nobile Antonio Caracciolo fondò la Chiesa dell’Annunziata e nel 1524 l’affidò all’ordine domenicano. I domenicani abbandonarono il paese negli anni ’70 lasciando un segno tangibile ancora oggi nella cultura religiosa e nella cultura artigiana del paese.

Molti e altri sono i monumenti, l’arco di San Giacomo  e la fontana bellissima. Per chi volesse, abbiamo costruito un tour virtuale su https://sangiorgiomorgeto.weebly.com allo scopo di dare la possibilità di mostrare le bellezze artistiche e culturali che la storia ha lasciato nel nostro borgo e che sono sconosciute al turismo di massa.

Gli eventi annuali a San Giorgio Morgeto

Due eventi importanti, la festa del patrono San Giorgio Martire e la festa medioevale. Cosa consistono questi due appuntamenti?

Il borgo ha due feste patronali, il 23 aprile la festa di San Giorgio Martire e quella di fine luglio dei due compatroni San Giorgio e San Giacomo, la festa patronale più grossa è quella estiva che accoglie molti emigrati che  per motivi di lavoro rientrano.

L’evento più rilevante è la festa medioevale che l’anno scorso e anche quest’anno non potrà essere celebrata a causa del covid. Il borgo si trasforma e rivive i fasti dell’antichità proponendo ai visitatori un percorso che dalla piazza centrale arriva fino al castello. Lungo il percorso sono previsti moltissimi stand che ripropongono scene di vita medievali con personaggi locali e artisti provenienti da tutta italia. Non può mancare anche un assaggio gastronomico del panino con salsiccia e zimbatò.

Tommaso  Campanella, uno dei più celebri teologi e filosofi della storia, pronunciò i propri voti a San Giorgio Morgeto. Cosa si prova a conoscere questo e cosa significa la cultura per i San Giorgesi?

Non siamo sicuri che Tommaso Campanella abbia pronunciato i voti, sicuramente è stato nel grande convento di San Giorgio per almeno due anni perché il convento stesso era una “universitas” per novizi. Infatti un trattatello giovanile dello stesso sui vulcani, probabilmente venne scritto a San Giorgio poiché dalle celle del convento è ben visibile lo Stromboli, e se il cielo è terso si può vedere ancora oggi la fumata dell’eruzione.

Il fatto che San Giorgio fosse  un centro culturale importantissimo nel ‘600 ha fatto si che un certo modo di vivere e una certa cultura profondamente cristiana diventasse patrimonio comune anche oggi a distanza di secoli. Di quell’antico glorioso momento ci resta la grande biblioteca, purtroppo spogliata dei volumi trasferiti dai domenicani stessi in altri luoghi ma i “segni” della cultura restano come incarnati ancora oggi nella gente e nei modi di fare e di essere.

La cucina tipica di San Giorgio Morgeto

Oltre all’arte e alla cultura, non manca la parte culinaria.

Lo stocco è il tipico piatto della zona, Come si prepara e come può essere gustato?

Oltre lo zimbatò il piatto tipico, popolare è lo stoccafisso norvegese che è diverso dal baccalà. Difficile è stabilirne le origini. Sappiamo che veniva utilizzato nel medioevo assieme alle aringhe affumicate. Qualcuno dice che è stato introdotto nella dieta e nella tradizione dopo il terremoto del 1908 poiché sarebbe stato donato per sopperire alla fame delle popolazioni calabresi che hanno subito i grossi danni del sisma.

Penso, però che l’origine fosse precedente, anche perché sappiamo che nel Concilio di Trento moltissimi prelati utilizzavano lo stoccafisso considerato un piatto povero e dei poveri che, in ogni caso è abbastanza nutriente. Il fatto che il suo costo era abbordabile lo fece diventare anche il pasto del tempo quaresimale, poi l’inventiva e i prodotti locali hanno fatto nascere diverse ricette.

Lo stocco può essere fatto in umido con patate, crudo, arrostito, con la pasta. I ristoranti locali lo preparano in mille modi.

Comunque a proposito di cucina non posso non segnalare altre eccellenze che abbiamo in loco: l’olio extravergine di oliva, la produzione di salumi di alto livello, le ceste in castagno, la produzione dei dolci tipici e mille altre esperienze di artigianato.

Credo che un posto cosi bello, per molti turisti che non lo conoscono, sarà una delle mete preferite da visitare.

A chi possono rivolgersi , nel momento in cui volessero fare un salto a San Giorgio?

Nel sito che ho segnalato ci sono i recapiti di un’associazione i cui volontari possono organizzare delle visite guidate di una giornata.

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