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Santa Paolina: Viaggio nella cultura del tombolo e del greco di tufo docg

santa paolina

Un paese, di circa 1200 abitanti, in provincia di Avellino in Campania, Santa Paolina è uno dei borghi irpini da scoprire.

E’ adagiato su una dolce collina pettinata a vigneto.  L’esposizione,  la terra argillosa e la mano di viticoltori esperti consentono la coltivazione di uve di grande pregio da cui si ricava il Greco di Tufo docg, tra i vini più importanti al mondo. Nel corso dell’ultimo trentennio diversi viticultori sono  diventati anche vinificatori mettendo su piccole ed accoglienti cantine dove è possibile degustare il greco di tufo docg con lo sguardo volto alla campagna con i filari di viti ordinati.

Da visitare la Chiesa in piazza un piccolo gioiello con dipinti seicenteschi  e la statua della santa cui i santapaolinari sono molto devoti. La festa in suo onore si tiene l’ultima domenica di luglio e richiama molti emigranti che vengono  anche dall’estero quale Venezuela, America, Svizzera Germania e Belgio. Adiacente la Chiesa c’è il campanile. Da qui la campana i cui rintocchi ogni quarto d’ora scandiscono il tempo in segno di una civiltà artigianale e contadina che rimane intatta nonostante gli stravolgimenti  della modernità. 

Santa Paolina era un paese di artigiani volto alla produzione di manufatti per l’agricoltura, di commercianti e di agricoltori che oltre al greco producevano anche l’aglianico. Con lo sviluppo tecnologico l’artigianato ha perso importanza per la concorrenza dei prodotti industriali. L’altra eccellenza è  il tombolo chiamato nel dialetto  locale  “pizzillo” da piccolo pizzo. E’ un tipo di lavorazione a carattere femminile molto raffinato che ha resistito alla modernità e si tramanda di generazione in generazione,  grazie alla scuola di tombolo che è organizzata dalla Pro Loco

Abbiamo voluto intervistare il professore Giuseppe Silvestri, che oltre ad essere il presidente della locale Pro Loco, è originario proprio del piccolo paese irpino.

Professore, Un paese immerso nel verde, con tanti tesori da scoprire, perché consiglia ad un turista di venire a Santa Paolina  e a chi può rivolgersi? 

Chi viene a Santa Paolina viene per respirare aria pulita e stare nella quiete del paese e per imparare l’arte del tombolo presso la scuola della pro loco e visitare le cantine del greco di tufo docg. La Pro Loco è senz’altro di aiuto.  Il paese è piccolo e tutti si conoscono. I Santapaolinari sono molto accoglienti e mettono subito il “forestiero” a proprio agio, lo fanno sentire a casa propria. Non c’è traffico né smog. Si può passeggiare comodamente a piedi nel piccolo borgo, vistare la Chiesa i quartieri storici come la Petrarola, o Recchiale, o Cierro oppure recarsi nelle frazioni della campagna come Santa Lucia, Viturano, Picoli, Marotta, a Sala, per ammirare le coltivazioni a greco di tufo. In località fuori i Sportielli si apre un vasto panorama e da lì si può ammirare il Monte Tuoro. Più avanti le persone non giovani si ricordano del Ponte dei Sospiri dove si svolgevano i primi incontri amorosi molto platonici.

Quali sono i beni culturali? 

La Chiesa. Questa sta nella piazza principale ed è molto graziosa. Il visitatore avverte una grande spiritualità. Le pareti sono ricoperte da dipinti preziosi  del seicento di influenza della scuola napoletana. Da ammirare la statua della Santa Paolina dallo sguardo mite che desta emozione e ti incoraggia ad nutrire speranza. A lei sono rivolte le preghiere dei Santapaolinari residenti a Santa Paolina e di tutti quelli sparsi nel mondo. Da fermarsi a fare una preghiera anche alla statua di San Pio.

Un paese ricamato dai vigneti, importante la produzione del greco di tufo, un vino conosciuto per il suo sapore intenso e delicato. 

Il greco di tufo docg è un prodotto ch vede coinvolti solo otto comuni tra cui Santa Paolina con una buona produzione di uve. La coltivazione si è espansa su buona parte del territorio ed il greco di tufo docg è tra le eccellenze a livello mondiale. I viticultori sono orgogliosi del proprio lavoro. Si rendono ben conto che  dalle loro uve si ricava il vino che viene bevuto nei migliori ristoranti nella Costiera Amalfitana ma anche a New York per fare un esempio.

Quali sono le iniziative per valorizzare tutto questo prestigioso prodotto? 

Quando come Pro loco iniziammo agli inizi degli anni novanta ad organizzare le mostre del tombolo e del greco di tufo docg non vi erano aziende vitivinicole locali., La prima mostra l’organizzammo nel locale a piano terra da Fortunato Gambino. Ospitammo tra gli espositori l’azienda Vadiaperti del prof. Antonio Troisi e mi fa piacere ricordare le opere dello scultore in legno Gerardo Iacobacci che per la prima volta esponeva al pubblico. Ovviamente fu organizzata la mostra di tombolo con i lavori messi in esposizione delle pizzillare di Santa Paolina. Negli anni a seguire sempre per il greco di Tufo docg ospitammo anche la famosa azienda Mastroberardino che esporta i vini in tutto il mondo e l’azienda vitivinicola Giulia di Mario Freda  e Giulia Ricciardelli e successivamente Terredoro di Paolo Mastroberadino. Poi venne la volta delle aziende locali:  I Monaci di Santa Lucia frazione di Santa Paolina che presentò la prima bottiglia con l’etichetta. E successivamente sono sorte diverse aziende tra cui  Angela Rosa di Nunzio Aurisicchio, Bambinuto di Marilena Aufiero, Feudo di Castelmozzo di Leopoldo Annicchuiarico, Fattoria De Lilllo, Vigne Irpine, Cantine Linda di Di Marzo, il Vino in vigna di Pellegrino Meoli e l’azienda Ormerere di Cecere. La promozione del greco di tufo docg deve riguardare tuttavia gli otto comuni. Il merito è di tutti questi imprenditori che hanno investito i loro risparmi nella lavorazione e produzione del pregiato vino.

L’arte del tombolo, è una ricchezza per l’intero territorio, un’arte del tutto femminile che si tramanda da madre in figlia, in cosa consiste  questa prestigiosa abilità creativa, che ha reso noto  questo paese in tutto il mondo e quali sono gli eventi che vengono si svolgono inerenti  a quest’ attività? 

L’arte del tombolo si è sviluppata da secoli a Santa Paolina e a Montefusco. Del tombolo si parla negli atti notarili del 1600 nei contratti di promessa di matrimonio in cui la promessa sposa si impegnava a portare in dote i beni concordati tra cui lavori in pizzillo. Iandoli Felice volentieri metterà molto volentieri a disposizione del “forestiero o meglio forestiera” le ricerche storiche. Si comprende subito che a Santa Paolina il tombolo è un’arte antica e le pizzillare sono bravissime. In  passato le pizzillare producevano coperte a tombolo e pizzi antichi che vendevano, con i soldi ricavati mandavano avanti la famiglia e i figli a scuola. La foglia d’uva è tra le più complesse lavorazioni come pure la spina di pesce e i pizzi antichi che spesso prendono i nomi locali tra cui “a centra ieallo” “o rummulillo” “a via nova”ed altri ancora. A Santa Paolina si può imparare l’arte del tombolo moderno. Ma non sveliamo tutto. 

 Molti i cittadini, che hanno lasciato questo territorio, molti sono emigrati  all’estero,  amano spesso tornare essendo legati da un profondo legame a questo paese. Quale il legame, quali i sentimenti che si provano per questo paese? 

Santa Paolina è un paese composto da una comunità laboriosa. Quando il lavoro è scarseggiato i Santapaolinari hanno fatto la valigia e sono andati altrove a cercare fortuna. Il loro legame con il paese è molto forte. L’ultima domenica di luglio si svolge la festa in onore di Santa Paolina. Gli emigranti ritornano per la festa a trovare i parenti oppure fanno sentire la loro presenza inviando un contributo per la buona riuscita della festa. In ogni famiglia ci sono gli emigranti. 

Il racconto del greco di tufo e del tombolo potrà continuare con la vostra visita a Santa Paolina.

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