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Seminario Arcivescovile Milano: il portale segreto di corso Venezia

  • Redazione MilanoFree.it

Il Seminario Arcivescovile di corso Venezia 11 è uno dei luoghi più sorprendenti di Milano: per vent'anni chiuso e quasi dimenticato, dal dicembre 2022 è tornato accessibile a tutti come Piazza del Quadrilatero, dopo un lungo intervento di restauro conservativo. Oggi si può attraversare a piedi il maestoso portale barocco con le cariatidi e ritrovarsi in un cortile seicentesco nel cuore del Quadrilatero della Moda.

Cosa si può vedere oggi

Dal 14 dicembre 2022 l'ex Seminario è rinato come Portrait Milano, progetto di rinnovamento conservativo promosso da Lungarno Collection (gruppo Ferragamo) e curato dall'architetto Michele De Lucchi con lo studio AMDL CIRCLE.

La parte che interessa di più chi passeggia in centro è che la piazza interna è aperta al pubblico: oltre 2.800 metri quadrati circondati dal colonnato seicentesco, con ristoranti, boutique e spazi di sosta. Si può attraversare liberamente a piedi, entrando da corso Venezia 11 e uscendo in via Sant'Andrea, oppure viceversa.

È un percorso urbano nuovo per la città, in una zona dove gli spazi aperti scarseggiano: alla cerimonia di inaugurazione il presidente di Lungarno Collection consegnò simbolicamente le chiavi al sindaco, come gesto di restituzione dello spazio ai milanesi.

Il portale del Richini e le cariatidi

Il pezzo forte, visibile anche solo passando in corso Venezia, è il portale barocco realizzato su disegno di Francesco Maria Richini — l'"architetto delle fabbriche ecclesiastiche" milanese, lo stesso del Collegio Elvetico in via Senato, oggi Archivio di Stato.

Le due grandi cariatidi ai lati, scolpite in ceppo gentile dallo scultore Giambattista Casella, sono state interpretate in modi diversi nel tempo: la Pietà e la Religione, oppure la Teologia e la Filosofia, o ancora la Carità e la Speranza. Sopra di loro, due mascheroni dall'aspetto grottesco, tipicamente barocchi.

Sul timpano campeggia il motto borromaico Humilitas, retto da due putti. Il portale è arretrato rispetto al filo della strada: è il motivo per cui in tanti, camminando lungo corso Venezia, non l'hanno mai notato.

La storia: San Carlo e la formazione del clero

Tra ciò che San Carlo Borromeo ha lasciato in eredità a Milano, i seminari occupano un posto centrale. Alla formazione del clero teneva molto: ancor prima di prendere possesso materiale della diocesi, fece aprire un convitto al Carrobbio, uno dei quartieri più antichi della città, affidandolo ai gesuiti. Di quell'edificio e della chiesa di San Vito al Carrobbio — che si trovava all'incirca in fondo all'attuale via Torino, dove comincia il Corso di Porta Ticinese — oggi non resta nulla.

Poiché quel primo convitto non bastava ad accogliere tutti gli allievi, nel 1565 San Carlo decise di costruire un seminario più grande in corso Venezia (allora Porta Orientale), sull'area del Monastero di San Giovanni Battista, confiscato al soppresso ordine degli Umiliati.

La demolizione del vecchio edificio cominciò nel 1571 e la riedificazione partì dalle aree interne: prima un refettorio con le cantine e un dormitorio, poi, nel 1569, due nuovi dormitori nel corpo settentrionale.

L'architettura e il cortile

I lavori proseguirono sotto l'episcopato del cardinale Federico Borromeo, cugino e successore di Carlo. Tra il 1602 e il 1608 l'ingegnere Aurelio Trezzi avviò la costruzione di una nuova ala a est; intorno al 1611 fu coinvolto l'architetto Fabio Mangone per la messa a punto definitiva del progetto. Il portale su corso Venezia arrivò più tardi, negli anni Trenta del Seicento, con Richini.

Il cuore del complesso è il cortile quadrato di 56 metri di lato, con doppio loggiato a colonne binate e architravate: doriche al piano inferiore, ioniche al superiore. Insieme al vicino Collegio Elvetico, questo cortile fu considerato esemplare per qualità architettonica e severa monumentalità, tanto da diventare un modello per costruzioni analoghe in Lombardia e oltre, in epoca barocca e neoclassica.

Dall'abbandono alla rinascita

L'edificio ha attraversato più di quattro secoli di storia movimentata. Nel 1798, per esempio, vi fu alloggiato il Ministero della Guerra della Repubblica Cisalpina. Più tardi il Seminario tornò in possesso della sua sede, ma iniziò una lenta decadenza.

I seminaristi si trasferirono progressivamente a Venegono Inferiore, e il complesso di corso Venezia restò infine chiuso e inaccessibile per circa vent'anni, praticamente sconosciuto alla maggior parte dei milanesi, nonostante si trovi in una delle vie più eleganti della città.

La riapertura del 2022 ha chiuso questa parentesi, restituendo alla circolazione pedonale uno spazio che era rimasto invisibile per due decenni.

Le sedi del Seminario oggi

Il Seminario Arcivescovile di Milano continua la sua attività in altre sedi:

  • Venegono Inferiore (VA) — Seminario Pio XI, sede centrale, che ospita i corsi teologici superiori;
  • Seveso (MB) — Seminario di San Pietro Martire, per il corso propedeutico e i primi anni di teologia.

L'organizzazione dei corsi tra le sedi può variare nel tempo: per informazioni aggiornate conviene fare riferimento ai canali ufficiali della Diocesi di Milano.

Come visitarlo

  • Dove: corso Venezia 11, Milano — ingresso anche da via Sant'Andrea
  • Metro: M1 Palestro o San Babila, M3 Montenapoleone
  • Accesso: la piazza interna è aperta al pubblico e attraversabile a piedi
  • Costo: gratuito per la passeggiata nella piazza e sotto il porticato

Il consiglio pratico: entra da corso Venezia per goderti l'effetto sorpresa del portale, attraversa il cortile con calma guardando il doppio loggiato, ed esci in via Sant'Andrea. Sono cinque minuti che valgono una deviazione, soprattutto se stai già girando per il Quadrilatero della Moda.

Domande frequenti

Si può entrare nell'ex Seminario di corso Venezia?

Sì. Dal dicembre 2022 la piazza interna è aperta al pubblico e si può attraversare liberamente a piedi tra corso Venezia 11 e via Sant'Andrea. Le camere dell'hotel sono ovviamente riservate agli ospiti, ma la piazza, il porticato e gli spazi di ristorazione sono accessibili a tutti.

Chi ha realizzato il portale con le cariatidi?

Il disegno è di Francesco Maria Richini, realizzato negli anni Trenta del Seicento. Le due cariatidi in ceppo gentile sono opera dello scultore Giambattista Casella, volute dal cardinale Federico Borromeo.

Cosa rappresentano le due statue?

Le interpretazioni variano: secondo alcune fonti la Pietà e la Religione, secondo altre la Teologia e la Filosofia, o ancora la Carità e la Speranza. Non esiste un'attribuzione univoca.

Quando è stato fondato il Seminario?

L'inaugurazione risale al 1564, per volontà di San Carlo Borromeo. La costruzione della sede di corso Venezia fu decisa nel 1565, sull'area di un monastero degli Umiliati soppresso.

Cosa significa "Humilitas" sul portale?

È il motto della famiglia Borromeo, che ricorre in numerosi edifici e opere legate a San Carlo e a Federico Borromeo in tutta la Lombardia.

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