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Claudio Lei, racconta il nuovo romanzo “Sapresti uccidere”

“La paura è permalosa: se provi è scacciarla potrebbe perseguitarti a vita, se impari ad accettarla potreste diventare complici”.

Questo aforisma sembra prendere la scena nel nuovo romanzo dello scrittore Claudio Lei, che veste le paure della gente in un romanzo thriller specchio di una società in continua inquietudine.

Oggi parliamo direttamente con la penna dello scrittore.

Come è nato questo libro?

Il libro racconta di un serial che si aggira per la città di Modena ed uccide i membri della casta. E’ nato in un periodo molto simile a quello che stiamo vivendo, dove i cittadini erano estremamente delusi ed arrabbiati nei confronti della politica e dell’amministrazione pubblica  e pertanto  si lasciavano andare a commenti o espressioni alquanto preoccupanti e  addirittura aberranti.

Da un lato volevo rappresentare con quanta facilità le persone possono essere manipolate dall’odio che spesso diventa   un’onda di furore facilmente cavalcabile da qualcuno. Dall’altra parte, quanto  tutte queste azioni potevano, se messe in pratica creare un mondo assai preoccupante.

Nel libro questo personaggio (io scriverei il personaggio, anziché questo personaggio) << definito “giustiziere” dalla stampa>>  si carica di compiere quei “peccati” che le persone dicono di volere compiere.

Il contesto pandemico ha influenzato la scrittura del libro?

Il contesto socio politico in cui è maturato il libro è quello relativo al terremoto e all’alluvione in Emilia Romagna tra il  2012 e 2014, perché le persone si sono sentite abbandonate dalle istituzioni. C’era del malcontento molto diffuso per l’isolamento e la mancanza di aiuto da parte dello Stato, prodigo nel complimentarsi con la loro capacità di rialzarsi ma ipocrita nelle azioni a sostegno.

Quello che lei dice è molto azzeccato, perché il libro che ha richiesto tanto tempo,  è una  trilogia,  conclusa  a marzo 2020 ad inizio pandemia.

Quando ho finito di scrivere il libro, visto la situazione di emergenza nazionale e un clima di mutuo sostegno sia materiale/che morale, ho deciso di fare un’autopubblicazione e di devolvere il ricavato a istituti/personale socio sanitario. Ho raccolto circa 1000 euro ed ho destinato parte del  ricavato ad un ospedale della zona, parte all’associazione di volontariato Avis. Grazie a questa collaborazione li ho aiutati ad acquistare il materiale di protezione da usare durante la pandemia.

claudio lei copertina libro

Quali tipi di generi lei scrive abitualmente?

Io non mi definisco ancora uno scrittore professionista. La mia carriera è iniziata nell’azienda di materie plastiche di famiglia, successivamente mi sono dedicato agli investimenti finanziari.

Da un punto di vista letterario, ho spaziato su diversi generi: ho iniziato con dei racconti brevi di carattere fantascientifico, che ritengo siano stati la mia palestra letteraria,  per i quali ho collaborato circa  3 anni con  un concorso di racconti brevi che si chiamava  “Le tre lune”.

Il primo romanzo che ho scritto è stato  sul fantasy (uno dei miei generi preferiti)   era intitolato Quasi Umani, del sottogenere urban fantasy, ambientato a Modena:  è il racconto di una ragazza che vive una idiosincrasia per la superficialità e l’esteriorità vissuta quasi come un’esigenza esistenziale,  incontra la magia e acquisisce un potere assoluto.

Poi sono approdato al genere giallo thriller.

Ti racconto una curiosità: la mia avventura nella letteratura è iniziata con un racconto breve “Fino alla fine del successo”, con il quale ho attirato l’attenzione del mio primo agente letterario, il quale mi aveva chiesto  se fossi stato in grado di trasformarlo in un romanzo. Io non ero incline a farlo perché non avevo un’idea su come poterlo fare.  

Alla fine ci ho lavorato e sono riuscito a farlo: questo è stato lo sviluppo di quel  piccolo racconto breve.

Sono previste delle date per presentare il nuovo libro?

Stiamo lavorando con alcuni locali della zona  che sono stati nominati nel romanzo per fare delle presentazioni.

La prima data certa sarà la libreria Vittoria  di Modena.

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claudio lei foto 1

 

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