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Congiuntiviti: parola al nostro esperto il Dottor Vincenzo Pagliara

dottor vincenzo pagliara

La congiuntivite è una patologia molto diffusa e comune, che può riguardare noi tutti, dalla nascita all’età più avanzata.

Questa infiammazione spesso colpisce gli occhi e se non curata bene  attraverso una giusta terapia potrebbe creare seri problemi alla nostra vista.

Abbiamo voluto chiedere il parere del Dottor Vincenzo Pagliara, medico chirurgo specializzato in Oftamologia.

Dottore che cose la congiuntivite e perché si parla spesso di congiuntiviti al plurale non al singolare?

Si preferisce spesso parlare di congiuntiviti, al plurale perché ne esistono diverse forme che è bene conoscere per una corretta  prevenzione ed una terapia precoce, nonché per evitare di contagiare parenti ed amici. Differenzieremo tra loro la congiuntivite batterica, virale, allergica, da secchezza oculare, da agenti chimico-fisici, da lenti a contatto, soffermandoci anche sulla pericolosa congiuntivite da coronavirus, iniziando con brevi cenni di anatomia, per comprendere meglio.

ANATOMIA DELLA CONGIUNTIVA

Prima di parlare di che cosa è la congiuntivite è bene chiarire cos’è la congiuntiva .

La congiuntiva è una membrana mucosa che “congiunge” il globo oculare alle palpebre; rivesta il segmento  anteriore del globo oculare e la superficie posteriore delle palpebre.

Nella congiuntiva si distinguono tre parti: le palpebrale, che riveste le palpebre; la parte bulbare, che riveste la superficie anteriore della sclera;  la fornice, cioè la porzione intermedia tra le due precedenti.

Nasalmente vi è la caruncola lacrimale. Importante è l’irrorazione, in quanto la congiuntiva, essendo molto ben vascolarizzata, va facilmente incontro ad irritazioni caratteristiche. Ricordiamo che i vasi sanguigni hanno la funzione di trasportare il sangue e quindi l’ossigeno, indispensabile per il trofismo (nutrimento) dei tessuti.

CONGIUNTIVITE BATTERICA

La congiuntiva batterica è molto frequente ed è provocata da infezioni causate da batteri Gram negativi, come l’Haemophilus influentiae , enterobatteri o Gram positivi, come lo Stafilococco, lo Streptococco e lo Pneumococco. Nei portatori di lenti a contatto si può avere un’infezione da Pseudomonas aeruginosa.

In genere si tratta di forme per lo più bilaterali, anche se si può avere un esordio diverso tra i due occhi.

Qual è la sintomatologia di questa congiuntivite, come si diagnostica e quale potrebbe essere la cura?

La congiuntivite batterica è caratterizzata da sintomi irritativi, come sensazione di corpo estraneo,  bruciore, fotofobia, spesso associati a  lacrimazione, secrezione mucosa o mucopurulenta, che può determinare un caratteristico incollamento delle ciglia al risveglio.

Il medico oculista, grazie a speciali apparecchiature come il biomicroscopio, che consente di vedere l’occhio molto più ingrandito, può analizzare il tipo di secrezione, più frequente ai fornici e la presenza di papille o follicoli. Si tratta di alterazioni anatomiche che consentono una diagnosi differenziale tra i vari tipi di congiuntivite.

La cura è di competenza medica, in quanto si basa su colliri e/o pomate antibiotiche, eventualmente associate ad antinfiammatori per uso topico, cioè locale. Nelle forme più accentuate si associano colliri al cortisone.

CONGIUNTIVITE VIRALE

Invece qual è la differenza tra la congiuntivite virale e quali sono le cause?

In questo caso questo tipo di congiuntivite è causata da infezioni dovute a diversi tipi di virus. I più frequenti sono gli Adenovirus, i Virus Erpetici e gli enterovirus.

In genere si tratta di forme monolaterali.

Può insorgere dopo affezioni respiratorie, dopo circa due settimane di latenza, come la congiuntivite follicolare acuta.

La congiuntivite da Herpes Simplex spesso si associa a manifestazioni virali a carico delle palpebre. Può presentarsi in forma vescicolare o bulbare o in una forma catarrale con prevalenza dell’iperemia sulla secrezione.

La congiuntivite da Herpes Zoster è simile alla precedente, ma con maggiore possibilità di complicanze, come un’uveite anteriore.

Quali sono i sintomi da congiuntivite virale e come bisogna intervenire?

Anche in questo caso si hanno sintomi irritativi, ma spesso più accentuati, come un forte bruciore ed una profusa lacrimazione, chemosi congiuntivale (rossore e gonfiore della congiuntiva), a volte associati ad adenopatia dolorosa dei linfonodi preauricolari e sottomandibolari. Spesso si ha un coinvolgimento della cornea, che complica il quadro clinico.

Può insorgere dopo affezioni respiratorie, dopo circa due settimane di latenza, come congiuntivite follicolare acuta.

La diagnosi è di competenza medica oculistica, grazie a particolari apparecchiature che consentono di evidenziare la presenza sulla congiuntiva di numerosi follicoli.

La terapia si basa su colliri  e/o pomate antivirali, antinfiammatori ed eventualmente antibiotici. Il cortisone di solito è controindicato.

In conclusione, entrambe le forme, batterica e virale, sono infettive’ quindi è necessaria la dovuta attenzione per non contagiare altre persone. E’ intuitivo che non è il caso di provare con terapie improvvisate, in quanto alcuni colliri, come il cortisone, sono controindicati ed il loro uso prolungato può provocare cataratta e glaucoma. L’uso indiscriminato di colliri antibiotici può favorire la selezione di germi antibiotico-resistenti. Anche colliri apparentemente innocui, come i vasocostrittori, se usati in modo eccessivo possono determinare un affetto “rebound”, cioè gli occhi prima si schiariscono e poi ritornano più arrossati di prima. Quindi per tutte le congiuntiviti è preferibile una terapia medica specialistica mirata, in quanto è necessario l’uso di una strumentazione oculistica.

Lei ha parlato anche di congiuntivite allergica cos’è?

CONGIUNTIVITE ALLERGICA

Le congiuntiviti batteriche e virali, entrambe infettive. Per differenziarle è importante ricordare che le forme batteriche sono quasi sempre bilaterali e sono caratterizzate da secrezione mucosa o mucopurulenta, che determina il tipico incollamento delle ciglia al risveglio, nonché per la presenza di sintomi irritativi, come iperemia (occhio arrossato), bruciore e lacrimazione

Le forme virali sono per lo più monolaterali, cioè interessano un solo occhio, hanno una sintomatologia infiammatoria più accentuata e raramente presentano secrezione. Spesso sono interessati i linfonodi preauricolari e sottomandibolari ed a volte si complicano con infezioni della cornea (cheratiti), specialmente se l’agente infettivo è l’Herpes Simplex.

Le congiuntiviti allergiche, che non sono infettive, di solito interessano entrambi i gli occhi e sono sempre in aumento, per la familiarità e per  l’inquinamento atmosferico.

Le forme allergiche, in genere bilaterali, si associano spesso a rinite, asma, orticaria, in quanto tutte sono manifestazioni diverse dello stesso problema, l’allergia o atopia.

La sintomatologia è caratterizzata da edema palpebrale, chemosi congiuntivale (arrossamento e gonfiore della congiuntiva), iperemia, lacrimazione profusa associata al sintomo caratteristico che è rappresentato dal prurito.

Sono determinate da numerosi agenti, tra cui i più frequenti sono proteine animali e vegetali, polvere di casa, piume di materassi, cosmetici, per cui è tipica la stagionalità o l’insorgenza dopo il contatto con l’allergene al quale si è sensibilizzati.

CONGIUNTIVITE GIGANTOPAPILLARE DA LENTI A CONTATTO

I portatori di lenti a contatto potrebbero essere soggetti a congiuntivite ?

Si, nei portatori di lenti a contatto, la congiuntivite potrebbe insorge per gradi  passando da un primo stadio, caratterizzato da aumento della secrezione di muco e dall’insorgenza di prurito al momento di togliere le lenti a contatto, a stadi successivi, in cui questi sintomi si aggravano associandosi ad annebbiamenti visivi per accumulo di muco sulle lentine e per l’intolleranza sempre più marcata all’uso delle lenti stesse.

Le papille ipertrofiche regrediscono sospendendo l’uso delle lenti a contatto, che presentano all’esame microscopico depositi di proteine e di muco sulla lac.

Si differenziano dalle forme allergiche per l’assenza di stagionalità e per l’assenza di associazione con l’atopia.

In questo casocosa consiglia di fare?

L’oculista attraverso l’uso di apparecchiature specialistiche come il biomicroscopio o lampada a fessura che, consentendo vari ingrandimenti della visione dell’occhio, può scaturire una diagnosi differenziale tra le varie forme, spesso simili tra loro.

A volte si analizza il liquido lacrimale, dove c’è un aumento delle Ig E, tipiche delle manifestazioni allergiche, che sono aumentate anche nel sangue.

Spesso è consigliabile una consulenza allergologica, per conoscere gli allergeni responsabili (acari presenti nella lana o nella polvere, pollini,ecc.) e per valutare l’opportunità di un vaccino desensibilizzante, specialmente in caso di oculo-rinite e di asma bronchiale.

CONGIUNTIVITE DA SECCHEZZA OCULARE

Anche l’occhio secco può causare congiuntivite?

Si, è sempre più diffusa, per l’aumento di smartworking e DAD, con l’eccessivo utilizzo di dispositivi digitali come smartphone e PC. Anche aria condizionata, e termosifoni, nonché l’inquinamento atmosferico possono favorirla. Inoltre è più frequente dopo i quarant’anni, specialmente nelle donne, ed in alcune patologia autoimmuni, come artrite reumatoide, connettiviti e sindrome di Sjogren. In questi casi sono indicati colliri appartenenti alla categoria delle “lacrime artificiali”, nonché lenti con antiriflesso protettivo verso la luce blu emessa dai led di PC e smartphone.

CONGIUNTIVITE DA CORONAVIRUS

In questo periodo di pandemia si è parlato molto di congiuntivite da Coronavirus, vero?

Non solo tosse e starnuti, baci e strette di mano. Il nuovo coronavirus causa di Covid-19 si trasmette da una persona all'altra anche attraverso gli occhi, tramite le lacrime". "Il film lacrimale è formato da vari tipi di ghiandole ed è composto da tre strati che umettano l'occhio con funzioni di difesa, lubrificazione, pulizia e nutrimento. Le lacrime vengono poi convogliate, attraverso i canalini lacrimali, in naso e in gola. Se le goccioline infette vaporizzate in aria si appoggiano sugli occhi, possono quindi facilmente arrivare nelle vie respiratorie provocando contagio e infezione".

Il coronavirus, se presente nella parte anteriore dell'occhio, la congiuntiva, sembra non dia sempre segni di congiuntivite quali arrossamento oculare, bruciori, prurito e lacrimazione. Quindi il virus potrebbe essere presente nelle lacrime senza che ce ne accorgiamo". Cosa fare, allora? "E' necessario proteggersi, in luoghi a rischio, non solo con mascherine igieniche o chirurgiche monouso (che proteggono per lo più gli altri) o meglio con mascherine filtranti, ma anche con gli occhiali.

"Esistono occhiali protettivi di plastica avvolgenti o specifici occhiali o maschere protettive con perfetta aderenza al viso per chi è ad alto rischio di contagio. Una certa protezione, ma meno efficace, è data dai normali occhiali da vista e dagli occhiali scuri". "E' inoltre necessario lavarsi bene e spesso le mani, perché quasi ogni minuto una persona si tocca inconsapevolmente bocca, naso, palpebre o ciglia con le mani. Quanto alle lenti a contatto, "non danno protezione all'eventuale contagio delle lacrime, che poi arrivano in gola e nelle vie respiratorie. Le lenti a contatto possono però trattenere il virus e, in caso di riutilizzo, occorre lavarsi bene le mani prima di maneggiarle, non toccarle con le unghie, utilizzare adeguate soluzioni detergenti, non usare sapone, saliva o altri liquidi, e infine sciacquare anche il portalenti e farlo asciugare lasciandolo capovolto e aperto.

In conclusione cosa consiglia ai nostri lettori per prevenire queste infezezioni?

Esistono tenti tipi di congiuntivite, per cui è preferibile affidarsi sempre al medico oculista, l’unico professionista che può effettuare una corretta diagnosi e prescrivere la terapia specifica.

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