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Coronavirus e mondo dello spettacolo: l'appello per tutelare i lavoratori

appello lavoratori spettacolo milanofree 2In questi giorni a Milano, e in tutte le zone rosse, numerosi eventi e attività sono stati rinviati o addirittura cancellati.

La causa sono le misure di emergenza adottate per affrontare la diffusione del Coronavirus a livello nazionale. In questo contesto, molte sono le attività commerciali colpite pesantemente, ma c'è un settore in particolare che sta avendo ricadute molto negative, ed è il mondo dello spettacolo, della cultura e della creatività

L'impatto dell'emergenza sul mondo dello spettacolo

Ad oggi, l'associazione di categoria Assomusica conta che in pochi giorni gli eventi annullati sono stati oltre 7.000 per una perdita stimata di 10,5 milioni di euro. Cifre enormi, soprattutto per un settore che se vede un evento rinviato o annullato spesso denuncia una perdita di introiti senza nessun tipo di indennitàSia i lavoratori del settore che le imprese, anche dopo mesi di lavoro per organizzare un evento, vedono andare in fumo tutto il loro lavoro senza avere accesso a rimborsi, sussidi o garanzie. 

L'emergenza del Covid-19 evidenzia però difficoltà che già esistono nel mondo dello spettacolo. Esso infatti un settore già caratterizzato da una notevole precarietà. I lavoratori sono spesso precari, costretti a lavorare con contratti a breve termine (se non in nero), proprio a causa della peculiarità della loro professione che prevede di lavorare per molteplici committenti e in luoghi sempre diversi.

In questi giorni, molti lavoratori hanno perso quello che era il loro unico introito e non sanno quando potranno ricominciare a lavorare. Se alcune fiere sono state rimandate (come il Salone del Mobile a Milano), altri eventi sono stati semplicemente annullati. Con cancellazioni che proseguono fino ad aprile inoltrato.

Anche se i lavoratori dello spettacolo fin dal primo giorno di lavoro pagano contributi INPS per la Malattia, per il FIS (Fondo d’Integrazione Salariale in caso di crisi), per la disoccupazione (Naspi), per loro è quasi impossibile ottenere le prestazioni in caso di necessità.

L'appello della Fondazione Centro Studi Doc per i lavoratori dello spettacolo

Di fronte a una situazione così disperata, la Fondazione Centro Studi Doc ha lanciato un appello per far sì che ai lavoratori dello spettacolo sia riconosciuto uno status giuridico specifico che garantisca loro tutele previdenziali in caso di malattia o difficoltà di settore. L'obiettivo è far sì che ai lavoratori dello spettacolo siano riconosciuti gli stessi diritti che spettano ai lavoratori degli altri settori. L’appello è stato indirizzato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e al presidente Inps.

La Fondazione Centro Studi Doc e i numerosi sostenitori dell'appello chiedono di:

  1. Riconoscere l’indennità di malattia fin dal primo giorno. Ora è richiesto il versamento minimo di 100 giornate di contributi INPS dal gennaio dell’anno precedente.
  2. Abolire, per l’accesso alla Naspi, il “ticket” licenziamento in caso di licenziamento per giustificato motivo a causa della crisi Covid-19. 
  3. Riconoscere l’indennità di disoccupazione Naspi agli intermittenti dello spettacolo per tutti i periodi di sospensione di attività, anche in costanza di rapporto di lavoro, per un periodo almeno pari a quello lavorato, considerando anche le giornate di lavoro per prove. 
  4. Garantire l’accesso a un ammortizzatore sociale (FIS) anche ai lavoratori intermittenti e sia commisurato alle giornate di lavoro svolto durante l’anno precedente e non solo al lavoro cancellato nel primo periodo di crisi. 
  5. Estendere l’accesso all'ammortizzatore sociale (FIS) ai lavoratori con meno di 90 giorni di anzianità con un unico committente, requisito quasi impossibile per chi non è socio dipendente di cooperative o di teatri stabili, e che sia previsto anche a piccole realtà con meno di 5 dipendenti.

La Fondazione Centro Studi Doc rappresenta 8.000 lavoratori impegnati nel settore dello spettacolo, della creatività, della cultura e dell'innovazione digitale. La Fondazione svolge attività di ricerca, documentazione, formazione e condivisione per sostenere la dignità del lavoro. La Fondazione dedica particolare attenzione ai settori dell’arte, della creatività, della cultura, della conoscenza e della tecnologia, più in generale a tutti gli ambiti in cui ci sono scarse tutele e il lavoro non è riconosciuto.

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