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Cure domiciliari alternative ai vaccini: intervista al medico del 118 Sergio Brancatello

Nel dibattito sulla cura del covid si è parlato spesso di informazione a senso unico, ad appannaggio delle correnti pro vax, e poco dei pareri dei medici che sostengono cure alternative, che troppo spesso vengono etichettati come no vax.

Oggi parliamo di cure/terapie domiciliari con il dr. Sergio Brancatello attualmente medico di emergenza del 118 che appartiene all’associazione Ippocrate.org.

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Cosa si intende per cure/terapie domiciliari?

Inquadramento del paziente in base alla sua storia clinica (anamnesi), farmaci assunti e quindi trattamento personalizzato utile a risolvere la malattia in atto.

Esistono farmaci antivirali specifici assumibili a domicilio in grado di bloccare la replicazione del Sars-CoV-2?

No. Occorrerebbe migliorare preventivamente il sistema immunitario. Mi occupo di prevenzione da quasi 4 decenni e mi sono sempre stupito che gli organi preposti alla nostra salute non abbiano mai incentivato la prevenzione delle malattie limitandosi a dare solo vaghe informazioni su ciò che bisognerebbe evitare (obesità, sovrappeso, fumo).

La somministrazione di anticorpi monoclonali, che possono essere considerati farmaci antivirali specifici, è limitata all’ambito ospedaliero. A che punto è la fase sperimentale?

Non ne sono a conoscenza in quando negli ultimi 30 anni mi sono aggiornato esclusivamente su temi di emergenza urgenza e malattie metaboliche.

Esistono farmaci utilizzabili ampiamente utilizzati a domicilio per controllare i maggiori sintomi legati ai casi lievi/moderati di Covid-19. Gli stessi sono sintomatici, cioè controllano i sintomi e, teoricamente, potrebbero controllare lo sviluppo dello stato iper-infiammatorio della malattia se somministrati prima del suo sviluppo, riducendo così il tasso di ospedalizzazione. Le risulta che manchino prove concrete sulla loro efficacia e il controllo della malattia?

Inizialmente (a marzo 2020) su alcuni conoscenti, ho usato gli stessi farmaci che sono stati impiegati anni fa per l’infezione della sars cov 1 ottenendo ottimi risultati. Ho poi integrato tali farmaci con quelli utilizzati dai medici di ippocrateorg, per cui al momento utilizzo una ventina di preparati inseriti regolarmente nel prontuario farmacologico nazionale e internazionale tanto è vero che sto curando pazienti non solo in Italia ma in altri 9 stati europei e negli USA.

Allo stato attuale, si può promettere di guarire dalla malattia dovuta all’infezione da Sars-CoV-2 con le sole cure domiciliari precoci?

Se  il paziente inizia la terapia nelle prime 24-48 ore si può prometterlo, ma se si prescrive solo Tachipirina, quel paziente è destinato ad occupare un posto in terapia intensiva.

Sommando i pazienti affetti da Covid e seguiti dalle maggiori associazioni di terapia domiciliare, si arriva ad un numero altissimo di circa 300.000 pazienti che in nostra assenza avrebbero mandato in tilt gli ospedali italiani. La beffa sta nel fatto che invece di ricevere l’appoggio degli organi competenti, subiamo lo scherno e la derisione da parte di alcuni medici  di medicina generale e dei reparti COVID di molti ospedali. Ciò è davvero incomprensibile.

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