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Elezioni amministrative a Milano: un cambio radicale con il candidato Paragone

Nuovo approfondimento politico sulle elezioni amministrative a Milano in vista dell’appuntamento elettorale del 4 e 5 ottobre

Oggi parliamo con Gianluigi Paragone candidato sindaco per la città di Milano.

Paragone attualmente ricopre la carica di senatore della Repubblica e nel luglio 2020 ha creato il gruppo parlamentare No Europa per l'Italia - ItalExit con Paragone".

A maggio 2021 ha annunciato la sua candidatura a Sindaco di Milano ed è sostenuto  liste dalle liste "Milano Paragone Sindaco" e Grande Nord.

Dr. Paragone come si può migliorare Milano?

Milano ha bisogno di libertà, cura e opportunità. Oggi la città è divisa, frammentata: pensiamo solo all'area B, all'area C, ai parcheggi blu e gialli, a quelli bianchi che sono quasi inesistenti. Una serie di barriere che creano problemi ai cittadini, sia a quelli che abitano in città, sia a chi invece vi si reca dalle periferie per lavorare o per fare spese, o per frequentare negozi e ristoranti. Noi aboliremo Area B e Area C, creeremo nuovi parcheggi gratuiti, rafforzeremo i mezzi pubblici e in particolare le linee leggere per collegare tutte le zone della città. Oggi, a Milano, esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B.

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La giunta Sala ha privilegiato il dialogo con banche e Multinazionali e ha concentrato la sua attenzione sulle zone centrali, sui grattacieli, sull'apparenza. Con il risultato che banche e multinazionali sono diventate padrone di parte della città, acquistano appartamenti per usarli come asset di bilancio facendo levitare i prezzi. I milanesi vengono esclusi da questo meccanismo. Nel frattempo le periferie sono state abbandonate, non viene garantita la sicurezza, la manutenzione delle case popolari è pessima. La povertà è in aumento e la classe media viene tartassata e sfruttata.

Il Covid ha accelerato un processo che era già in atto: molte categorie sono state abbandonate a se stesse, penso ai commercianti, ai ristoratori, ai piccoli imprenditori. Le famiglie fanno sempre più fatica a reggere una pressione fiscale e un costo della vita che in molti casi non sono più sostenibili. Quindi, per cambiare

Milano bisogna innanzitutto cambiare il modo in cui viene pensata e amministrata dai suoi governanti.

Attuare vere politiche sociali a favore di chi lavora, diminuire le imposte e offrire nuove opportunità a tutti, soprattutto ai giovani. Riavviare l'ascensore sociale che permetteva a chiunque di sognare e di raggiungere un futuro migliore. Restituire la città ai suoi abitanti, a partire da quelli delle periferie che fanno pienamente parte della metropoli.

Quali sono i problemi più critici da risolvere?

Problemi ce ne sono molti. Per risolverli ci vuole un approccio nuovo, un deciso cambio di visuale. Per questo dico che la mia è una campagna elettorale fortemente ideologica: è proprio l'idea di società, nel suo insieme, che deve cambiare.

Al primo posto metterei l'equità sociale, una redistribuzione delle risorse che non può più essere rinviata. Penso ad esempio alle grandi multinazionali che a differenza di ogni comune cittadino pagano tasse irrisorie, e nello stesso tempo creano desertificazione sociale e attuano forme di concorrenza scorretta. Si assiste a un paradosso che ricorda certi racconti di Robin Hood, con i ricchi che rubano ai poveri per diventare ancora più ricchi.

Nella mia Milano le multinazionali dovranno pagare per quello che fatturano, le banche dovranno fare le banche e non essere centrali di affari e di speculazione. Abbasseremo l'aliquota Irpef per famiglie e giovani. La nostra Milano sarà libera da vincoli di bilancio statali. Così creeremo risorse per famiglie, piccole imprese e attività commerciali. Ovviamente le risorse serviranno anche per migliorare servizi, scuole – alle quali porremo un'attenzione particolare, per una scuola senza discriminazioni e senza green pass. Insomma, miglioreremo tutto ciò che è fondamentale per la vita quotidiana delle persone. La sicurezza è un altro grave problema cittadino: le statistiche ci dicono che Milano è la seconda città d'Italia per numero di rapine e aggressioni.

Interi quartieri sono in mano alla malavita, le notizie di risse di gruppo – anche nelle zone centrali – sono sempre più frequenti. Occorre aumentare il numero degli effettivi impegnati sul campo, creare un vero coordinamento fra le forze dell'ordine, fornire alla polizia locale i mezzi per difendere i cittadini.

Soprattutto, chi deve amministrare la città è opportuno che tocchi con mano la situazione reale di quartieri, centro e periferie: per questo da sindaco uscirò la notte insieme alle pattuglie che presidiano la città, per rendermi conto di ciò che realmente succede e per trovare le soluzioni migliori. Ci sono molte altre voci, che per ragioni di spazio citerò in breve: vogliamo criteri più semplici per l'assegnazione delle case popolari. Il numero di alloggi sfitti per inagibilità sarà azzerato.

Tuteleremo i proprietari di case in difficoltà dall'assalto delle banche. Rafforzeremo il sistema sanitario territoriale, altro elemento importantissimo, indebolito da anni di politiche dissennate fatte di tagli. Ne abbiamo pagato il prezzo in occasione dell'emergenza Covid. Insomma, di fronte a schieramenti di destra e di sinistra che hanno programmi quasi identici, noi siamo l'unica vera alternativa, l'unico voto utile per creare un futuro migliore per la nostra città.

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