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Emicrania malattia sociale: finalmente è legge

emicraniaChi soffre di emicrania attendeva da almeno 4 legislature questo riconoscimento da parte dello Stato italiano che negli anni invece sembrava essersi disinteressato di questa grave patologia che colpisce milioni di persone. Da almeno 20 anni la cefalea cronaca primaria attende infatti di essere ricompresa tra le malattie croniche ma non si era mai avviato l'iter.

Finalmente oggi pomeriggio con la votazione del disegno di legge in oggetto anche al Senato, chi soffre di questa patologia gravissima non sarà più un malato invisibile ma verrà tutelato.

Chi soffre di emicrania e cefalea cronica da oggi finalmente vedrà un'uniformità all'accesso alle cure e al riconoscimento della cefalea su tutto il territorio nazionale.

Cefalea cronica è ora Patologia sociale

E' un giorno importante questo e dopo la Camera anche il Senato si è espresso a favore a larghissima maggioranza. La vita per i malati di cefalee hanno avuto fino ad oggi una vita molto complicata e forse con il riconoscimento di oggi in Parlamento approvando il testo unificato (della lega e del Pd)  arriva una risposta dello Stato che la riconosce come malattia sociale dopo un'attenta certificazione dei centri per la cefalea.

In Italia la spesa media per chi soffre di questa malattia è enorme, si parla di un importo che varia da 800 a 2.000 euro a paziente ed è una patologia che colpisce pesantemente più le donne che gli uomini che soffrono maggiormente abusando di farmaci perché purtroppo ancora non esiste un farmaco che risolve in maniera definitiva il problema. Chi soffre di cefalea primaria cronaca constata un grosso peggioramento della propria qualità della vita in tutti i campi, lavorativi, sociale e relazionali.

senato luglio2020Quello di oggi è solo un primo passo, alcune regioni infatti già avevano riconosciuto questa malattia come malattia sociale invalidante ma si tratta sempre di un primo traguardo importante per dare dignità e qualità della vita a molte persone.  Le regioni non potranno più fare a macchia di leopardo e la possibilità di fare richiesta dell'invalidità per chi ha i requisiti sarà quindi estesa su tutto il territorio nazionale.

Una delle clausole contestate da alcuni Senatori è quella di invarianza economica visto che è impossibile diagnosticare questa patologia con una legge a costo zero. 

Di seguito il testo votato al Senato che da oggi è finalmente legge:

"La cefalea primaria cronica, accertata da almeno un anno nel paziente mediante diagnosi effettuata da uno specialista del settore presso un centro accreditato per la diagnosi e la cura delle cefalee che ne attesti l'effetto invalidante, è riconosciuta come malattia sociale, per le finalità di cui al comma 2, nelle seguenti forme: 

a) emicrania cronica e ad alta frequenza;
b) cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
c) cefalea a grappolo cronica;
d) emicrania parossistica cronica;
e) cefalea nevralgiforme;
f) emicrania continua."

Una grandissima vittoria sociale quella che i promotori dell'iniziativa vogliono portare a casa che vede nel suo fulcro proprio la compromissione della qualità di vita e la limitazione delle capacità lavorative a cui sono soggetti i malati cronici.

emicrania malattia sociale

Con l'odierna approvazione da parte del Senato, dopo quella dell'anno scorso alla Camera, la cefalea primaria cronica viene finalmente riconosciuta come malattia sociale, scrive entusiasta l'on. Arianna Lazzarini sul suo profilo facebook.

E' una istanza, da me presentata - continua l'onorevole - come primo firmatario nei primi giorni del mio insediamento da deputata, per cui mi sono molto battuta, dando seguito a un impegno iniziato come consigliere regionale del Veneto.
Da oggi, questa patologia fortemente invalidante potrà essere riconosciuta come malattia sociale, dando risposta ai 7 milioni di italiani che in varie forme ne soffrono.

L'Italia diventa così il primo Paese in Europa ad adottare un provvedimento come questo.
Un primo punto di partenza e di attenzione verso i circa sette milioni di italiani che ne soffrono, con una prevalenza netta di donne e nella fascia 20-50 anni. Un segnale concreto che accende i riflettori su questa malattia, affinché i soggetti che ne soffrono non siano più abbandonati a loro stessi e possano finalmente avere una speranza e una nuova dignità di vita.
Questa è una malattia invisibile che oggi esce finalmente dal cono d’ombra in cui è sempre stata. Non parliamo del semplice 'mal di testa' passeggero, ma di una malattia cronica e invalidante vera e propria, molto più diffusa di quanto si possa immaginare, che purtroppo ha già portato alcuni pazienti a compiere anche gesti estremi.
Mi auguro che adesso il Governo dia seguito rapido ed immediato a questa legge!

Emicrania cronica: la vera cura che manca

C'è da dire anche che molti pazienti arrivano ad un vero e proprio abuso di farmaci proprio perché attualmente alcune formi sono difficili da contrastare anche con le cure farmacologiche e sono molti i medici che prescrivono una quantità di farmaci che vanno dagli anti-epilettici agli antidepressivi, sia in forma di pastiglie che di punture quotidiane. Spesso con pochi risultati che obbligano poi i pazienti a ricoveri ospedalieri per disintossicarsi da questa assurda quantità di farmaci. Una speranza sembra arrivare da nuovi farmaci definiti anticorpi monoclonali.

Anticorpi monoclonali: la speranza di molti

Gli anticorpi monoclonali sono molecole in grado di agire non sul sintomo (il dolore), ma sulla causa del mal di testa. Queste nuove molecole sono utilissime per i pazienti colpiti dalle forme più gravi per prevenire gli attacchi di emicrania.

Nella fase di sperimentazione gli anticorpi monoclonalisono risultati sicuri ed efficaci sia per il trattamento acuto e cronico che per prevenire l'emicrania e quindi la speranza è che questi farmaci possano far diminuire la grande disabilità sostenuta dai pazienti emicranici. La nuova molecola anti-Cgrp viene somministrata tramite iniezione sottocutanea solo una volta al mese per i pazienti che soffrono più di 5 giorni di attacchi al mese.

Articolo del 8/7/2020

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