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Fase 2 dell'emergenza: perché non si pensa alla riapertura graduale delle scuole?

scuola pixaRiceviamo e pubblichiamo la lettera di un insegnante delle scuole secondarie che si interroga sulla necessità di far ripartire il ciclo scolastico, almeno per i ragazzi più grandi.

Sono trascorsi 2 mesi da quando i nostri ragazzi hanno sentito l’ultima campanella, infatti dal quel lontano 24 febbraio a causa di un maledettissimo virus, la scuola ha dovuto rivedere il suo mandato, ovvero quello di educare e formare le future generazioni attraverso le relazioni personali e di gruppo, che rappresentano le basi per la crescita dei nostri ragazzi.

Pertanto si è dovuto reinventare tutto attraverso la didattica a distanza (DAD) che a mio modesto parere sta soffocando la vera essenza dell’insegnamento; come genitore di 3 figli ho potuto verificare personalmente quanto le nuove tecnologie alla lunga creino un senso di isolamento e dipendenza al tempo stesso (al mattino 4/5 ore di lezione con PC o tablet), al pomeriggio per studiare ancora collegati a internet, pc, smartphone.

Ricordo che una scuola sforna menti pensanti e critiche e tutto ciò non avviene attraverso un freddo utilizzo di materiale digitale, ma da emozioni fatte di gesti, cuore, occhi.

Come segnala l’Unesco, attualmente sono rimasti a casa quasi due miliardi di studenti in tutto il mondo, ovvero il 91% a livello globale, pertanto perché in questo momento che si parla tanto di fase 2, la scuola non è stata mai messa al centro della questione?

Scuola che deve ricominciare e può farlo attivando le stesse buone pratiche di distanziamento sociale che si vogliono attuare in tutti gli altri settori, altrimenti continuando a stare a casa si rischia un assembramento da depressione che tanti ragazzi, lasciati per tanti mesi chiusi in se stessi, combatterebbero con un ancora più nocivo defaticamento fisico e mentale. Tanti in età preadolescenziale e adolescenziale, infatti, non sono in grado di autogestirsi in maniera salutare con la virtualità e il digitale; per non parlare della prima e seconda infanzia.

In tutta Europa si è deciso di riaprire le scuole prima della fine dell’anno scolastico, tranne che in Spagna e Italia, dove i contagi a dire il vero hanno numeri da paura; forse questo induce i governi di tali nazioni a rimandare tutto a settembre?

In tutta onestà credo che almeno gli alunni delle classi terminali di ogni ordine e grado potrebbero tornare a scuola in modo scaglionato, come tra l’altro sembra sia previsto a settembre; perché non a maggio? perché quando si iniziava a parlare di fase 2 non si è mai pensato alla scuola? perché privare gli studenti, almeno quelli delle classi terminali di quell'adrenalina positiva in un momento così delicato nella crescita di ogni ragazzo che affronta un esame?  

Vogliamo tornare a scuola, perché la scuola è in grado, nonostante l’affossamento a cui è stata sottoposta negli anni, di accogliere i ragazzi e tutto il personale docente e non docente e di tenere a bada il mostro infettivo che ha segnato le nostre vite, pertanto chiedo ai politici uno sforzo organizzativo per far rivivere le realtà scolastiche e con esse tutte le belle emozioni che ne derivano, ovvero tutto ciò che la tecnologia, seppur importante, non potrà mai sostituire.

S.P.

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