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Il ritorno dei Gazosa dopo 20 anni con la svolta rock

Nel 1998 quattro giovanissimi adolescenti Jessica Morlacchi (voce e basso), Federico Paciotti (voce e chitarra), Valentina Paciotti (tastiere) e Vincenzo Siani (batteria) preadolescenti molto affiatati e uniti dalla passione per la musica diedero vita ad una band gli “Eta Beta”, che fece la prima comparsa nel programma per ragazzi Disney Club.

Dopo un altro cambio di nome, nel 1999 band diventò i Gazosa sotto la produzione di Caterina Caselli, che diede il nome anche al loro  primo album ufficiale.

Nel 2001 parteciparono  al 51° Festival di Sanremo, vincendo la sezione delle giovani proposte con il brano “Stai con me (Forever)”.  Il primo tour estivo fu segnato dal travolgente successo del brano www.mipiacitu.

Nel 2002 tornarono a Sanremo  nella sezione Big con il singolo “Ogni giorno di più” piazzandosi decimi nella classifica finale e successivamente uscì il terzo album della band romana “Inseparabili”.

gazosa anni 90

Nel 2003 i Gazosa decisero di sciogliersi di comune accordo.

A circa vent’anni di distanza, la band ha annunciato un grande ed inaspettato ritorno con la pubblicazione di nuovo singolo “ L’Italiano” uscito il 29 aprile, brano punk  rock  dove sono stati  richiamati  tutti gli stereotipi dell'italianità come il fairplay, il buon cibo, il calcio e il grande cinema.

La formazione attuale dei Gazosa riprende l’originaria composizione, senza la partecipazione di Jessica Morlacchi.

Abbiamo voluto chiedere  ai tre ex ragazzi, come è strutturato il nuovo progetto che incuriosisce il fan e gli amanti della musica.

Dopo lo scioglimento del gruppo nel 2003, in questi 20 avete continuato a fare musica con altri progetti o avete seguito altri percorsi artistici?

Federico: mi sono laureato al Conservatorio San Cecilia come tenore, ho fatto un disco prodotto da  Caterina Caselli e sono tornato a presentarlo  come ospite a Sanremo nel 2015.

Ho cantato all’Arena di Verona “Nessun Dorma” la scorsa estate.  Inoltre ho fatto diversi tour e una collaborazione con Giovanni Allievi.

Vincenzo: abbiamo continuato a fare musica. Io ho fatto dei tour con degli artisti e diversi live. Inoltre mi sono occupato di diversi lavori in studio con vari artisti e sono un insegnante di batteria.

Valentina: finito il progetto con i Gazosa mi sono fermata con la musica. Mi sono iscritta all’università e mi sono laureata in logopedia. Ho riiniziato con Federico, che aveva un suo progetto e  quando aveva bisogno di un musicista live,  l’ho seguito per alcune date. Ho continuato sempre con la musica perché  non si certo “smettere”.

Siete tornati con rock punk inaspettato rispetto ai vecchi Gazosa che tutti conoscevano. È una forma di evoluzione musicale che avete voluto portare?

Federico: In realtà devo dirti che, al di là della nostra parentesi legata all’età (eravamo tredicenni), siamo cresciuti con i grandi gruppi anni 70, con il rock e i Led Zeppeling.  Il pezzo con cui vincemmo Sanremo aveva una citazione esplicita a Cachemire dei Led Zeppeling. Con il nuovo pezzo siamo tornati alle nostre radici strizzando l’occhio al punk.

Valentina: la nostra produttrice discografica dell’epoca Caterina Caselli, giustamente, sosteneva che dei ragazzini che facevano del rock non erano molto credibili e quindi non era un genere giusto per quell’età.

Abbiamo seguito i suoi consigli in quel momento, però adesso che abbiamo 30 anni ci sentiamo di fare quello che ci piace.

Quali sono le reazioni che vi aspettate dai i vecchi abituati al genere pop? Non si corre il rischio di spiazzare i fan come accaduto  a Grignani, passando da un album pop come Destinazione Paradiso ad un album rock/grunge come Fabbrica di Plastica?

Valentina: essendo passati 20 anni i nostri fan sono cresciuti con noi.  All’epoca erano bambini, ma ora che sono maturati, credo che  il rock possa essere la giusta via di mezzo.

Grignani era uscito da poco e i gusti dei fan non era così diversi.

Vincenzo: noi abbiamo avuto uno stop di 20 anni, che secondo me giustifica il cambiamento di stile perché noi avevamo 13/14 anni e quindi i nostri fan avevano la nostra stessa età.  Arrivando ai trenta, si matura con le idee musicali e gli stili.

Con questo progetto abbiamo voluto dare un messaggio di rock e di crescita.

Rispetto alla vecchia formazione, non c'è più la voce e basso di Jessica Morlacchi. La scelta di non sostituirla rispecchia il nuovo stile della band?

Federico: l’idea era quella di fare una festa per i nostri 20 anni dalla vittoria di Sanremo. Jessica, come tutti sanno,  ha intrapreso una carriera da opinionista in televisione e purtroppo  questo suo progetto  era incompatibile con gli impegni della band e il tour.

Quindi è stata una decisione per impossibilità e presa a malincuore.

I Gazosa rimangono quelli. La nostra idea  e dei nostri colleghi   era quella di fare una riunion, e per rispetto di ogni componente abbiamo decisa di farla in tre, senza sostituire nessuno.

Siete tornati con un singolo che anticiperà un nuovo album e nuovo tour?

Federico: stiamo lavorando a nuovo album, ma non sappiamo se sarà anticipato da un nuovo singolo.

Valentina:  Se non fine 2022, sicuramente agli inizi del  2023.

Vi vedremo prossimamente dal vivo? Farete il vecchio repertorio pop piu il nuovo pezzo rock pop?  Cosa ci dobbiamo aspettare ai vostri concerti?

Vincenzo: siamo in attesa di definire le date e ci stiamo lavorando in questo periodo.

Federico: nel tour faremo dei brani rivisitati.

Valentina: sicuramente i brani di più successo, il nuovo brano “L’italiano” e sicuramente qualche  bella cover rock.  

Il vostro  video con il nuovo singolo  sta riscuotendo un buon riscontro in termini di visualizzazioni, ma soprattutto ci sono commenti positivi e critiche costruttive. Quali sono le vostre sensazioni?

Valentina: siamo contenti che la maggior parte dei commenti siano positivi, ma anche i commenti negativi che hanno spirito costruttivo   sono importanti perché  ti fanno ragionare e ti fanno raddrizzare il filo.

Vincenzo:  i commenti negativi fanno comunque parte del mestiere perché è normale che la gente abbia altre idee e gusti diversi.  È un discorso molto soggettivo e noi lo sappiamo. Oltre i follower ci sono anche sono i commenti di chi si sta approcciando al nostro nuovo progetto, che possono riservarci anche dei consigli.

Voi avete partecipato Sanremo Giovani nel 2001 vincendo la gara, che poi mi ha fatto partecipare di diritto l’anno successivo nei Big. Cosa ne pensate dell’abolizione di questa sezione?

Federico: Sanremo sta correndo ai tempi dei social. E‘ giusto così perché non può non esser contemplato il  mercato che c’è sul web.

Pur non essendoci più la sezione dei giovani, Sanremo ha permesso la partecipazione di giovani artisti tra i big  come  Mahmmod, che ha vinto (meritatamente) ed è esploso riscuotendo un successo, che  non avrebbe ottenuto   se avesse fatto  “Sanremo  giovani”.

Valentina: Sanremo Giovani   si tiene ancora tra ottobre/dicembre.  È una gara piccola, che non ha il risuono del Sanremo con la sezione giovani a febbraio, pero c’ è una selezione e uno spazio televisivo. Io sono legata al metodo vecchio perché noi abbiamo vinto e l’anno dopo siamo stati ammessi di diritto ai big.

Anche questo nuovo format è bello e sicuramente   moderno perché consente ai  giovani di avere il loro spazio e nel caso riescano a passare, si trovano a gareggiare con i big.

Una grande  possibilità.

gazosa litaliano

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