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La strage del Mottarone: oltre l’errore, come avviene la manutenzione sugli impianti di funivia?

A distanza di quasi tre settimane dalla strage di Mottarone continuano le indagini su quanto è accaduto sulla quella funivia per accertare le responsabilità.

Nel frattempo sul social si emettono sentenze sulle cause: errore umano, disastro doloso o colposo, sicurezza degli impianti piegata dalle scure dell’interesse economico, manutenzioni carenti o superficiali.

Cerchiamo di andare a fondo per capire cosa accade in quel mondo, che per tanti è molto lontano, ma che nasconde un gran lavoro, con un esperto del settore che preferisce mantenere la riservatezza.

Come è composto un impianto di funivia?

Esistono dal punto di vista del funzionamento principale due tipologie di impianti uno a moto continuo (seggiovie telecabine eccetera) e uno a va e vieni (funivia).

Negli impianti a va e vieni (funivia) il movimento dei carichi avviene lungo un anello chiuso, in maniera alternata, prima in una direzione e poi nell’altra (la cabina parte da valle in direzione monte e l’altra parte da monte e va a valle dopodiché si inverte il senso).

Questi impianti sono dotati di una fune traente (quella che si è rotta) che ha il compito di movimentare carichi (cabina); ci possono essere  una o più funi portanti che guidano e sostengono la cabina (nel nostro caso sono due le portanti una per cabina).

La fune traente è costituita da due parti:

  • quella a monte che parte da monte della vettura gira sulle pulegge argano e si chiude a monte dell’altra cabina (questa fune è fissata sulle due cabine o con il metodo a tamburo o con testa fusa;
  • un’altra fune che si chiama traente inferiore oppure zavorra, che parte da valle di una cabina passa attraverso i contrappesi e si attacca all’ altra cabina sempre con gli stessi metodi o testa fusa o tamburo.

Le funivie sono dotate di un’altra fune chiamata fune di soccorso che serve a movimentare il carrello di soccorso.                  

Quali manutenzioni vengono fatte, e con quale cadenza, in particolare sui freni e sulla fune?

Per quanto riguarda la manutenzione dell’impianto si segue scrupolosamente il “Mum (Manuale uso e manutenzione)” che viene fornito dal costruttore e sono riportati tutti i dettagli di una funivia compreso freni sul carrello cabina, comprensivo delle scadenze di tutti i componenti che andranno sostituti nelle revisioni.

Per quanto riguarda le funi si fa riferimento alle “prescrizioni tecniche riguardanti l’esercizio e la loro manutenzione delle funi e dei loro attacchi degli impianti a fune al trasporto pubblico di persone” indicate nel decreto n 144 del 18 maggio 2016 e all’interno sono riportati i tutti i controlli e periodicità.

Le ditte esterne che effettuano i lavori sull’impianti, vengono segnalate dal costruttore e sono tutte certificate, mentre gli interventi vengono seguiti dal direttore di esercizio e i capi servizio.

Quali sono le statistiche di incidenti su questo tipo di impianti?

Gli impianti a fune per trasporto di persone è il mezzo di trasporto più sicuro, rispetto ad altri mezzi di trasporto. Le misure di sicurezza messe in campo non sono presenti in altri paesi (come Usa e Austria).

L’ultimo incidente risale al 3 febbraio 1998 a Cavalese dove persero la vita 20 persone, sulla funivia del Cermis a causa di un trancio del cavo per opera di aereo militare statunitense.

Il 13 febbraio  1983 sull’ovovia del Crest a Champoluc persero la vita  11 persone, dove precipitarono 3 cabine per un’altezza di 20 metri, dopo un riavvio dell’impianto (dopo che uno degli ovetti di risalito si era già sganciato).

Negli anni settanta la strage più grave  avvenne a Cavalese, il 9 marzo 1976   a causa della rottura  della fune portante di acciaio della funivia aerea mentre la cabina stava scendendo dall'Alpe Cermis, causano la morte di 42 persone,

Infine ricordiamo i seguenti incidenti

  • 1 agosto 1971 ad Alagna Valsesia dove persero la vita 4 persone (incidente cabinovia)
  • 8 dicembre 1970 a Merano dove persero la vita 5 persone (caduta teleferica adibita la trasporti di materiale);
  • 15 agosto 1960 Monte Faito dove persero la vita 2 persone (schianto della funivia, forse per eccesso di velocità della cabina).

Da quando esistono gli impianti a fune a livello mondiale si sono registrati 13 casi di rottura di traente.

E solo su impianti bifuni o simili. Mai su impianti monofune.

Sebbene le nostre coscienze siano ferite da quanto sia accaduto presso quella montagna, i numeri parlano di manutenzioni che vengono eseguite con criteri molti rigidi.

Sulle quelle vette ci sono migliaia di persone che si impegnano quotidianamente per la sicurezza. Il loro duro impegno non deve essere oscurato da quello che la Magistratura accerterà alla fine delle indagini.

 funivia mottarone

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