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Le Social Street ai tempi del Coronavirus

  • Paola Fontana

rappresentazione della solidarietàChi non ha mai sentito parlare di Social Street alzi la mano. Nate ormai 7 anni fa, le Social Street sono gruppi sorti su Facebook che si propongono favorire le pratiche di buon vicinato e di socializzare con i vicini della propria zona di residenza al fine di instaurare un legame, condividere necessità, scambiarsi professionalità e conoscenze, e di portare avanti progetti collettivi di interesse comune.

Presenti in tutta Italia, sono oggi molto numerose anche a Milano. La più antica è nata nel 2010 in zona Paolo Sarpi, l’ultima in corso Lodi. Tra queste, alcune contano migliaia di iscritte, e sono molto attive, come ad esempio la Social Street di San Gottardo-Meda-Montegani. Proprio quest’ultima, con più di 8500 iscritti al gruppo Facebook, è sempre meno virtuale e sempre più reale, soprattutto in questi giorni in cui l’emergenza Coronavirus porta a galla necessità e bisogni. “Sono una psicologa dell’Ordine Psicologi della Lombardia e, in questi giorni di grandi difficoltà, di ansia e rinuncia, offro la possibilità di effettuare un colloquio gratuito telefonico o via Skype di sostegno psicologico” si legge sulla pagina Facebook. E allo stesso modo sono molti i volontari che hanno aderito all'iniziativa ‘Adotta un vicino’, nata con l’intento di aiutare chi è in difficoltà nel reperire farmaci, con la spesa e con i generi alimentari di prima necessità.

Fare la spesa via Web è diventata un’impresa impossibile a causa delle lunghe attese di consegna? C’è chi lavora nei mercati e si rende disponile per recapitare a domicilio frutta e verdura a chi abita in zona. E, ancora più utile, è online un elenco, in progress, di esercizi che offrono consegna a domicilio, nonché un elenco di cittadini e professionisti che offrono servizi e attività completamente gratuiti. A fianco di servizi realmente utili ci sono anche i consigli sui più svariati temi. Avete finito le sigarette? Domandate sulla Social dove si possono trovare in zona dei tabaccai aperti, e la risposta non tarderà ad arrivare.

Iniziative similari si trovano su tutte le altre Social Street di Milano. L’invito è dunque quello di scendere in campo, per dimostrare il senso di appartenenza alla propria comunità di quartiere, per chiedere se si ha una necessità ed offrire a chi ha bisogno.

Paola Fontana

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