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L’Universal Peace Federation (UPF): una rete globale di costruttori di pace Intervista a Franco Ravaglioli

franco ravaglioli

L’UPF, in italiano “Federazione Internazionale per la Pace”, è un’organizzazione non governativa, senza fini di lucro, indipendente da qualsiasi governo e con diverse sedi a livello globale. Si propone di promuovere un mondo di giustizia e di prosperità; una condizione sociale e politica priva di tensioni e di conflitti; e la valorizzazione della vita, diritto e bene inestimabile di ogni essere. E’ un’ONG con status consultivo generale presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite (ECOSOC).  Il Dottor Franco Ravaglioli, è il segretario nazionale dell’UPF.

Dottore, come nasce quest’organizzazione e quali sono gli obiettivi che si prefigge di raggiungere?

Il seme iniziale dell’UPF è stato posto alle soglie del 2000 dai coniugi Moon, il Dott. Sun Myung Moon e la Dott.ssa Hak Ja Han Moon. La loro è stata una vita totalmente dedicata e condivisa per la costruzione della pace. La prima pietra è stata l’inaugurazione della “Federazione Interreligiosa e Internazionale per la Pace nel Mondo” (IIFWP). La denominazione “Interreligiosa” si fonda sull’importanza della componente spirituale per la vita di ogni essere umano. La cooperazione interreligiosa porta con sé il patrimonio spirituale dell’umanità, che ne forgia i principi e i valori. Successivamente la consapevolezza che la costruzione della pace richiedesse anche il supporto delle diverse componenti e competenze della vita sociale, nel settembre del 2005, è stata inaugurata l’UPF. Con i vari progetti svolti nel corso degli ultimi cinque anni, la visione e gli obiettivi della UPF si sono ancor più chiaramente delineati. Oltre all’attività interreligiosa si è aggiunta la cooperazione interdisciplinare: formazione, governance, politica, economia, media, fino all’arte, alla cultura e allo sport. Tutte componenti importanti per promuovere in sinergia la costruzione della pace e della coesione sociale. Mantenendo sempre lo sguardo rivolto all’umanità come a un’unica grande famiglia interdipendente, basata su valori comuni, che garantisca una prosperità condivisa per tutti.  

Tante ancora oggi sono le tensioni, che spesso sfociano in conflitti, tanti civili innocenti rimangono feriti o addirittura perdono la vita. Un esempio può essere la Palestina, dove anche qualche mese fa, c’è stato un conflitto tra il popolo arabo e quello israeliano. In Etiopia, nella regione settentrionale del Tigray, si combatte ancora senza nessuna tregua, con tanti i morti e sfollati. Quali sono secondo lei le cause di questi conflitti e quale potrebbe essere la risoluzione del problema?

Purtroppo questo stato di conflitto insieme con altri problemi che affliggono l’umanità sono causa di tante ferite ancora aperte. Sono tentativi estremi ed esasperati di salvaguardare i propri interessi, sia sul piano individuale sia collettivo. A nostro avviso occorre una decisa inversione di tendenza. Per  questo motivo siamo impegnati in numerose attività a carattere culturale e educativo, per sensibilizzare le coscienze alle problematiche citate e per prendere  iniziative per la loro soluzione. Siamo anche convinti sostenitori della famiglia. Idealmente in una buona famiglia ciascuno opera per il bene degli altri membri.  Questa propensione garantisce e stabilizza la coesione e l’unità della famiglia. Questo spirito dovrebbe essere il principio guida anche di tutti i popoli e le nazioni.

Le guerre sono  causa anche di forti migrazioni, spesso non accettate da alcuni governi, non molto favorevoli all’accoglienza. Cosa ne pensa di tutto questo?

Le migrazioni sono la manifestazione più evidente del forte squilibrio presente nell’umanità . Questa situazione è esasperata dalla rapidità e dall’immediatezza dei mezzi d’informazione moderni. Va ricordato che le migrazioni ci sono sempre state nel corso della storia. Perché avvengono? Negli aspetti più eclatanti per la fame e per le guerre. Se sintetizziamo al massimo la questione, capiamo che la soluzione non sta nell’erigere alte barriere protettive, ma nel cambiare radicalmente l’approccio. Abbiamo necessità di una governance che guardi all’umanità come a un’unica grande famiglia mondiale.  Dove al centro della convivenza ci siano il rispetto dei valori umani, dei diritti inalienabili, della giustizia, della libertà e della solidarietà. Questi sono i valori in cui crede l’UPF e che sostiene e diffonde in tutto il mondo.   

La pandemia è stata ed è ancora un evento catastrofico per il mondo intero, paragonata da alcuni studiosi addirittura a una guerra, a causa dell’elevato numero di vittime. Quanto secondo lei ha inciso e continua a incidere sull’equilibrio della pace nel mondo?

La pandemia ha causato e continua a seminare morte e sofferenza in tutto il mondo. E’ inoltre responsabile di gravi danni all’economia mondiale, della perdita di posti di lavoro e dell’impoverimento d’intere popolazioni. Ha dimostrato tragicamente che il mondo è interconnesso, che non può più fondarsi sugli egoismi, sull’indifferenza, sull’inimicizia. Ci ricorda drammaticamente che dobbiamo imparare a convivere pacificamente, con generosità e altruismo. Superando le barriere nazionali, di razza, cultura, religione, i pregiudizi, le discriminazioni e l’odio. Se il mondo saprà apprendere questa lezione, la pace potrà trarne un grande giovamento, così come tutta l’umanità. Diversamente il genere umano andrà incontro a un futuro di grande incertezza.

Spesso si sente parlare di ambasciatori di pace. Chi sono e come ci si diventa?

Gli Ambasciatori di Pace sono persone che formano una rete globale di leader provenienti da diverse nazioni, razze, culture, religioni e di varie professionalità e discipline, scelti per le loro grandi competenze ed esperienze. Costituito fin dalle origini della Federazione, questo network ha lo scopo di collaborare con l’UPF nelle iniziative e nei programmi in favore della cooperazione e della pace. Questo importante riconoscimento è assegnato nel corso di eventi di particolare significato. La Federazione ha inoltre istituito l’importante Premio per la Pace “SunHak ” che è riconosciuto annualmente a personalità e organizzazioni, che si sono particolarmente distinte per la promozione umana e per la causa della pace.

Lei è il segretario, un ruolo di grande responsabilità. Cosa l’ha spinta a far parte di quest’organizzazione e perché ha deciso di assumersi questa responsabilità?

Fin da giovane ho sempre sentito una forte propensione verso il sociale e mi sono impegnato nelle attività più importanti di quei tempi. In seguito in età adulta ho incontrato il movimento fondato dai coniugi Moon. E’ un gruppo che pone molta enfasi nella costruzione di un mondo di pace, attraverso l’educazione delle coscienze, ma anche con la sviluppo di attività pratiche proprie della società. Quando l’UPF venne fondata nel 2005, mi fu chiesto di partecipare a questo nuovo progetto, prima come consigliere, poi nel 2014 come segretario generale per l’Italia. Da allora ho investito tutte le mie energie nella diffusione dei valori e delle iniziative della Federazione e in attività di relazioni pubbliche. Mi sono reso conto di quante persone di grandi qualità e capacità abbiamo in questo nostro bel paese e di come sia possibile riunire queste forze, creando delle sinergie per il bene comune. Anche se non sono più giovanissimo, lavorare con l’UPF stimola ogni giorno la mia creatività e dà un significato al mio impegno e al mio lavoro. La mia speranza è di riuscire a motivare tutti i nuovi contatti che faccio quotidianamente, affinché ci aiutino in questo progetto di pace.

Quali sono i progetti e le iniziative future da parte di quest’organizzazione e chi volesse partecipare, cosa dovrebbe fare?

I progetti attuali sono quelli illustrati più sopra. Per quanto riguarda quelli futuri l’UPF vuole dare corpo e aprire nuovi fronti in tutte le discipline dell’attività umana, sia in ambito nazionale sia internazionale. In occasione del Summit Mondiale che si è tenuto a Seul in Corea, lo scorso anno, con la partecipazione di circa 6.000 delegati provenienti da tutto il mondo, sono stati inaugurati diversi nuovi progetti. Sono tutte iniziative per la promozione della pace nei rispetti campi d’azione. Sono l’ISCP “ International Summit Council for Peace” (Consiglio di Vertice Internazionale per la Pace); la IAPD “Interreligious Association for Peace and Development” (Associazione Internazionale per la Pace e lo Sviluppo); l’IMAP, “International Media Association for Peace” (Associazione Internazionale dei Media per la Pace); la IAAP “International  Association of Academicians for Peace” (Associazione Internazionale degli Accademici per la Pace); la IAED “International Association for Peace and Economic Development” (Associazione Internazionale per la Pace e lo Sviluppo Economico); la IAACP “International Association of Arts and Culture for Peace” (Associazione Internazionale di Arti e Cultura per la Pace), l’YSP “Youth and Students for Peace” (Giovani e Studenti per la Pace). Non sono associazioni a cui ci si ‘associa’, ma progetti rivolti a costruire un network di persone interessate a queste visioni e valori. Chi fosse interessato può offrire le sue competenze in uno o più progetti fra quelli elencati, tramite la partecipazione a eventi come uditori o relatori, sia sul piano nazionale sia internazionale. 

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