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Milano, Fondi UE: consiglio vota all'unanimità per destinare 4 milioni all'emergenza

pacente 03062020Mercoledì 3 giugno il consiglio comunale di Milano ha votato all'unanimità la proposta di Carmine Pacente di destinare 4 milioni di Fondi UE all’emergenza. Il provvedimento votato dal Parlamentino milanese contiene anche altre proposte:

1) subito 4 milioni per l’emergenza;

2) nuovo programma europeo per le città metropolitane superiore ai 40 milioni di oggi;

3) massima attenzione ai fondi strutturali aggiuntivi del Recovery Plan;

4) sostegno alla proposta di ANCI a Regione Lombardia sui fondi UE non ancora spesi del periodo 2014-2020

Torna a trovarci Carmine Pacente, Presidente della Commissione Politiche europee del comune, che dichiara “ora dobbiamo concentrarci sui fondi strutturali aggiuntivi del Recovery Plan e su un nuovo programma europeo per Milano superiore ai 40 milioni di oggi”.

Il consigliere comunale, che è anche membro del Comitato europeo delle Regioni, prosegue “dobbiamo aumentare la quota di fondi strutturali per Milano, oggi è un’ipotesi ragionevole e fattibile; per farlo c’è bisogno di interlocuzioni politiche a Roma e a Bruxelles perché le decisioni sono politiche e non tecniche.

Scavalcare Roma purtroppo è possibile solo per risorse europee molto utili ma residuali, con le regole attuali”.

 Il consiglio comunale ha chiesto di destinare subito 4 milioni di fondi europei all'emergenza? 

Il consiglio comunale ha votato, all'unanimità, questa indicazione per sindaco e giunta. Voglio ringraziare anzitutto maggioranza e opposizioni per il bellissimo dibattito e per il voto.

Oltre ai 4 milioni per l’emergenza il provvedimento votato contiene altre proposte. Ci dica.

L’obiettivo è duplice: da un lato utilizzare subito i fondi europei disponibili per l’emergenza. Poi aumentare, nei prossimi mesi, la quota di fondi strutturali e di investimento europei per Milano.

 In che modo?

Stiamo lavorando su diverse direttrici: oltre alla flessibilità garantita dalle nuove regole europee e alle possibilità offerte dal Decreto Rilancio, dobbiamo lavorare subito sui fondi strutturali aggiuntivi del Recovery Plan; l’iniziativa si chiama React-Eu.

Infine dobbiamo insistere sulla programmazione europea 2021-2027 col Governo e provarci anche con la Regione, insieme ad ANCI.

Quindi subito 4 milioni e poi altre risorse europee? 

Questo è l’obbiettivo. Ci stiamo lavorando da molte settimane con i dirigenti e funzionari del comune coordinati dal Dr. Moneta, con ANCI, con la Commissione europea. E’ chiaro che il confronto deve essere necessariamente politico col Governo. In particolare per il nuovo programma europeo per le Città metropolitane. Le decisioni passano da Roma.

Se pensiamo di scavalcare il livello centrale coltiviamo, purtroppo, soltanto un’illusione con le regole attuali. E’ possibile farlo solo per risorse europee molto utili ma comunque residuali. Dobbiamo puntare su una quota maggiore di fondi strutturali e dobbiamo farlo a Roma oltre che a Bruxelles. E provarci anche in Regione.

 Torniamo a questi primi 4 milioni. Quali sono i vantaggi di questa operazione?

I vantaggi sono almeno tre: TEMPO, EFFICACIA e FONDI AGGIUNTIVI.

TEMPO vuol dire liberare subito un po’ di risorse per avere liquidità immediata da destinare all'emergenza.

EFFICACIA vuol dire essere sicuri di utilizzare bene tutti i fondi europei disponibili entro la fine della programmazione.

FONDI AGGIUNTIVI vuol dire aumentare la quota di risorse per Milano.

Nel provvedimento avete anche approvato di sostenere l’azione dei ANCI verso i fondi europei della Regione Lombardia. 

Esatto! E’ l’ultimo punto del provvedimento votato in aula. Riguarda il sostegno all’iniziativa che abbiamo assunto come ANCI e cioè la richiesta al Presidente della Regione Attilio Fontana di avviare quanto prima un confronto con gli enti locali sui fondi strutturali della Regione non ancora spesi del periodo 2014-2020 e su quelli del nuovo periodo 2021/2027.

Di cosa si tratta?

Insieme al Presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra, che ringrazio, abbiamo formalmente proposto al Presidente Fontana l’apertura di un confronto sui fondi strutturali della Regione non ancora spesi del periodo 2014-2020, eventualmente compatibili con la riprogrammazione proposta dalla Commissione europea e dal Governo. Nella stessa nota abbiamo chiesto di condividere la programmazione dei fondi europei del periodo 2021-2027 per la parte che riguarda lo sviluppo urbano sostenibile e le aree interne. Abbiamo avanzato una serie di ipotesi e siamo in attesa di risposta.

Arriverà? 

Credo di sì, perché non dovrebbe. Si tratta di collaborazione istituzionale ed è a vantaggio di tutti.

Lei è intervenuto il 28 maggio ai lavori del Comitato europeo delle Regioni a Bruxelles sui nuovi fondi del Recovery Plan. C’era in audizione il Direttore Generale della Commissione europea. Cosa gli ha chiesto? 

Sono intervenuto ai lavori della mia Commissione che si chiama COTER e si occupa di coesione territoriale, fondi strutturali e bilancio europeo. C’era in audizione il Direttore Generale della Commissione europea, Marc Lemaitre, della DG Regio. Ho raccontato il lavoro che stiamo facendo a Milano e come stiamo utilizzando la flessibilità concessa dalle nuove regole europee.

Ho aggiunto che la pandemia ha colpito i territori europei in maniera asimmetrica. Quindi la coesione europea e la distribuzione dei fondi strutturali dovrebbero tenerne conto sia per i fondi aggiuntivi del Recovery Plan (l’iniziativa React-Eu) che per il quadro finanziario pluriennale dell’UE che andrà dal 2021 al 2027. Insomma quello che chiamiamo “bilancio europeo”. Le nostre aspettative mi sembrano ragionevoli e legittime. 

Ultima domanda: arriveranno davvero i fondi europei per l’Italia? 

Il punto non è se arriveranno da Bruxelles ma noi come li spenderemo. Ed è purtroppo tutto da dimostrare e tutto da verificare. Faremo spesa pubblica improduttiva o investimenti per la crescita? Questa è la vera posta in gioco e dipende esclusivamente da noi. Bruxelles per fortuna monitorerà; vedremo se sarà sufficiente.

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