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San Siro non si tocca: intervista al consigliere di Europa Verde Tommaso Gorini

tommaso gorini

San Siro non si tocca:  I verdi europeisti l’hanno ripetuto  tante volte durante la campagna elettorale che ha guidato la  netta vittoria per il  secondo mandato consecutivo, Il sindaco di Milano Giuseppe Sala e continueranno a farlo, perché oltre al non abbattimento della struttura, simbolo dello sport e dello spettacolo milanese, non vogliono assolutamente che si continui a cementificare , attraverso la costruzione di  tanti altri edifici.

Lo Stadio , noto come Stadio San Siro,  intitolato a Giuseppe Meazza, gloria del calcio milanese e italiano , ospita le gare calcistiche di Inter e Milan, e sono proprio i maggiori  esponenti delle due importanti  società  a manifestare la propria esigenza ad avere uno stadio molto più  moderno come tanti altri club importanti ed internazionali .

Considerato da tantissimi appassionati la scala del calcio o il tempio del calcio,  la prestigiosa struttura sportiva sta  diventando  oggetto di forte  discussione durante i vari consigli comunali, presieduti a palazzo Marino.

Abbiamo intervistato Tommaso Gorini, attivista nei verdi di Milano da 2019 , membro del esecutivo e dei giovani  verdi europeisti, non che  consigliere della giunta presieduta dal sindaco Giuseppe Sala.

Dottor Gorini, lei insieme a tanti di Europa Verde, hanno a cuore questo impianto.

Perché secondo lei come spesso avete affermato  sia durante la campagna elettorale e state continuando a dichiarare durante i vari consigli comunali,  è importante salvaguardare lo Stadio San Siro ?

Crediamo che lo stadio sia un bene storico, un simbolo della città, come sottolineato anche dalle classifiche internazionali che lo consacrano regolarmente tra gli impianti più iconici del mondo. Per questo motivo ben prima della campagna elettorale abbiamo promosso un ricorso al presidente della repubblica, tuttora pendente, contro la decisione della soprintendenza di non vincolare lo stadio come bene architettonico. Pensiamo sia importante salvaguardarlo anche perchè non è una struttura ammalorata o inadatta a ospitare eventi di alto livello. L'ultima finale di Champions League vi si è tenuta solo 5 anni fa e ha coinciso con importanti lavori di ristrutturazione, l'estate scorsa  ha ospitato le finali di Nations League.

Lo stadio   oltre ad essere prima  della pandemia  casa dei più grandi musicisti internazionali,  è  in condizioni talmente buone che nessuno potrà battere ciglio sull'idea di tenervi la cerimonia di apertura delle olimpiadi che si terranno tra  5 anni. Ultima considerazione: non è vero che è necessario demolire San Siro per adattarlo alle esigenze del moderno business del calcio; attualmente è stato elaborato da architetti e ingegneri del Politecnico un progetto che dimostra come la struttura possa essere rifunzionalizzata ed esempi come la recente ristrutturazione del Santiago Bernabeu.

I rappresentanti della due squadre più importanti della città, Milan ed Inter  hanno dichiarato che hanno bisogno di un nuovo stadio.

Cosa ne pensa di tutto questo?    

I rappresentanti delle due squadre, o per meglio dire, delle società che le posseggono, cercano legittimamente di fare il proprio interesse di operatori in un mercato finanziario globale. Ovvero cercano di portare a casa un grande progetto di riqualificazione in grado di rivalutare le squadre per attirare investitori a cui vendere. Non credo che la cosa sia un mistero per nessuno, favorevoli o contrari: è noto che i bilanci delle squadre sono in passivo, che Suning (proprietaria dell'Inter) sta attraversando un momento difficile e che Elliott (proprietaria del Milan) è un fondo speculativo.

Per quanto riguarda me e più in generale noi, come gruppo consiliare di Europa Verde, pensiamo che come le società perseguono il proprio interesse, noi, come rappresentanti eletti, dobbiamo fare quello dei cittadini. Perciò ci chiediamo se un nuovo stadio sia nell'interesse dei cittadini e chiediamo con forza di permettere a loro, attraverso gli strumenti di partecipazione popolare previsti dalla legge, di esprimersi a riguardo.

La questione stadio ha acceso una grande discussione anche nel consiglio comunale. Qual è secondo lei la posizione del sindaco Giuseppe Sala e  quella di tanti  consiglieri? Secondo lei quale potrebbe essere la migliore soluzione?

Penso che il Sindaco stia cercando giustamente una soluzione di compromesso, in grado da un lato di venire incontro alle richieste delle squadre e dall’altro di dare compimento, attraverso i fondi privati, al grande irrisolto urbanistico che è l’area circostante lo stadio. L’accordo con le società sulla riduzione degli indici volumetrici entro i limiti previsti dal PGT va sicuramente nella direzione di un riequilibrio rispetto alla prima proposta del 2019, fortemente sbilanciata in favore degli appetiti immobiliari delle squadre. Per una parte dei consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, questa concessione è sufficiente. Non penso sia necessario aggiungere dettagli sulle ragioni di chi si schiera a favore del progetto di demolizione, ad esse come ai rendering immaginifici infatti è già dedicato ampio spazio sui principali media. 
Noi invece pensiamo che possiamo avere più coraggio. Che il comune, come proprietario dello stadio e dell’area circostante può e deve partecipare attivamente alla progettazione dell’area insieme agli usufruttuari e ai cittadini. E’ anche per questo motivo che la questione San Siro ha per noi una forte carica simbolica: può rappresentare un nuovo approccio alle politiche urbanistiche. Più passa il tempo più il ricatto delle società “o ci date quello che chiediamo qui o lo stadio lo costruiamo altrove” appare per quello che è: un bluff. Adesso sta a loro dimostrare di voler progettare qualcosa nell’interesse non solo proprio ma anche dei tifosi e dei milanesi in genere. Se molleranno vorrà dire che questo interesse non c’è mai stato, se accetteranno vinceremo tutti. In ogni caso sarebbe un errore chiudere la partita in un momento in cui il comune è in una posizione di forza.
Un altro punto di discussione politica che sta animando consiglio e giunta su questa vertenza è quello della partecipazione dei cittadini sulla decisione. C’è chi dice che il consiglio si è già espresso e che gli amministratori sono eletti per prendere decisioni e non per demandarle ai cittadini. Poi c’è chi (come Europa Verde) invece ritiene che coinvolgere i cittadini in una decisione che condizionerà il futuro di un grosso pezzo di città per 90 anni sia un atto dovuto e uno strumento fondamentale per coadiuvare i decisori. La legge è dalla nostra, prescrive infatti l’organizzazione di un dibattito pubblico per progetti come quello in questione. Questo iter è temporaneamente fermo per un cavillo giuridico ma siamo fiduciosi che le nostre ragioni, che poi sono quelle della democrazia e della trasparenza, prevarranno.

Molti cittadini vogliono che lo stadio sia ristrutturato insieme a tante aree verdi, punti di forza da parte di Europa Verde. Quali sono i progetti futuri che Europa verde ha intenzione di deliberare?

Esatto, uno dei grandi problemi della demolizione e ricostruzione dello stadio è che il nuovo impianto andrebbe ad occupare il sito di un’area di verde profondo, che andrebbe irrimediabilmente persa, con buona pace dei rendering pieni di aiuole. Purtroppo non si tratta di un caso isolato. Vogliamo lavorare, in comune come nei municipi, per fermare e invertire questa tendenza. La conservazione dei suoli permeabili giocherà sempre di più un ruolo importante nel mitigare gli effetti del riscaldamento globale: assorbendo acqua durante le piogge estreme e riducendo l’effetto isola di calore. A tal proposito vorrei citare il Piano Aria Clima, che delinea tra le altre cose anche le strategie di mitigazione del comune. Il Piano, dopo essere stato fermato in aula dall’opposizione nella scorsa consiliatura è stato prontamente preso in carico dalla neo Assessora verde Elena Grandi e a breve tornerà in consiglio arricchito di un più deciso spirito ecologista e di spunti da parte dei cittadini che lo renderanno uno strumento più utile ed incisivo.

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