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La felicità è nel tempo, non nel denaro: una riflessione (tra Alice e De Crescenzo)

  • Roberto Bombassei

 

Alice: «Per quanto tempo è per sempre?»
Bianconiglio: «A volte, solo un secondo».
Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie

Clessidra: il tempo che scorre
Il tempo non si compra: lo si vive.

Fin da bambini siamo portati a credere che i soldi facciano la felicità. Cresciamo convinti che le cose ci rendano felici e, di conseguenza, finiamo per inseguire il denaro come se fosse la chiave di tutto. Per molti esiste una sola equazione: denaro = più cose = più felicità.

Il punto è che, prima o poi, arriviamo tutti davanti a una verità semplice: c’è un momento in cui il denaro non conta più. Quando la vita si mette di traverso, quando ci accorgiamo che ciò che vorremmo davvero non è un oggetto in più, ma più tempo: tempo per sentirci vivi, per amare, per ridere, per restare.

Ed è lì che capisci una cosa: le esperienze che ci fanno sentire pieni, realizzati, felici… spesso sono quelle che non costano nulla.

La felicità è nel tempo, non nel denaro.


Il tempo “in lunghezza” e “in larghezza”

Luciano De Crescenzo, con la sua lucidità gentile, parlava spesso del tempo. Non solo come misura fisica, ma come dimensione umana: un modo di stare al mondo.

In una sua riflessione (ripresa anche nel film 32 dicembre), descriveva il tempo come una grandezza che si può vivere in due modi: in lunghezza o in larghezza.

  • In lunghezza, quando i giorni scorrono uguali, uno dopo l’altro, in modo monotono.
  • In larghezza, quando la vita è un sali-scendi: incontri, cambiamenti, passioni, inciampi, scelte coraggiose.

È un’idea potente, perché sposta la domanda: non si tratta solo di “quanto” viviamo, ma di come viviamo.

“Il tempo è un’emozione ed è una grandezza bidimensionale, nel senso che puoi viverlo in lunghezza o in larghezza.”
Luciano De Crescenzo

Il problema, diceva lui, è che spesso gli uomini studiano come allungare la vita, quando invece dovrebbero imparare ad allargarla.


Tempo esterno e tempo interno

Un’altra immagine bellissima di De Crescenzo è quella tra tempo esterno e tempo interno. Il primo è quello degli orologi e dei calendari: uguale per tutti. Il secondo, invece, è personale: dipende da come vivi, da quanto ti emozioni, da quanto “sei presente”.

Ecco perché a volte incontri persone con tanti anni sulle spalle che sembrano leggere, vive, giovani. Non è solo un’impressione: è il loro tempo interno che si è allargato.


Una piccola lezione pratica

Se la felicità è collegata al tempo, allora il segreto sta nel vivere il presente con più intensità. Senza proiettarsi sempre avanti, senza restare bloccati indietro.

Non significa ignorare i problemi o fare finta di niente. Significa scegliere, ogni tanto, di fermarsi e domandarsi:

  • Sto vivendo o sto solo correndo?
  • Sto mettendo tempo nelle cose che contano?
  • Il mio tempo si sta allargando o si sta solo allungando?

Perché a volte, davvero, cinque minuti possono valere più di mille cose: se dentro ci metti un’emozione, una risata, un abbraccio, un momento di pace.

Pensaci, tu che leggi.

5 minuti potrebbero equivalere a un tempo di infinita felicità.

  • Ultimo aggiornamento il .