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Unesco, Patrimonio Umanità: National Geographic consiglia Milano e altri 10 siti della Lombardia

Cenacolo a Milano e altri siti lombardi Patrimonio dell'Umanità consigliati dal National GeographicUn riconoscimento di cui essere orgogliosi arriva dalla celebre rivista National Geographic che consiglia ai suoi 50 milioni di lettori mensili di visitare il Cenacolo a Milano e le altre 10 Meraviglie Unesco Patrimonio dell'Umanità che abbiamo in Lombardia.

Meraviglie Unesco, Patrimonio dell'Umanità

L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'educazione, la scienza e la cultura  ha lo scopo di identificare, tutelare e trasmettere alle generazioni future il patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo.
Ad oggi l'Unesco ha individuato 1121 siti (869 siti culturali, 213 naturali e 39 misti) che si trovano in 167 Paesi. Nella lista dei patrimoni dell'umanità, l'Italia e la Cina sono in pole position con 55 luoghi ciascuno.
La prestigiosa rivista National Geographic - fondata nel 1888 e tradotta in 31 lingue diverse - ha dedicato una guida alle Meraviglie Unesco della Lombardia.

Milano e gli altri 10 siti Unesco in Lombardia

Fra gli 11 siti Unesco della Lombardia che nessun turista dovrebbe perdere c'è senz'altro il capolavoro di Leonardo da Vinci dipinto nel tardo XV secolo (1494-1498) che raffigura l'Ultima Cena di Cristo, la più famosa della storia dell'arte occidentale. Il Cenacolo vinciano si trova su una delle pareti interne dell'ex refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie, accanto all'omonima chiesa appartenente all'Ordine Domenicano, che ha visto responsabile del progetto l'illustre Donato Bramante.
Altro gioiello ma nel campo dell'archeologia industriale è il villaggio operaio di Crespi D'Adda a Capriate San Gervasio, "esempio eccezionale del fenomeno dei villaggi operai, il più completo e meglio conservato del Sud Europa". Si trova esso in un'area protetta del Parco Adda Nord, meta per passeggiate a piedi o escursioni in bici. Realizzato presso l'opificio tessile dei Crespi, il villaggio fu concepito come centro residenziale per i dipendenti e le famiglie seguendo il modello delle città giardino ottocentesche con le innovazioni dell'epoca, come l'illuminazione elettrica. 

Storia, cultura e natura in Lombardia

Altro protagonista è "Bergamo e le opere di difesa veneziane tra XVI e XVII secolo", imponente sistema difensivo che solo a Bergamo è lungo 5,3 chilometri e presenta 5 porte d'accesso.
La guida invita a visitare "Mantova e Sabbioneta" (forme urbanistiche di stampo rinascimentale ad opera dei Gonzaga); il "Monte San Giorgio" adiacente il Lago di Lugano coi suoi fossili di vertebrati marini del Triassico, a cavallo tra il territorio italiano e quello svizzero; i 9 "Sacri Monti di Piemonte e Lombardia" (Varallo, Crea, Orta, Varese, Oropa, Ossuccio, Ghiffa, Domodossola e Valperga); "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere" (ovvero innumerevoli testimonianze monumentali longobarde sparse nel nostro Paese, in particolare la provincia di Brescia vanta la maggiore estensione costituita dal complesso monastico di San Salvatore - Santa Giulia); "il saper fare liutario cremonese" registrato come patrimonio immateriale (non toccabile) dell'Umanità; la "Ferrovia retica: trenino rosso Bernina Express" che tutti conoscono e che collega l'Italia alla Svizzera. 

Siti preistorici e incisioni rupestri

Gli insediamenti preistorici sono databili tra il 5000 e il 500 a.C., sono 111 e si trovano in Svizzera, Austria, Francia, Germania, Italia e Slovenia. 
Dieci si trovano in Lombardia (alcuni chiusi al pubblico perché ancora oggetto di scavi), eccoli: in provincia di Varese le palafitte dell'Isolino Virginia, di Bodio Centrale, del Sabbione, mentre zona Lago di Garda ci sono le palafitte di Lavagnone (Desenzano del Garda), San Sivino, Gabbiano (Manerba del Garda), Lugana Vecchia (Sirmione), Lucone (Polpenazze del Garda), Lagazzi del Vho (Piadena), Bande – Corte Carpani (Cavriana), Castellaro Lagusello – Fondo Tacoli (Monzambano).
Per quanto riguarda le incisioni rupestri ci spostiamo in Valle Camonica (primo sito Unesco riconosciuto in Italia, era il 1979). Parliamo di oltre 140.000 simboli e figure incise nella roccia in un periodo che va dal Paleolitico all'occupazione del territorio da parte dei Romani, un giacimento affascinante di arte e cultura preistorica. 
La rosa camuna scelta come simbolo della nostra regione proviene proprio da lì: si tratta di un graffito fra i più diffusi, risale alla civiltà dei Camuni dell'età del Ferro.
 
 
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