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Brescia, Tutto il mio folle amore… per il cinema

  • Anna Bonomelli

tutto il mio folle amore cinemaIl cinema a Brescia, al tempo del Covid-19 si è reinventato: è uscito all'aperto!

Cinema sotto le stelle a Brescia

Così, il MO.Ca (Centro per le nuove culture) ha proposto una selezione di film che non avevano potuto entrare nelle sale cinematografiche.

Cinema sotto le stelle” è stato denominato il progetto per la ripartenza di un bene comune culturalmente fondamentale: l’espressione cinematografica.

La rassegna si è svolta dal 24 giugno al 30 agosto allo spazio MO.CA di palazzo Martinengo a Brescia. L'obiettivo è stato quello tornare a vivere la magia della cinema dopo lo stop dovuto al Coronavirus. 

Tutto il mio folle amore

Il progetto si è concretizzato in molte pellicole, come ad esempio “Tutto il mio folle amore” del regista pluripremiato G. Salvatores.

Ispirato al racconto di Fulvio Ervas e presentato alla 76a mostra internazionale di arte cinematografica di Venezia, il film racconta del sedicenne Vincent, affetto da autismo, di Elena, sua madre, e del marito Mario (padre adottivo); nonché di Willy, il padre naturale del ragazzo. Per una serie di particolari coincidenze, Vincent e Willy faranno, pur non essendosi mai incontrati, un lungo viaggio insieme attraverso i Balcani. Viaggio che rappresenta anche la metafora del percorso della reciproca conoscenza tra un padre ed un figlio, pressoché estranei.

Il cast composto da attori quotati che ben riescono a mettere in scena una complicata gamma di sentimenti (Valeria Golino, Diego Abatantuono), come richiedeva la pellicola, porta all'apice della riuscita anche l’immedesimazione dello spettatore/critico.

Il film merita di essere visto perché ci pone di fronte all'interrogativo: “esiste veramente un limite tra normalità e diverso”? Oppure è proprio la diversità a farci riscoprire la grandezza e l’importanza di tutto ciò che consideriamo normale/quotidiano”. Questo sembra essere il messaggio che ci vuole trasmettere la pellicola.

Non da ultimo, un cenno va fatto alla colonna sonora, davvero strepitosa: sottolinea nel modo più appropriato ogni sfumatura di sentimento, messo in scena dagli attori. Da “Tu si’ ‘na cosa grande” (musica di Domenico Modugno; testo di Roberto Gigli) a “Next to me” (Imagine Dragons) e ovviamente Vincent e Willy di Mauro Pagani.

 

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