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Tutti gli appuntamenti con i giocattoli

ar giocattolo mostraDomenica 29 maggio nei portici coperti di Viale Regina Elena si svolgerà a Giaveno, vicino Torino,  la 2ª edizione della mostra mercato del giocattolo e del collezionismo.

 Saranno presenti gli espositori tradizionali auto modelli, bambole in ogni declinazione, treni, soldatini, giocattoli in latta e tanto altro ancora alla prima edizione. Sarà presente un settore dedicato all’editoria specializzata sul collezionismo con le ultime novità internazionali del settore.

Ma per gli amanti del giocattolo sono molti i luoghi, anche in provincia, che permettono di scoprire e ritrovare questo mondo incantato.

Tra i musei più interessanti in Italia, c'è quello di Canneto sull'Oglio, in provincia di Mantova, il Museo del Giocattolo "Giubo Superti Furga”.

Il nome di questo museo ricorda a molti i balocchi dell'infanzia: le bambole Furga, una fabbrica che aprì i battenti nel 1670, sono esposte insieme a giocattoli di vari paesi del mondo.

Insieme ad esse pianoforti in miniatura, giochi a incastro, piccoli mobili, auto modelli, puzzle, cavalli a dondolo e molto altro ancora.

Le bambole ripercorrono l'evoluzione del gusto e dell'uso dei materiali grazie a esemplari in legno, biscuit, panno Lenci, celluloide, stoffa, latta, feltro, cartapesta, vinile polistirolo.bambole gioco1

Qui la nostra fantasia viene messa in moto anche dai giocattoli in latta, dal teatrino.

Il museo diventa un percorso.

Per giocare.

Per ricordare.

Per ricordare come si giocava.

Per giocare a ricordare

Far parlare la bambola o il burattino, «il personaggio» o la maschera al posto di sé è storia vera e antica almeno quanto il teatro stesso.

Il bambino usa spesso il gioco del drammatizzare, farsi sostituire da un fantoccio per dire cose di cui ha timore o vergogna, ma anche per manifestare la gioia, il piacere in sé di esibirsi, di essere al centro dell’attenzione dei grandi; o l’emozione di diventare uno dei personaggi della fiaba, per provare che effetto fa vestire i panni di un altro.art teatrino gioco

C’è in tutto questo la voglia di parlare tutti i linguaggi del corpo, dalla mimica facciale e gestuale all’espressione corporea, al linguaggio non verbale, alla comunicazione di sentimenti ed emozioni nascoste, non esternabili altrimenti. C’è anche tanta voglia di ridere, per provocazione, per trasgressione, per far uscire da sé l’altro «io» insospettabile, buffone, timido, a volte sfacciato che di solito sta chiuso nell’angolo delle «buone maniere».

Ma ogni giocattolo ha sempre avuto la sua valenza particolare.

Il castello per un bambino o per una bambina, rappresenta per esempio, la sua scommessa, la sua traccia, il suo rifugio.

Il bello è che una volta superata la prima linea d'ombra", quella che separa l'infanzia dall'adolescenza sembra ci si dimentichi di quanto il gioco sia stato fondamentale per la crescita .

Si dimenticano i pomeriggi interi passati a far volare in giro per casa un aereo di carta, a far camminare avanti e indietro, lungo lo stesso tragitto, con monotona instancabilità, il trenino, la gallina con le ruote, la macchina elettrica, il pupazzetto con la carica.

Si dimentica che in quei momenti la gallina era viva e magari covava, uova, tavolette di cioccolata, nascoste poi dal papà ,

Ma se chiudiamo per un attimo gli occhi il trenino lo ritroviamo li, davanti a noi, pronto a partire, che sbuffa vapore, attraversando città e campagne.

Ritroviamo il cowboy a cavallo che corre inseguito dai banditi, l'aereo di carta che vola, vola nel cielo sempre più in alto, sempre più in alto, sfiora il lampadario, plana giù, inseguito da noi con un salto.

Ci si dimentica, ma i giocattoli restano.

Restano le galline con le ruote, i trenini, gli aeroplani, i cavallucci , gli aquiloni, le fionde, le palle di pezza, le trottole, le macchine, gli animaletti, che raccolti dagli appassionati, che non vogliono dimenticare, vengono collezionati per essere rivenduti, per essere ammirati, per essere scambiati.

 Il 21 marzo scorso, dopo oltre 30 anni, ha chiuso il meraviglioso Museo del Giocattolo e del Bambino che si trovava a Cormano, in via Gianni Rodari.

La burocrazia e la politica, insensibili al valore culturale di questa collezione unica al mondo, hanno scelto di non rinnovare la convenzione alla Fondazione Paolo Franzini Tibaldeo e di destinare gli spazi ad altro.

“E adesso?”, chiederebbero i bambini se questa fosse una favola. Adesso accadono due cose.

La prima è che la provincia di Milano perde la collezione per sempre. Del Museo, che era stato inaugurato da Bruno Munari, ci resta il ricordo di un luogo dove 600 mila piccoli visitatori si sono divertiti moltissimo.

La seconda è che in questa faccenda deve proprio averci messo lo zampino la Fata Turchina in persona perché il museo, scomparso in Lombardia, è ricomparso subito in Toscana.

L'associazione "Pinocchio a casa sua" ha infatti messo a disposizione della Fondazione uno spazio meraviglioso accanto al Duomo di Firenze. Un colpo di bacchetta magica e con la nostra carrozza de tempo raggiungere in 2 ore da Milano, la via dell’Oriuolo e il Museo del Giocattolo e di Pinocchio.art pinocchio gioco min min

Per fortuna in Lombardia non mancano altre ricchezze.

Come il Museo della Bambola della Rocca di Angera, fondato nel 1988 dalla Principessa Bona Borromeo Arese, si distingue per qualità, varietà e rarità della collezione, collocandosi come il più grande in Europa nel settore.

Qui sono esposte oltre mille bambole realizzate a partire dal XVIII secolo fino ad oggi.

 Le bambole sono poste all’interno di vere e proprie case di bambola arredate e accompagnate da preziosi corredi e da negozi in miniatura; i materiali con cui sono state realizzate sono dei . più svariati, tra cui legno, cera, cartapesta, porcellana e tessuto.

 Il Museo si colloca tra i più importanti d’Europa e si sviluppa lungo 12 sale collocate nell’Ala Viscontea e Borromea, a cui si affiancano due sezioni monotematiche: una dedicata alle bambole provenienti da culture extraeuropee e l’altra agli automi del XIX e XX secolo.

La sezione degli automi, inaugurata nel 2002, raccoglie esemplari realizzati soprattutto tra il 1880 e il 1920, prodotti per lo più in Francia e in Germania, vere meraviglie animate il cui movimento era accompagnato da arie musicali spesso tratte da note opere liriche.

Curiosità

Tra i giocattoli del passato che valgono una fortuna troviamo la Volkswagen Beach Bomb del 1969, ovvero una hot wheels che vale 72 mile euro, l’action figure di Luke Skywalker (Star Wars) di cui ne esistono solo 20 esemplari e il cui valore arriva ai 25 mila euro. La prima Barbie messa in commercio nel lontano 1959 ha un valore attuale si aggira intorno ai 23 mila euro e la Cabbage Patch Kids, degli anni ’80 che nasceva da un cavolo che vale 3 mila.

Che aspettate allora? Non resta che mettersi alla ricerca di queste meravigliose fortune!

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